In questo sito utilizziamo cookies propri e di terze parti per migliorare la navigazione e poter offrire contenuti e messaggi pubblicitari personalizzati. Continuando la navigazione accetti l'utilizzo dei cookies da parte nostra (Informativa). Nelle impostazioni del tuo browser puoi modificare le opzioni di utilizzo dei cookie.


Futsal

L'imperatore all'Imolese

Adriano Foglia si ricongiunge a Carobbi: l'Imolese ha il suo pallone d'oro.

Di Stefania Avoni 23/08/2019


L'imperatore all'Imolese

Adriano Augusto Foglia


 

Imola, 23 agosto 2019 - Nel nome, quello di due imperatori romani, il presagio di un destino fuori dal comune, nella carriera la storia del futsal italiano ed internazionale: ADRIANO AUGUSTO FOGLIA. Pronunciarlo suscita una sorta di timore reverenziale, associarlo all'Imolese Calcio 1919 un senso di onore misto a meraviglia. Il dg Gianluca Matera promette colpi di scena e supera l'inimmaginabile: l'imperatore porterà sul petto un grifone bramoso di vette sempre più alte. "L'Imolese è una società che ha un'ottima reputazione e forti ambizioni: il posto giusto, per me, per vivere una seconda giovinezza e dimostrare, ancora, chi sono. Ho 38 anni, ma la voglia di stupire, di fare spettacolo e vincere sono sempre le stesse. Ci aspetta una stagione intensa, perchè l'obiettivo è lottare per la A." Brasiliano di nascita, il fenomeno Foglia esplode in Italia nel 2000: vince tutto (o quasi, se si esclude il mondiale con l'Italia), fra club e Nazionale, conquistando, poco più che ventenne, la più alta onorificenza del futsal, il pallone d'oro. Carisma da vendere, genio incontenibile, Adriano è l'idolo osannato da pubblico e compagni che sorride e scherza con l'umiltà di chi è grande per natura e non per artificio: "Se penso al pallone d'oro, non mi sembra ancora vero: all'epoca guardavo in tv con ammirazione i grandi giocatori brasiliani e mai avrei immaginato di essere scelto io. Il futsal mi ha dato tutto, ma la mia vita non è stata facile: ho commesso errori e ho imparato, sono caduto e mi sono sempre rialzato. La fortuna aiuta, ma l'affetto dei miei cari, la mia tenacia e il mio spirito positivo hanno fanno il resto. Ho vinto tantissimo, ma è ancora poco: c'è sempre qualcosa per cui lottare senza mai arrendersi. Le sfide facili non mi piacciono." Il campione che ha trovato nell'Italia la patria d'adozione, dopo vent'anni si riunisce al suo mentore, Alberto Carobbi: "Mister Carobbi mi ha insegnato come si gioca a calcio a 5 in Italia: è stato il mio allenatore nell'Augusta e nello Stabia e con lui ho vinto il mio primo titolo. Finalmente ci ritroviamo, dopo tutti questi anni, e ancora una volta sento di doverlo ringraziare per la fiducia." Foglia e i nuovi compagni di squadra: 'primus inter pares'. "Abbiamo appena cominciato la preparazione e devo dire di aver trovato compagni estremamente educati e professionali. Conoscevo già solo alcuni di loro, come Vignoli e Castagna. Percepisco, soprattutto nei più giovani, una sorta di imbarazzo nei miei confronti, anche se io non mi sento 'diverso'. Nel gruppo che stiamo formando saremo tutti importanti, allo stesso modo: chi è in campo, così come chi è in panchina o in tribuna. Il nome non ha importanza: se io lotto per un compagno fino alla fine, lui farà altrettanto per me." 
  
 


Vuoi commentare questa notizia ? Effettua il login o registrati



PUBBLICITA'

PUBBLICITA'