In questo sito utilizziamo cookies propri e di terze parti per migliorare la navigazione e poter offrire contenuti e messaggi pubblicitari personalizzati. Continuando la navigazione accetti l'utilizzo dei cookies da parte nostra (Informativa). Nelle impostazioni del tuo browser puoi modificare le opzioni di utilizzo dei cookie.


Basket | Femminile | Serie A1 Femminile

Impariamo a conoscere ex giocatrici di basket : Mara Fullin

Di Nino Dalpozzo 16/05/2020


Impariamo a conoscere ex giocatrici di basket   : Mara Fullin

Seguici su Facebook : BASKET EMILIAROMAGNA


Intervista a Mara Fullin . L'atleta veneziana ha  un record nel basket Femminile italiano che non sarà mai superato: 15 scudetti vinti.

Mara ex giocatrice di basket , ha giocato nella sua carriera in solo due squadre a Vicenza e Pool Comense  ha collezionato ben 199 presenze in Nazionale , una carriera coronata da tanti successi.

Mara Fullin nata a Venezia il 13 Gennaio 1965 , ruolo  guardia - Ala ,  Altezza 182 cm. , peso 72 kg . Mara Fullin nella sua carriera ha vinto quindici scudetti (sette con A.S. Vicenza ) e(otto con Pool Comense) , sette Coppe dei Campioni (cinque con A.S.  Vicenza) e ( due con la Pool Comense), quattro Coppa Italia, tutte con la Pool Comense e due Supercoppa Italiana sempre con la Pool Comense ,una Adidas Supercup, un Mondiale per Club e tre Scudetti Giovanili (A.S. Vicenza) , partecipato anche a  due Olimpiadi . Nel suo palmarès ha ben 199 presenze in Nazionale e realizzato 2.296 punti  . Nel 2015 viene eletta dalla Federazione Italiana Pallacanestro membro della Italia Basket Hall of Fame , nella categoria atlete. Ha ricoperto il ruolo di Team Manager della Nazionale, si è ritirata dal basket giocato nel 1998 ,attualmente lavora e risiede a Cesena , dove allena nel Settore Giovanile della Nuova Virtus Cesena 2010.
Ora iniziamo l’intervista a Mara Fullin.

MARA RACCONTA UN PO’ LA TUA STORIA DI ATLETA?

Ho iniziato a giocare ad otto anni , a Venezia nella Società Laetitia ,  un centro parrocchiale dove sono usciti tanti personaggi del mondo cestistico ( Frank Vitucci , l’arbitro internazionale Stefano Cazzaro) ,poi ho proseguito il percorso giovanile a Mestre con  Junior Basket San Marco e a quindici anni e mezzo mi sono trasferita a Vicenza e lì ho disputato nove stagioni (1980-1989) , qui ho vinto  tanto , (anche a livello giovanile   tre scudetti)  ,sono stati anni molto belli con esperienze che mi hanno formato sia come atleta che come persona e in questo periodo ho girato tutta l’Italia e ho conosciuto tante persone e tante amicizie  . Dal 1990  mi sono trasferita  a Como  alla Pool Comense e anche qui vittorie su vittorie , qui nove anni costellati da bellissimi ricordi e tanti successi  e tante soddisfazioni , finito l’esperienza di Como ho terminata la mia carriera di atleta .   Ho avuto la fortuna in tanti anni di carriera di aver giocato per soli due club.  Sono state due Società che in quei periodi   vincevano tutto  , ( Mara in quegli anni era una tra le migliori giocatrici italiane ).

NELLA TUA CARRIERA DELLE SODDISFAZIONI NE HAI VISSUTE TANTISSIME MA LA PIU’ GRANDE?

Guarda ce ne ho tante nel cassetto dei ricordi  ed  è molto difficile mettere sul piatto della bilancia  le tante vittorie , però quello che segna un po' il percorso di una atleta è l’Olimpiade , io ho partecipato a due Olimpiadi (Barcellona 1992 - Atlanta  1996 )è sicuramente stato un momento importante per la mia carriera ,quello che ho vissuto , per l’emozioni che ho provato senza togliere a tutto quello che ho provato vincendo  (scudetti , Coppe dei Campioni). Anche  quando c’erano da ribaltare dei risultati nei play-off , una volta  era al meglio delle tre poi al meglio delle cinque sono tutte emozioni che lo sport ti può dare e sopratutto ti forma il carattere. Quando nei play-off sei sotto 1 a 2   o 2 a 3 . Un episodio che mi è rimasto impresso nella mente quando abbiamo vinto uno scudetto che eravamo sotto 2 a 0 e abbiamo ribaltato il risultato. In questi momenti  se non hai gli attributi e non  solo la capacità tecnica ma  anche il carattere di  un gruppo ,  queste esperienze mi hanno formato dal punto di vista anche del carattere questo è sicuro .

MARA L’ALLENATORE CHE TI HA PLASMATO DA ATLETA?

Io ho avuto la fortuna di avere dei bravissimi allenatori e di grande carisma ( Piero Pasini, Roberto Galli, Aldo Corno e tanti altri ), tutti questi allenatori mi hanno trasmesso qualcosa nella mia carriera . Per esempio Roberto Galli a livello di Settore Giovanile mi ha cresciuto tantissimo ed è stato  importante perché erano i primi contatti che avevo al di fuori da casa mia, un allenatore molto preparato , poi Piero Pasini un anno a Vicenza che veniva dalla maschile una persona  che ci ha allenato in maniera molto dura e forte  , poi   Aldo Corno per tanti anni (l’ho avuto sia a Vicenza che a Como ) , ne ho avuti tanti e tutti mi hanno dato un qualcosa che mi ha fatto crescere come persona che come atleta .  Poi il massimo degli allenatori l’ho avuto in Nazionale una vero signore come  Riccardo Sales una persona eccezionale , ti dico tutti hanno contribuito a formarmi .

TU SEI NATIVA DI VENEZIA , HAI VISSUTO NOVE ANNI A VICENZA E ALTRETTANTI A COMO . COME  SEI ARRIVATA A CESENA?

Negli anni ‘90 grazie sempre alla pallacanestro mi capitava di venire a giocare a Cesena contro la Conad (io giocavo nella Pool Comense) . In quelle occasioni ne approfittavo per incontrare la mia amica del cuore Catarina Pollini mia ex compagna di squadra a Vicenza. Durante una cena ho conosciuto Luca mio marito (Luca Porfiri , noto avvocato cesenate) che allora era direttore sportivo della Conad. Per alcuni anni ho fatto la spola Como e Cesena poi nel 1998 dopo il mio ritiro mi sono trasferita definitivamente a Cesena.

ORA SEI ALLENATRICE  , UN TEMPO ERI GIOCATRICE , COME E’ CAMBIATO IL MONDO DELLA PALLACANESTRO RISPETTO A QUANDO GIOCAVI TU?

Totalmente , radicalmente , tutto per me ,è un altro mondo ,  il movimento femminile , anni fa, era molto più vivo, più vitale e negli ultimi dieci anni sono sparite piazze storiche (Como , Faenza) . Di conseguenza è diminuito molto il numero di praticanti e ad oggi è molto difficile trovare talenti. Anche il modo di giocare è mutato, trovo che oggi sia molto più fisico e che si attribuisca meno importanza alla tecnica e alla cura dei fondamentali. Poi  l’approccio che una giovane  atleta viene a giocare a pallacanestro deve essere di impegno totale   . Dal momento se sceglie di venire in palestra ad allenarsi lo deve fare in un certo modo non può venire a perdere tempo . Adesso si vorrebbe arrivare subito al successo con il minimo sforzo , invece bisogna sempre dare  il 200% sempre , poi dando tutto a volte non basta per arrivare  .

HAI 199 PRESENZE NELLA NAZIONALE , LE PRIME CONVOCAZIONI COME LE HAI VISSUTE?

Le prime convocazioni in Nazionale A erano veramente da batticuore . Il primo raduno avevo diciotto anni , l’esordio in Nazionale  diciannove anni e a vent’anni il mio primo Campionato Europeo . Quindi figurati giocavo nelle dodici con i mostri sacri del basket italiano. E dalle veterane cercavo sempre di apprendere nei minimi particolari i loro movimenti e  ascoltavo   tutti i loro consigli   . Il giovane come ti dicevo adesso se vuole imparare deve sempre ascoltare tutti i consigli dalle persone più esperte . In Nazionale le atlete più esperte mi avevano preso sotto la loro ala e mi hanno dato sicuramente una grande mano a crescere .

Grazie a Mara per la sua gentile collaborazione.

NINO DALPOZZO



Vuoi commentare questa notizia ? Effettua il login o registrati





PUBBLICITA'

PUBBLICITA'