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Autovalutazione e clima motivazionale orientato alla competenza

Di Francesco Milazzo 23/10/2020


Autovalutazione e clima motivazionale orientato alla competenza

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Autovalutazione e clima motivazionale orientato alla competenza 

 

Prendo spunto dall'articolo di Ettore sull' autovalutazione, al quale non mi permetto di aggiungere niente da quanto è ben spiegato, per allargare un po' il discorso e al tempo stesso dimostrare come gli studi di psicologia dello sport avvalorino quanto sostenuto da Ettore.

L' autovalutazione è parte del concetto di "clima motivazionale orientato alla competenza" la cui descrizione lascio ad alcuni stralci che ho tratto da un articolo del Giornale Italiano di Psicologia dello Sport del 2005.

In allegato, la tabella riassuntiva dove viene evidenziato il ruolo dell'autovalutazione.

IL CLIMA MOTIVAZIONALE

Ames (1992) ha introdotto il concetto di "clima motivazionale percepito" per indicare la visione composita che un soggetto coglie della struttura di un certo ambiente prestativo.

Il clima motivazionale è determinato dagli atteggiamenti e dai comportamenti degli adulti significativi, in riferimento ad aspettative espresse, sollecitazioni, riconoscimenti, caratteristiche e modalità di valutazione.

Quando un allenatore interagisce con gli allievi, sia in allenamento che in gara, fa delle scelte rispetto ai propri comportamenti ed alla comunicazione, e sono queste scelte che diventano elementi critici per il clima motivazionale.

Ames (1992) individua dunque due tipologie di struttura, definite rispettivamente "clima orientato sulla competenza" (mastery/task), e "clima orientato sulla prestazione" (performance/ego).

In un ambiente sportivo, un clima orientato sulla competenza si realizza quando l'allenatore riconosce l'impegno, sottolinea i progressi, valorizza il contributo di ciascun atleta e la collaborazione con i compagni. Quando il clima è orientato sulla prestazione, invece, l'accento è posto sulla competizione: l'allenatore rimprovera per gli errori e per una prestazione scadente, dedica maggiore attenzione agli atleti migliori e stimola, spesso, la competizione anche all'interno del gruppo.

Nello sport, la ricerca ha evidenziato come la percezione di un clima orientato sulla competenza si correli a risposte cognitive ed affettive funzionali, come maggior divertimento e soddisfazione, minor tensione e livello di stress, motivazione intrinseca, convinzione dell'impegno come determinante del successo (Liukkonen, Telama e Biddle, 1998, vi Pensgaard e Roberts, 2000; per una rassegna, cfr. Ntoumanis e Biddle, 1999). Inoltre, in alcuni studi su squadre sportive giovanili si è riscontrato che la percezione di ad un clima orientato sul compito si associava ad un livello e più maturo di pensiero morale, minore disponibilità verso comportamenti scorretti che avrebbero potuto danneggiare anche fisicamente gli avversari, maggior rispetto degli arbitri e delle regole (cfr. Bortoli e Robazza, 2004); viene messo cosi in evidenza il ruolo fondamentale dell'allenatore anche in riferimento ad aspetti di etica sportiva.

Da quanto esposto finora, emerge chiaramente l'importanza di sviluppare strategie e pratiche didattiche per creare un clima motivazionale orientato sulla competenza Con questa finalità, in ambito scolastico Epstein (cfr. Ames, 1992) ha individuato alcune caratteristiche strutturali del l'ambiente didattico in grado di influenzare in vario modo i processi motivazionali. Tali caratteristiche sono interdipendenti e quando vengono applicate insieme definiscono il clima motivazionale del contesto.

È stato così delineato il cosiddetto modello TARGET (tab. 1): il termine rappresenta l'acronimo dei vocaboli inglesi:

Task (compito)

Authority (presa di decisione)

Recognition (riconoscimento)

Grouping (organizzazione in gruppi)

Evaluation (valutazione)

Time (tempo).

Dall'analisi dettagliata di questi elementi derivano indicazioni didattiche mirate a favorire un clima orientato sulla competenza (Treasure, 2001), applicabili anche al contesto sportivo

(Laura Bortoli, Maurizio Bertollo, Claudio Robazza - Giornale Italiano di Psicologia dello Sport, 2005 II Serie, vol. III, n. 3:69-72)

Nella tabella in allegato è possibile notare come, nella riga "Evaluation", l'autovalutazione sia considerata un' utile tecnica per creare un clima motivazionale orientato sulla competenza.

Quindi, anche in questo caso, chapeu ad Ettore!

Francesco Milazzo



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