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Basket | Giovanili

Basket Under 13 , muoversi dall'ammasso giocando 5v5 per la ricezione

Di Ettore Zuccheri 29/05/2021

Basket Under 13 , muoversi dall'ammasso giocando 5v5 per la ricezione

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Basket Under 13 , muoversi dall'ammasso giocando 5v5 per la ricezione

 

L’ammasso, come già detto, è un esempio di psicomotricità di gruppo che diventa squadra col raggiungimento di mete comuni. Nel nostro caso il traguardo, lo scopo dell’ammasso è ricevere palla durante l’occupazione degli spazi, prestabiliti , della “croce”, per attaccare quelli liberi, con palla, senza la stessa e a rimbalzo.

In questo modo potremo giocare subito 5c5, muovendosi senza palla come una squadra. Significa sapere dove andare e farlo con decisione. Avremo “Passaggio e Ricezione”, nel “movimento continuo” senza la palla, che sono i fondamentali di riferimento da migliorare.

Il movimento continuo è un grande concetto, ma anche un bel problema per gli Under.13 che devono avere, come priorità, una buona propensione per la corsa che, in caso contrario, va allenata.

Quindi, non solo passaggio, usando la “finta” per sottomettere la difesa, ma anche la “ricezione” della palla ha una importanza fondamentale. Riceverla in movimento è la priorità, ma lo stesso va mantenuto, leggendo la difesa, anche in caso contrario. Tutti devono sapere dove andare e la meta è rappresentata dallo spazio del “santo”.

Come già detto, ci si muove dall’ammasso per giocare e ricevere il passaggio in movimento, ma non per fare un tiro, perché non si è quasi mai liberi per farlo, mentre è possibile prendere un vantaggio per ricevere palla e dare inizio all’attacco, leggendo la difesa. Stiamo allenando gli Under.13.

Apprendiamo il gioco coi principi e questo (movimento continuo) è l’idea da aggiungere a “leggi la difesa”. Ricevuta la palla, bisogna controllare in anticipo la situazione e, sempre leggendo la difesa, attaccare in palleggio protetto, ma come “finto attacco”. Questo è un principio che, insieme alla finta, non trova la considerazione che merita tra gli allenatori dei giovani, perchè scelgono l'insegnamento con la procedura analitica.

Ci interessa il “Movimento continuo” senza palla, coi cambi di direzione e senso, propedeutici al “Back-Door”, ma in caso della sua interruzione bisogna usare i “segnali”, che rappresentano un aiuto per chi passa la palla. Sono una possibilità di comunicazione tra due giocatori , molto importante, aventi però una caratteristica. Devono essere “criptati”.

Il difensore cerca d’interpretare, ma non ci riesce. È l’esempio visivo della prima foto, da osservare attentamente. Il ricevitore rimane fermo coi “pugni bassi”. Che significa? Quello che vedete. Invece di passare, si inizia il palleggio verso il compagno che “segnala” una collaborazione ravvicinata. Incrocio oppure Back-Door? La scelta viene fatta, leggendo la difesa, con prove ed errori.

Se, invece, stendesse il braccio con la mano aperta sarebbe un diverso segnale, sempre “criptato”, perché per il difensore vuol dire una abitudine che pensa di conoscere, mentre per l’attaccante senza palla vuol dire che sta per eseguire il giro dorsale favorendo il passaggio “Back-Door”. Arriverà un momento dove le letture diventeranno abituali e si potranno eliminare i segnali. Stiamo allenando gli Under.13

Dopo questo tipo di attività i ragazzi dovrebbero avere appreso che tutti gli spazi sono importanti, ma uno lo è più degli altri perché preoccupa maggiormente la difesa. Spazio che gli allievi devono conoscere come le loro tasche, apprezzandolo anche come cultura per le esecuzioni dei fondamentali. Ricevere palla in quello spazio significa avere molte probabilità per poter realizzare 2Pt., se conoscono l'abilità di esecuzione.

È lo spazio del “santo”. "Sono senza palla e voglio riceverla?" Vado ad occuparlo per entrarne in possesso oppure per essere più determinante nel movimento successivo. Infatti, la visione del campo da quel punto è di tipo “panoramico” e si comprende cosa sta succedendo in campo. Il difensore che vuole controllare la palla? Deve scegliere dove guardare. (Foto.2) Un invito a tagliargli davanti, prendendo la posizione col corpo e ricevere un facile passaggio.

 

Ettore Zuccheri

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