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Calcio | Dilettanti

La dura vita del mister...

Di Mirco Mariotti 10/10/2017


La dura vita del mister...

"Quanta fretta, ma dove corri, dove vai? Se ci ascolti per un momento, capirai..."

Con queste due strofe ben quarant'anni fa Edoardo Bennato iniziava uno dei suoi più grandi successi discografici, ovvero "Il gatto e la volpe". Ma, attualmente sembra il grido di dolore di tanti allenatori che per svariati motivi nel giro di pochi giorni, hanno perso la loro panchina, senza avere un minimo di possibilità ulteriore da parte della propria società di appartenenza, che, per troppa paura di perdere il treno giusto per l'obiettivo stagionale, decide in maniera drastica l'interruzione di rapporto.

Vogliono vincere tutti, nessuno vuole perdere, nemmeno l'allenatore che, in primis, è quello che dovrebbe risolvere il problema. Ma è quello che a mercato finito paga per tutti, perchè è la soluzione più facile da prendere. Ma accade anche l'opposto: la squadra va male, ma la società non si può permettere di esonerare il mister, soprattutto se fa parte integrante della società, oppure se le condizioni economiche sono tali da dire "facciamo con quello che passa il convento". A volte si esonera anche l'allenatore vincente, ma che caratterialmente non ha feeling con la società che preferisce quello che ascolta la dirigenza e non viceversa, ma questo accade quasi sempre a fine stagione quando c'è il tempo materiale per trovare un sostituto adeguato. Poi c'è anche chi si dimette, per mancanza di fiducia o di stimoli (che dovrebbero arrivare dalla società), o perchè l'allenatore stesso si rende conto che è "impossibile" andare avanti.

Ecco, dopo questa pomposa premessa, andiamo al sodo. Detto che le società hanno il diritto di prendere le decisioni che credono perchè fa parte del gioco, ed hanno sicuramente le più valide motivazioni per farlo, vedere però una serie impressionante di esoneri nel raggio di pochissimi giorni mi lascia molto, ma molto perplesso. Giornate disputate? Dalle 4 alle 7, senza contare chi è già saltato in precedenza. Non è un po' troppo presto?
Gli unici contenti sono gli allenatori a spasso che hanno la possibilità di sedersi su di una panchina, per poter svolgere il loro lavoro nel miglior modo possibile, ed inevitabilmente qualche giocatore, ma questa è una cosa più che normale, a cui non andava a genio chi lo allenava prima, sperando di avere più spazio con il successore.

Facciamo un resoconto delle panchine saltate solo nelle ultime ore dalla Serie D (panchine emilianoromagnole) alla Promozione:

Serie D: Castelvetro (Corradini per Serpini), Vigor Carpaneto (Rossini per Mantelli), Mezzolara (Passiatore esonerato in attesa del sostituto), ricordando che erano già saltate le panchine dell'Imolese (Gadda per Filippini, dimessosi appena due giorni prima dell'inizio del campionato) e della Correggese (Graziani per Marra).
Eccellenza: Rolo (Gallicchio per Battilani), Salsomaggiore (Bazzarini per Voltolini), Argentana (Rambaldi per Dirani), Castrocaro (Scozzoli per Zanzani). Era già saltata la panchina della Fidentina (Montanini per Pietranera), quella dell'Axys Zola (Salmi per D'Este) ad inizio stagione, anche se tecnicamente non è stato un vero e proprio esonero, mentre c'è una panchina molto bollente che potrebbe saltare nelle prossime ore. Ma il girone lo teniamo top secret.
Promozione: Biancazzurra (Rossi esonerato in attesa di sostituto), San Secondo (Delgrosso dimissionario in attesa di sostituto, forse il Ds, patentato, Stefano Pompini), Falkgalileo (Cavatorti esonerato in attesa di sostituto), Sparta Castelbolognese (Vezzoli per Gramantieri, dimissionario), Molinella Codifiume (Buriani per Ferioli), Giovane Cattolica (Giorgi per Mancini). Avevano già salutato Castellarano (Pivetti per Lodi, separazione consensuale), Pgs Smile (Paraluppi per Palladino, dimissionario), Sporting Argenta (Patelli per Pioppi, dimissionario), Bellaria (Zanini per Vincenzi), Igea Marina (Gavagnin per Belpani).

Se la media degli esoneri è aumentata precipitevolissimevolmente, cari allenatori c'è da preoccuparsi. 





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