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Silvia Nativi : "Il basket è parte essenziale nella mia vita".

Di Enrico Ferranti 31/05/2020

Silvia Nativi : "Il basket è parte essenziale nella mia vita".

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Silvia Nativi : "Il basket è parte essenziale nella mia vita".
 
Sarei scontata se dicessi che - per me - la pallacanestro rappresenta quasi
tutto, ma è così". Silvia Nativi e la palla a spicchi: un rapporto di amore
puro, incondizionato e davvero speciale. "È difficile spiegare cosa si
prova quando stai bene in un posto", incalza la cestista, "e questo posto,
per la sottoscritta, è la palestra - o meglio - qualsiasi posto con un
canestro e una palla da basket. Oltre a riempire le mie giornate, mi
"regala" un senso di libertà che poche volte si prova. È il momento di
liberazione dopo una giornata difficile, il momento di svago dopo una
giornata noiosa ed il momento in cui la mente lascia spazio alla fantasia".
Ha le idee molto chiare, Silvia.... ed il suo talento non ha prezzo, in
campo e nella quotidianità. Ma entriamo più nel dettaglio: "Sono nata a
Siena il 26 giugno 2002, anche se ho vissuto fin da subito in un piccolo
paesino sempre in Toscana, Marina di Grosseto. Il mio ruolo in campo è
playmaker ma, all'occorrenza, posso giocare da guardia. La mia passione per
questo sport è nata nel momento in cui ho capito che il tutù ed i vestitini
che indossavo per ginnastica artistica e danza non facevano per me. Mi
sentivo più a mio agio quando andavo a guardare una partita di basket di
mio fratello e quando sentivo mia mamma raccontare tutte le emozioni che la
pallacanedtro le ha trasmesso. Così ho deciso di provare anche io e, appena
sono entrata in quella palestra, mi sono completamente innamorata del
basket e non l'ho più lasciato". Le emozioni che si provano? "Sono
infinite, ma non è sempre rose e fiori. Anzi, sono probabilmente di più i
momenti difficili rispetto a quelli semplici, dove tutto va bene. Ma è
proprio quando niente va come vuoi che parte la crescita personale di una
persona, un altro fattore positivo del basket e dello sport in generale".
Una carriera già di assoluto prestigio, la sua: "Ho iniziato a giocare in
prima elementare, quando ancora vivevo in Toscana e ho continuato lì fino
alla quarta elementare, quando mi sono trasferita a Ferrara. A Grosseto è
nata la mia passione, che poi è maturata sempre di più . Da piccola giocavo
soprattutto con i maschi, tra Mirabello e Ferrara. Mentre ancora continuavo
il percorso giovanile a Mirabelllo, sono stata inserita sempre di più nella
squadra di serie A di Vigarano, fino a quest'anno. Ogni anno ho avuto la
possibilità di confrontarmi con giocatrici di ogni tipo e tutte mi hanno
dato qualcosa. All'inizio ero la bambina che faceva solo qualche
allenamento per crescere, poi mi sono integrata sempre di più. Ogni anno
vedevo nuovi volti, osservavo mille modi diversi di giocare, prendevo
spunto un po' da tutte le giocatrici (e lo farò per sempre). In questi
ultimi anni ho avuto la possibilità di giocare in un campionato di spessore
e forse non me ne sono mai resa conto abbastanza. Credere nella crescita
delle giovani non è cosa da tutti, ma Vigarano ha dimostrato di averlo
fatto". Capitolo Nazionale: "Il primo vero raduno in preparazione al torneo
dell'Amicizia, sono stata convocata come riserva. Dopo pochi giorni
dall'inizio del raduno, con mia grande sorpresa, mi hanno chiamata per
sostituire una giocatrice infortunata, ma alla fine non sono stata
convocata per il torneo. Da quel momento ho iniziato a lavorare ancora di
più, perchè volevo la maglia azzurra a tutti i costi. L' anno successivo
sono stata presa per un torneo in Grecia.... fino ad arrivare all'estate
del 2018 quando, durante gli Europei in Lituania, ci siamo ritrovate a
festeggiare tutte insieme sul gradino più alto del podio, così come
l'estate del 2019, questa volta in Bosnia Erzegovina. Non vi parlo nemmeno
dei brividi nel vedere la maglia azzurra con il mio cognome, quella che
tutti sognano fin da piccoli. Indossarla è una grande responsabilità,
perchè in quel momento rappresenti la tua Nazione e devi fare di tutto per
esserne riconoscente". Per la prossima stagione, una nuova esperienza
attende Silvia Nativi: San Giovanni Valdarno. "Sono veramente emozionata e
non vedo l'ora di iniziare. Sarà il mio primo anno "lontana" da casa. Non è
stata una scelta semplicissima, ma è quella che mi ha convinta
maggiormente.... inoltre ho più parenti a San Giovanni Valdarno che nel
resto d'Italia, quindi non penso che sarà difficile ambientatsi. Potrò
iniziare a prendermi più responsabilità. I miei obiettivi? La crescita
personale e contribuire a portare la squadra il più in alto possibile.
Certo, è praticamente come cambiare vita, ma sono pronta. Non è facile
nemmeno cambiare scuola all'ultimo anno, prima di prendere il diploma.... e
di questo ne sono dispiaciuta. Alla fine - però - è quello che ho scelto di
fare io, quindi cerco di guardare ciò che c'è di positivo". Una ragazza ed
una cestista di uno spessore unico, Silvia Nativi: la conclusione
rispecchia tutta la sua grandezza. "La mia famiglia è assolutamente la cosa
più importante per me, non smetterò mai di dirlo. Ci sono tante altre
persone che entrano a far parte della mia vita e la segnano continuamente,
e tutti sono tasselli importantissimi. Poche però sono le persone che
credono veramente in me e cerco di circondarmi soprattutto di quelle che mi
fanno stare bene e con cui posso essere me stessa senza aver paura di
essere giudicata".

Enrico Ferranti.

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