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Ricchiuti: "Rivoglio il Rimini"

14/06/2012


Ricchiuti: "Rivoglio il Rimini"

Adrian Ricchiuti

Di dichiarazioni d’amore, tra Adrian Ricchiuti e Rimini, ce ne sono state parecchie. Parole al miele, intenti di riavvicinamento, ami lanciati in varie occasioni, più o meno raccolti dalla società biancorossa. Ami incagliati in uno scoglio grosso come la serie A, dove il ‘chico’ gioca da quando ha lasciato Rimini. Un onore, per il presidente Biagio Amati e per la città intera, che il talentuoso trequartista di Lanus non perda occasione di gridare al mondo la sua volontà di terminare la carriera a Rimini. Ancor meglio, di giocare in maglia a scacchi nell’anno del centenario. Ma la A, che per Ricchiuti si chiama Catania, è anche sinonimo in un altro anno di contratto a cifre da massima serie. Cosa che per il sodalizio biancorosso significa cifre inarrivabili. Da qui la paura, mostrata anche in pubblico da parte di un presidente che non ha mai voluto fare il passo più lungo della gamba, di dire ad Adrian: ‘Rimini ti aspetta’.

Ma ora, nelle ultime ore, qualcosa è cambiato. Dopo vari incontri con il diesse (ed ex compagno) Paolo Bravo, sono arrivati anche quelli con Biagio Amati.

Ricchiuti, cosa è cambiato?

“E’ cambiato che ora ci stiamo ragionando tutti insieme seriamente. Non è un mistero che voglio tornare a Rimini a chiudere la carriera. Dal primo giorno in cui ho lasciato questa squadra, ho detto che sarei voluto tornare per l’anno del centenario. Mica scherzavo! Per me sarebbe un sogno giocare qua nell’anno più importante della storia. Ma è anche vero che non decido da solo”.

Gli attori di questo spettacolo sono infatti tre: il giocatore, la società biancorossa e il Catania. Assodato che il primo è già pronto sul palco, ora ci sono da ‘scritturare’ gli altri due.

“Prima di tutto c’è il Catania, al quale sono legato da un altro anno di contratto e da una grande stima. Lunedì il mio procuratore sarà in Sicilia per parlare con i dirigenti: spero che non sia un problema per loro accontentarmi, anche se credo che sarà dura. Il discorso è facile: ho 34 anni, nelle ultime tre stagioni ho dato tutto per il Catania, così come loro hanno fatto il massimo per me. C’è rispetto, ma è anche vero che hanno in rosa tanti giocatori bravi e giovani e magari per i piani del nuovo allenatore non sono così fondamentale. E’ mia intenzione chiedere una buonuscita per la rescissione e venire a Rimini già dalla prossima stagione. Potrebbe essere un affare per tutti”.

Ma se il Catania accettasse la rescissione, toccherebbe poi al Rimini pagare Ricchiuti...

“Intanto va detta una cosa: torno in C solo perché amo questa squadra e questa città. E non mi interessano le richieste arrivate dalle categorie superiori (Verona in primis, ndr). Se torno, però, non è per scaldare la sedia. C’è un centenario da onorare e il progetto che farà la società sarà importante per la mia scelta. Voglio vincere il campionato e contribuire a far tornare l’entusiasmo in questa piazza, che merita ben altri palcoscenici. Sono convinto che basti poco”.

Sì, ok il progetto. Ma lo scoglio reale non rimane sempre l’ingaggio?

“Non voglio essere ipocrita: con tutto il bene che voglio a Rimini, non posso lavorare gratis. Ciò non significa che non ci si possa mettere d’accordo. Anzi, i discorsi con la società sono già avviati. Ho parlato più volte con Bravo e ora anche con il presidente Amati. Un accordo di base c’è, per due anni più un terzo che potrebbe diventare l’inizio per coronare un altro mio sogno: lavorare con i giovani. Ma ripeto, lo farei solo a Rimini. Dopo aver smesso di giocare, mi piacerebbe insegnare ai bambini le basi del calcio, per farli diventare più forti di me. Per quanto riguarda le cifre, sono certo che ci sono i margini per trovare un accordo”.

Di sicuro chi ci guadagnerebbe di più sarebbe Rimini. La squadra e la città di Rimini.

“Quando torno è sempre bellissimo, la gente mi ferma per strada: giovani, anziani... Sento tanto amore nei miei confonti. Mi fa piacere, anche se a volte mi spiazza. Sono pronto a dare una mano per riportare il Rimini in alto. Certo, poi sarà il mister a fare le scelte: ho pieno rispetto per i ruoli. Intanto, speriamo che il Catania accetti: se i discorsi del mio procuratore non basteranno, andrò giù a parlare di persona con la società”.

NQnews.it



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