100 km del Passatore - Anche Isabel Bruni nel club dei cento-kilometristi alfonsinesi
di Marco Valerio Rossi
11/06/2012
Isabel Bruni
“La 39enne alfonsinese all’esordio nella distanza dei cento km, a sorpresa ha centrato l’obiettivo, tagliando il traguardo in Piazza del Popolo a Faenza, dopo 15h40’. Ammirevole testimonianza di elette doti atletiche e di spirito”.
Che sorpresa Bruni, anche lei al traguardo in Piazza del Popolo a Faenza!
<<Sì c’è l’ho fatta, sono contenta. E' stata un'avventura pazzesca, bellissima...da ripetere>>.
Ma riavvolgiamo il nastro: come e quando ha iniziato a correre?
<<Ho iniziato due anni fa, per caso. Non avevo mai pensato di correre; fin da subito ho puntato alla Cento km, anche se i podisti più esperti mi avevano sconsigliato di correre la scorsa edizione, ma io pur provandoci, ho dovuto ritirarmi al 57esimo km. Quest’anno invece è andata bene, sono arrivata al traguardo in 15h 40’. E' stata un'esperienza fatta di gioia e di allegria: insieme ai miei amici che mi accompagnavano, mi è sembrato di vivere in un mondo fantastico arricchito dai colori del calare della sera, delle prime luci dell’alba....veramente tutto molto bello>>.
Immagino che avrà iniziato con le classiche non competitive domenicali!
Esatto, la prima corsa è stata di 15 km al parco Teodora, poi “la fame vien mangiando”, quindi
Maratonina, Maratona, e Cento km>>.
Poi non si è accontentata, tanto che ha iniziato anche a correre le mezze e le maratone!
Infatti, come dicevo sopra, le distanze mi sembravano sempre più abbordabili e, la voglia di correre mi ha spinto ad affrontare distanze più impegnative>>.
Si sa che la corsa è contagiosa: ma come le è venuto in mente di avventurarsi in questa
olimpiade della follia?
<<Era un tarlo presente nella mia testa; avevo voglia di scoprire questo mondo, quest’avventura da Firenze a Faenza, concluderla nella mia Romagna: insomma bisogna avere quasi tutta testa e un po’ di gambe>>.
Il giorno della partenza, era più euforica, o emozionata?
<<Entrambe le cose, ho preso il treno alle 8.20 da Faenza, sono partita con un mio amico che mi avrebbe seguita in bici durante la gara. In treno non stavo ferma un attimo, ero agitata, ma nello stesso tempo molto felice>>.
Ma il classico colpo di pistola ti libera di tutte le tensioni, conferma?
<<Il colpo di pistola ti fa capire che lì inizia davvero la corsa e, mi sono detta: sono parte del mondo della Cento km, si va e si arriva tranquillamente>>.
E’ noto che fino a pochi giorni prima della competizione lei aveva dei problemi muscolari,
miracolosamente sono svaniti?
<<Diciamo che, il giorno prima del Passatore il dolore l’ho avvertito, ma in questo caso forse la tensione mi ha aiutato a liberarmi, tanto che in corsa non ho avuto problemi. Sono caduta verso il 75esimo km, cosa che mi ha procurato un bel taglio, anche se non mi ha impedito di correre e arrivare al traguardo>>.
Durante il percorso ha avuto i classici momenti di crisi per competizioni così impegnative?
<<L’unico problema che ho avuto è stato al piede sinistro, perché forse avevo stretto troppo i laccetti e il piede si era gonfiato: per questo motivo ho camminato per un po’. Tutto il resto è andato bene>>.
Quando ha capito che c’erano buone probabilità di centrare l’obiettivo?
<<Nella mia testa l’obiettivo era già immagazzinato, ma quando sono passata dalla Toscana alla Romagna ho davvero avuto fiducia in me. Poi a Brisighella, quando ho visto il mio amico Beppe di corsa, non potevo più fallire, ma l’apoteosi è stata dal 95esimo km, dove ho superato un buon numero di podisti che a quell’ora camminavano tutti, mentre io avevo ancora energie da spendere, arrivando in corsa fino all’arrivo>>.
Ha un aneddoto curioso da raccontare ai lettori?
<<Ma devo dire che durante la corsa ho scrutato molto il meraviglioso cielo stellato. Insieme ai miei amici abbiamo riso e scherzato: insomma ci siamo divertiti molto>>.
Vuole spiegare ai novelli podisti cosa si prova a tagliare quel magico traguardo?
<<Bisogna provarlo per capire, ma è davvero emozionante. E' un'emozione che per tre giorni mi ha fatto piangere di gioia immensa, soprattutto ripensando al magico momento dell'arrivo. >>.
Lo sa che prima della partenza aveva non pochi denigratori, ma lei li ha messi a tacere tutti,
sarà sicuramente felice per questo?
<<Io la Cento l’ho fatta soprattutto per me stessa, speravo di finirla...c’è l’ho fatta e, gli altri da me non devono avere nulla. Certo ho anche dato dimostrazione della mia forza di volontà. Avevo fatto specifica richiesta all’organizzazione di avere il pettorale numero 196, dedicato a mia figlia Anastasia, perché ho voluto dimostrarle che nella vita bisogna sempre osare, anche a costo di non riuscirci>>.
Allora Bruni, ci si rivede su queste frequenze anche per la prossima edizione?
<<Durante la notte della Cento ho detto ai miei accompagnatori, se mi sentite dire che la voglio rifare picchiatemi, ma quando sono arrivata a Faenza invece, avevo già cambiato idea: sicuramente ci sarò anche l’anno prossimo>>.
Marco Valerio Rossi
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