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Rimini Calcio. Giorgio Grassi si fida solo di Grassi Giorgio

Il futuro del Rimini appare ancora incerto, anche se si fanno sotto alcune cordate

Di Redazione 02/07/2020


Rimini Calcio. Giorgio Grassi si fida solo di Grassi Giorgio

 

 

PAESANI PROSEGUE E NON SI ARRENDE. È stato visto come un fotogramma ingiallito quel post apparso sulla propria pagina FB. Un fotogramma che si perde tra i cespugli della memoria, eppure sembra che ci si smarrisca nel bel mezzo del passato remoto, ma è la vita ch’è cambiata, oggi non si è più liberi di scrivere neppure uno sfogo personale su internet che la privacy viene puntualmente violata e la realtà cambiata. Non è cambiato invece solo il calcio e pure Rimini né è uscita riveduta e corretta. Una data a volte sa di segnalibro o persino di spartiacque, ma Giorgio Grassi, ha preso in mano il proprio destino e la rimodellato a suo piacimento: bisognava scegliere, per sé stesso e per quella piazza andava riscritto un percorso nuovo, possibilmente aderente a quella natura sbarazzina dandole un senso pratico. L’attuale presidente del Rimini ha smesso di punto in bianco di rispondere alle mail dove veniva semplicemente chiesta una riapertura della trattativa. Gli imprenditori ci sono, il progetto assume un’identità riminese di notevole importanza e da questo bisognerebbe ripartire. La priorità ai riminesi. Ma non è così. Progetto che al momento vede Grassi disertare il tavolo dell’incontro ed altri non gradire il forcing di Paesani nel progetto Rimini Calcio.

I RISVOLTI. Grassi avrebbe dato rassicurazioni al proprio entourage di volere continuare l’avventura fino a quando non arriverà il momento di vendere non escludendo il fatto di poter proseguire l’avventura con qualcuno che possa dargli una forte mano in termini economici. Al momento si è liberato di Colella e non escludiamo che possa farlo anche nei confronti di Pastore, il quale come altri direttori sportivi ha ricevuto la consueta carezza dettata dalla frase:” Sei il migliore che abbia mai avuto”. Peccato che la stessa frase sia stata utilizzata nell’ordine per Tamai, Penta e D’Agnelli e sappiamo tutti come sia andata a finire.

GLI IMPRENDITORI. Quelli riminesi che hanno aderito al progetto Paesani sono tutte persone ben viste in città che lo stesso Paesani nella conferenza di venerdì 26 giugno, ha voluto proteggere mantenendo la privacy della trattativa, come dovrebbe fare qualsiasi imprenditore che non è in grado di mettere i titoli di coda e in questo caso non per scelta sua. A questo gruppo si aggiungerebbe un gruppo esterno ma ormai di famiglia che vuole assolutamente il Rimini (G.M.S.). Quelli esterni invece, devo dare atto a Grassi che molti sono semplici affaristi che pensano con un mercatino dell’usato (con tutto rispetto) di comprare una squadra di serie C. Altri imprenditori non sono stati neppure ricevuti, direzione Modena (A.I.). C’è stato un tentativo di coinvolgere nuovamente Nicastro, risposta secca: ”No grazie”. Si sono presentate due importanti cordate, una di assoluto valore un’altra che (a nostro avviso) non dovrebbe essere presa in considerazione. E’ attesa lunedì una terza cordata con un’offerta concreta. La realtà odierna? Un via-vai che coinvolge tanti imprenditori con promesse di garantire importanti entrate economiche, tra queste quella di ricevere una cifra congrua per gestire una stagione sportiva. Ad oggi non possiamo dare certezze perché Grassi appare di difficile lettura, l’unica cosa certa è che il 14 luglio, il Tar deciderà se il Rimini potrà essere nuovamente in serie C, se così fosse, occorrerebbe spiegare che senza un piano tecnico ad oggi ancora assente, sarà difficile salvarsi visto che l’anno prossimo le prime sei della classe (in aggiunta forse le settime e le finaliste di Coppa Italia) saranno sicure di partecipare alla nuova serie C mentre le altre retrocederanno. Anche in caso di serie D, con tutti i giocatori svincolati occorrerebbe pianificare, ma la pianificazione al momento è l’ultimo dei pensieri per chi si fida solo di se stesso.



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