In questo sito utilizziamo cookies propri e di terze parti per migliorare la navigazione e poter offrire contenuti e messaggi pubblicitari personalizzati. Continuando la navigazione accetti l'utilizzo dei cookies da parte nostra (Informativa). Nelle impostazioni del tuo browser puoi modificare le opzioni di utilizzo dei cookie.


Calcio | Dilettanti

Un saluto a Massimo Zavatta che si ritira dal calcio giocato

30/07/2020


Un saluto a Massimo Zavatta che si ritira dal calcio giocato

 

 

“Fa più rumore un albero che cade ……. che una foresta che cresce…” (cit.)

 

Questa profonda frase è spesso usata per dare risalto a quanto avviene in natura, ma spesso non si percepisce.

 

Oggi ,però ,dando attenzione all’albero che cade…. si vuole risaltare la vita sportiva di un signore del calcio bolognese:

 

Massimo Zavatta anno 1977.

 

Cade un albero … e con lui cade tutto quello che ha visto, che ha assorbito e donato nella propria vita.

Cade un albero…. ma il suo abbattersi a terra non è la fine di tutto, ma l’inizio di una trasformazione, lenta e graduale che genererà nuova vita e una nuova foresta.

 

E così è e sarà Massimo.

 

Il calcio è stata la sua vita, come per tanti ragazzi e uomini di oggi.

 

Partito dalle giovanili dell’Iperzola ed approdato nella sua prima squadra, lui giovane di belle speranze, ha goduto di questa breve ma intensa esperienza dell’interregionale e della serie C2, a fianco di giocatori straordinari che lo hanno aiutato a formarsi , assumendo quella professionalità che lo ha distinto in tutta la sua carriera calcistica, in tutte le compagini dove ha militato lasciando un ottimo ricordo a compagni, allenatori e società.

 

Sposato , padre di famiglia, ma sempre innamorato di quel pallone che lo faceva venire al campo ancora oggi, a 43 anni, a sgomitare con compagni, che potevano essere i suoi figli, a testimoniare , nel silenzio e con l’esempio come il calcio potesse essere vissuto con grande professionalità da tutti …dalla C2 alla 3° categoria.

 

L’ho conosciuto ai tempi del MSP quando uno dei miei figli giocava con lui.

Mai avrei pensato di poterlo allenare.

E invece, è avvenuto.

In questa piccola, ma grande società che è il Ponte Ronca.

Realtà dove i valori umani e sportivi sono vissuti con vera sincerità.

 

Sono stato orgoglioso di averti.

 

E’ più quello che mi hai donato, di quello che io abbia dato a te.

 

Oggi ,Massimo, concludi la tua carriera di calcio giocato….. ma come l’albero che cade…. ti trasformerai…. e inizierai un nuovo cammino per donare la tua esperienza a tanti giovani che incontrerai sul tuo cammino.

 

E se un domani dovessimo incontrarci da avversari, non sarà una sfida, ma l’incontro di una amicizia.

Un abbraccio.

 

 

Mister Magnoni Gabriele



Vuoi commentare questa notizia ? Effettua il login o registrati





PUBBLICITA'

PUBBLICITA'