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Basket | Giovanili

Basket Under 13 , il più importante e il più pericoloso

Di Ettore Zuccheri 12/07/2020


Basket Under 13 , il più importante e il più pericoloso

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Basket Under 13 , il più importante e il più pericoloso 

La nostra programmazione prevede l’apprendimento prioritario del gioco 5c5. In un gioco di situazioni come il Basket , tutti faranno l’esperienza del playmaker, giocando con e senza palla, ma soprattutto cureremo il rimbalzo d’attacco, legato al tiro. La chiave del gioco? La finta, sviluppata in ogni fondamentale.

Due dei giocatori saranno particolarmente decisivi, a turno, senza specializzazioni. Il più pericoloso (con la palla in mano) e il più importante (quello più lontano).

L’occupazione degli spazi viene fatta in modo che non siano mai gli stessi per ogni giocatore. Stiamo parlano dei ragazzi Under.13, giocatori giovanissimi che hanno bisogno di apprendere un gioco 5c5 che li faccia migliorare, non assimilando il 20%, dentro un ruolo.

Quindi? “Tutti Playmaker”. Lo realizziamo ormai da 10 anni, questo è il nostro programma. Non ha controindicazioni. Si può fare.

Tutti giocheranno muovendosi senza palla , sfruttando la “ricezione” dentro il gioco di “passaggio e movimento”, “1c1 come “finto attacco” in palleggio , “tiro-rimbalzo”. Sempre.

Come già detto, senza nessuna specializzazione. La chiave per realizzarlo? In ogni “situazione” di gioco, c’è la partecipazione di tutta la squadra, impegnata nella sua risoluzione.

A turno tutti sono “importanti e pericolosi” , perché l’enfasi del gioco è sul giocatore più lontano dalla palla. Va da sé che, chiunque entri in possesso della palla , ricevendola , automaticamente diventerà “playmaker”, quindi” pericoloso”, giocando 1c1 in palleggio, ma come “finto attacco”.

Non abbiamo nessun dubbio sul fatto che, il “più importante” e quello “più pericoloso”, siano i giocatori chiave del basket, se vogliamo far apprendere il gioco basato su il passaggio , la sua ricezione e il successivo movimento.

Poiché stiamo allenando gli Under.13, trasmettiamo cultura valida sempre, attuabile a tutti i livelli di gioco. Il giocatore più lontano dalla palla deve essere consapevole che è anche quello più “importante” perché in ogni situazione è determinante il suo movimento. E’ come un attore sotto le “luci della ribalta”.

Lo abbiamo chiamato “Ragno” perché va in mezzo alla “ragnatela” dei passaggi per riceverlo, il passaggio, proprio dal compagno “pericoloso”, leggendo la difesa, realizzando così una “collaborazione” con scambio di responsabilità.

Basta motivarlo, offrirgli una ragione, quindi essere sempre pronti a richiamarlo e dargli uno scopo. Il suo movimento senza la palla sarà indispensabile per il gioco di squadra.

Dentro queste poche righe c’è tutta la filosofia di un’idea adatta agli Under13, per poter giocare senza specializzazioni e tutti apprendisti in un solo ruolo, il playmaker, quando ha la palla, ma anche quando è senza, lontano dalla stessa.

Infatti, il “ragno” vive una esperienza del “playmaker in un modo ancora più importante”, per il gioco. Si muove rapido per ricevere la sua preda, il passaggio, in mezzo alla “ragnatela”.

E’ sempre quello che si trova , durante la spartizione degli spazi, lontano dalla palla , dove a turno tutti possono trovarsi. Attenzione perché proprio nella “spartizione “ degli spazi sta la chiave del sistema e della sua semplicità.

I ragazzi impareranno che “casualmente” ci si trova ad essere “il più pericoloso” e “il più importante”. Devono riconoscerlo da soli con consapevolezza. Chi è più pericoloso con palla deve però essere in grado di attaccare in palleggio , ma come “finto attacco” , leggendo la difesa.

Va da se che il basket, va appreso con la forza del suo “spirito” che ha, nella conoscenza, il “nocciolo” fondamentale da sviluppare, ovvero la sua comprensione. Comprendere cosa? Quello che sta succedendo in campo. Conoscenza che aumenta la propria capacità individuale d’interpretare, in futuro, qualsiasi ruolo. Anche quello dell’allenatore.

 

Ettore Zuccheri



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