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Calcio

Non uno in meno

07/12/2017


Non uno in meno

La società scrivente, preso atto delle recenti vicende che hanno visto come protagonista l’attaccante Eugenio Luppi, a seguito dei numerosi e giustificati risentimenti per aver deciso di dare seguito all’acquisto del giocatore, evidenzia, in modo lineare e concreto, quanto segue.

I fatti, per come sono andati, attengono verosimilmente a comportamenti dettati, più che altro, dalla leggerezza e dall’ingenua manifestazione di sé. Ciò, beninteso, non giustifica né l’episodio, né le conseguenze inevitabili dello stesso, ma preme mettere in luce come l’Associazione abbia sempre proceduto, nella sua storia, a mostrarsi sensibile ed animata da intenzioni sociali di respiro ampio e positivo.

Basti pensare che il Presidente della stessa un mese fa, in tempi ben lontani da ogni sospetto, ha partecipato alla commemorazione dei caduti partigiani presso il cippo di Via Brigata Bolero, a Borgo Panigale, alla presenza delle più alte cariche (ANPI, Presidente di quartiere Vincenzo Naldi, partigiani, ed altre cariche), dando un’immagine della propria capacità di fare sociale in senso completo. Gesto dettato dall’umana consapevolezza dell’importanza della memoria per fatti che divengono lontani per il tempo che passa, ma sempre attuali se parliamo di coscienze in formazione.

Non solo. Lavorano con impegno e grande spirito di umanità, nel circuito del Borgo Panigale fc persone animate solo dalla sana intenzione di “tirare su” giovani consapevoli e maturi, destinati al divertimento proprio e dei tifosi.

Vale la pena, per chi scrive, segnalare che all’interno della nostra associazione lavora una dirigente educatrice, Sig.ra Giovanna Montolli, che già con altri ragazzi si è resa disponibile per progetti di integrazione e di inserimento di persone svantaggiate, e sarà disponibile a seguirlo nel suo percorso educativo: svolgerà con competenza la così detta “inclusione”, rendendo di fatto concreto quello che la stessa legge chiama a fare, ovvero reinserire, laddove questo possa avvenire, nella società civile coloro che, per motivi spesso legati alla non totale comprensione del proprio fare, si macchiano di colpe gravi.

Dal dialogo con il legale del ragazzo, inoltre, è emersa con forza la volontà dello stesso a prendere consapevolmente coscienza di quanto accaduto e della risonanza mediatica che simili fatti, inevitabilmente, possono scatenare.

L’associazione Borgo Panigale ha l’aspirazione non solo di insegnare il calcio, ma ha anche tra le sue priorità quella di crescere ed educare i ragazzi secondo principi e valori sani, così come sta già facendo nel settore giovanile, dove opera con grande impegno dalla fondazione della stessa associazione.

Proprio in ragione di queste finalità riteniamo che tutti abbiano il diritto di avere una seconda possibilità e di riscattarsi.

Abbiamo conosciuto Eugenio personalmente e dopo vari incontri con lui abbiamo capito che è consapevole del suo errore e ha chiesto scusa pubblicamente.

Considerato che l’Associazione Borgo Panigale, nel riconoscere la ricerca dell’obbiettivo “sociale” nel mondo sportivo come richiamato nello Statuto Societario, non disdice la ricerca del successo sportivo attraverso l’utilizzo di giovani aventi “talento calcistico”.

Pertanto anche in un’ottica di rinforzo sportivo Eugenio rispecchia il giocatore che possa aiutarci a rinforzare la squadra.

Resta comunque il rammarico per una realtà che esprime tutta la sua debolezza e fragilità, ma che ha tutta la voglia di riscattarsi attraverso un gioco sano e consapevole, in grado di far crescere il senso delle cose e delle coscienze. 

Cerchiamo, giorno dopo giorno, partita dopo partita, da anni e con impegno, di portarli avanti tutti, senza esclusioni, senza incorrere nel rischio di mettere fuori coloro che sono già un po’ più lontani.

Tutti.

Sempre.

Non uno di meno.

 

A.s.d. BORGO PANIGALE
Il Presidente
Antinori Barbara



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I commenti dei nostri lettori:



Leonardo: 7 dicembre 2017 alle 14:29

Questo ha preso per il cxxo centinaia di bambini, donne e anziani trucidati dai nazifascisti e soprattutto lo ha fatto nel luogo dove e' avvenuto l'eccidio. Per me avrebbe gia' smesso di giocare, da un secondo dopo il fischio finale di quella partita. Il resto e' fuffa. Cesare Giovanardi - Rimini

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