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Basket Under 13 , la passione stimola la disciplina ?

Di Ettore Zuccheri 10/06/2021

Basket Under 13 , la passione stimola la disciplina ?

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Basket Under 13 , la passione stimola la disciplina ?

 

Ecco una meta importante a cui non tutti pensano. Siamo d’accordo sul gioco 5c5 e i suoi fondamentali, ma la realizzazione avviene in modo ottimale se si innesca la passione per soddisfare un desiderio.

Apprendere il gioco nella sua totalità è la chiave per risolvere l’enigma del ragazzo che si sente importante e felice di fare qualcosa per gli altri, per rubargli il sorriso con un bel passaggio, per esempio. Tutto questo muove la passione e voglia che lo motiva ad apprendere, fino al punto dell’autodisciplina.

Si può programmare il progetto per gli Under.13 per dare questa spinta? Certamente, perché il ragazzo che va al campetto da solo, in compagnia del pallone e del canestro ha dentro questa energia. Perché ora manca?

Disciplina è un termine che può essere usato per diversi scopi a seconda del significato che si attribuisce alla parola. Se lo scopo è educativo la disciplina è riferita al maestro che allena o insegna. Può essere un complesso di norne che regolano la convivenza dei componenti di una comunità oppure di una squadra sportiva.

Quello però che pensiamo noi di stimolare è l’autodisciplina ovvero il personale numero di azioni che un individuo si pone di fare perché sogna una meta da raggiungere.

Come fare per scatenare la passione nei giocatori Under13 per una loro disciplina? Basta farli giocare? Direi che la modalità è importante, anzi decisiva, ma come? Sappiate che è “il come” farli giocare che stimola la loro passione fino all’autodisciplina, alla possibile specializzazione dei fondamentali. Fatti da loro, non dall’allenatore per uno scopo suo.

Va bene divertirsi, ma cosa fare per lasciare una traccia di programmazione del lavoro dentro la testa di un Under.13? Bisogna desiderare di diventare bravi, ma per essere utile agli altri compagni. Si può fare apprendendo il gioco 5c5, naturalmente, non una piccola parte dello stesso.

Devono appassionarsi e restare affascinati dalla responsabilità, innamorarsi del divertimento. Essere felici scoprendo che possono essere utili, organizzando il gioco. Se raggiungono questo stato di felicità, il gioco 5c5 sarà la loro meta per migliorarsi con la “loro” disciplina.

Disciplina vuol dire sostituire i “dovrei” con i “voglio”. Il più grande nemico della propria autodisciplina è ascoltare quella vocina che ti tenta, che ti suggerisce che potresti anche Non fare quello che ti eri proposto di fare.

Come è possibile educare sportivamente alla disciplina quando i ragazzi ne hanno bisogno? Educarli aiutandoli a fare quello che è necessario per apprendere. Far si che “tirino fuori da dentro” quelle giuste abitudini proprio quando vengono in palestra.

Battere la propria pigrizia mentale perché i principi di gioco vengono rispettati se i ragazzi si rendono conto della loro importanza e bisogna convincerli. Convincere che seguire il principio di gioco “Tiro-Rimbalzo” ha bisogno dell’autodisciplina. Così come “Difesa” e “Finto Attacco” che sono principi da rendere attivi con la disciplina.

Significa convincere di dare un valore a quello che si fa, anche se l’abitudine tende fargli assumere un aspetto importante a seconda dello scopo.

Tirare a canestro, per esempio, è sempre importante anche se nessuno ti guarda e non si gioca 5c5 solo con l’autodisciplina, altrimenti il valore è associato allo scopo esterno e solo quando quel tiro vale molto. Molto più difficile convincere sul valore del rimbalzo, dopo il proprio tiro. L’autodisciplina è importante, ma la meta si raggiunge se il ragazzo è felice di farlo.

Siamo allenatori, ma non dobbiamo pensare solo alla tecnica perché abbiamo un gruppo di ragazzi di diversa educazione culturale che deve diventare una squadra che sarà tale solo se segue regole di disciplina comune ed individuale, ma non solo. L’autodisciplina è la vera meta.

Siamo amanti del valore della palla, della conoscenza del gioco (attacco e difesa) come playmaker, da trasmettere con scelta didattica di metodo. Tutto questo può diventare una piacevole realtà se si convince a dare un valore costante a quello che si fa.

In verità siamo anche molto divergenti rispetto al normale insegnamento al punto che ora, proponiamo l’autodisciplina per il raggiungimento dei nostri scopi.

Cosa c’entra col gioco e i suoi fondamentali? Tutto quello che comincia con “auto” ha un grande valore proprio per l’apprendimento del gioco 5c5, perché cerchiamo l’autonomia del giocatore, non la dipendenza.

L’autodisciplina è uno dei tanti valori che si dovrebbero apprendere in famiglia e a scuola, ma che invece vengono omessi, spostati, scartati, lasciati alla volontà, curiosità, bisogno individuale di ognuno.

La disciplina è come la socializzazione che, insieme alla filosofia rappresenterebbero valori che l’insegnamento individuale scolastico dovrebbe contemplare, fin dalla scuola primaria, e che invece non considera.

Come si concilia tutto questo col gioco? Diciamo questo perché è la Natura che ha stabilito il gioco come strumento dell’apprendimento. E la Natura è perfetta, al punto di considerarla imitandola.

Il ragazzo deve socializzare attraverso il gioco e la stessa strada va fatta con l’autodisciplina e lo studio della filosofia. Tutto col gioco, si apprende tutto, attraverso il gioco 5c5. Socializzazione, Autodisciplina e Filosofia. Tutto a scuola (Primaria) e col basket.

Autodisciplina è fare quello che ci imponiamo col pensiero senza ascoltare la pigrizia che ci consiglia di agire come ci “sentiamo” quindi, se ne abbiamo voglia. Dobbiamo fare quello che pensiamo sia giusto fare. Quindi è la pigrizia il nemico dell’autodisciplina, da combattere fin dalla scuola elementare.

Vuol dire avere la volontà di fare una cosa contro qualsiasi impedimento della mente. Vincere quel pensiero perverso che ci tenta e ci porta a Non fare quello che abbiamo programmato, ovvero il nostro dovere. Vuol dire essere liberi da ogni tipo di impedimento della testa.

Quando si entra in campo per giocare 5c5 ogni giocatore ha i valori della sua disciplina in testa che, insieme ai principi di gioco saranno vincenti. La preparazione alla gara degli Under.13 passa dalla disciplina di ognuno. Se penserà a quelli sarà libero e non subirà la pressione della stessa gara.

L’allenatore gestisce la disciplina di squadra ma educare vuol dire dare consapevolezza ad un atteggiamento (tirato fuori da dentro) giusto, ogni volta che si va in campo sia per fare l’allenamento che la partita di campionato.

 

Ettore Zuccheri

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