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Basket Under 13 : gioco 5c5 , ammassarsi per muoversi senza palla.

Di Ettore Zuccheri 31/07/2021

Basket Under 13 : gioco 5c5  , ammassarsi per muoversi senza palla.

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Basket Under 13 : gioco 5c5  , ammassarsi per muoversi senza palla.

 

Un atleta Under.13 non è un professionista in miniatura, ma un ragazzo che deve riempire il suo “sacco” di conoscenze ed abitudini, adatte alla sua età per giocare 5c5. Lo può fare subito, col metodo giusto, quello globale.

Il nostro scopo è far apprendere il gioco 5c5, guidandolo coi principi di gioco perché è il modo più diretto e consapevole per farlo, limitando la dipendenza dal Coach.

Il collegamento tecnico tra i principi di gioco e i fondamentali adeguati ha come sostegno la struttura del gioco 5c5 e il dettaglio della “finta”.

La “finta” è l’attributo, l’essenza dell’idea, la forza del principio di gioco. Non si può conoscere il tiro senza la sua finta, oppure il passaggio senza sapere che, se non si finta la difesa si prende dei vantaggi e vince. Il “finto attacco” in palleggio sarà l’idea leader del 5c5.

La “finta” è la chiave del gioco 5c5, sviluppato col metodo globale. E' il “fiore all’occhiello” di chi allena in questo modo. Nel metodo analitico, per gli Under.13, la finta “non esiste” oppure la conoscono poco perché la progressione didattica non la contempla.

Anche nei movimenti senza palla che li vede impegnati ad occupare gli spazi in campo, la “finta” va subito curata, per attaccare gli spazi con palla, senza la stessa e a rimbalzo. Si esprime col cambio di velocità e di senso, cambi di direzione , arrestandosi e ripartendo.

Il primo “spazio” che devono occupare senza palla è quella del “Santo”, sotto l’anello ed è una vera meta del gioco che diventa anche un principio da memorizzare con palla (attaccare il canestro), senza la stessa (attaccare il canestro) e a rimbalzo (attaccare il canestro).

Essendo uno sport di situazioni prendiamo subito in esame l’inizio del gioco, la palla-a-due.

Facciamo giocare a metà campo, dalla situazione iniziale del gioco 5c5, la palla-a-due. Un attaccante la cattura la palla e gli altri, i suoi compagni, cosa fanno?

Corrono nello spazio del “Santo”, “leggendo la difesa”, guardando sempre la palla (principio di gioco) che potrebbe arrivare mentre si corre verso il canestro. Si può giocare nella sola metà campo con questa situazione di gioco. Si ricomincia sempre “dall’isola della salvezza”, con la "palla-a-due".

Senza palla, si corre nello spazio del "santo". Non viene passata? Ci si ritrova “ammassati”. Ognuno controlla la sua situazione e corre ad occupare uno spazio libero, segnalando la propria presenza , sperando di ricevere palla.

Col possesso, invece, si entra in un nuovo mondo. Bisogna guardare il movimento di chi l’ha passata, quindi si attacca in palleggio protetto, leggendo la difesa. “Ma come finto attacco"… sempre per sottolineare che ,la “finta”, è il "nocciolo" della capacità di gioco 5c5.

Il “finto attacco” è legato al concetto di “leggi la difesa”. Si tira solo se si prendono vantaggi di spazio-tempo. Se questo non avviene? Si mantiene il palleggio per un “fuga” verso gli spazi liberi, quelli definiti come “sorgente del gioco” di squadra (centrale e laterale)

Per riassumere. Ogni singolo movimento (con palla o senza) legato al concetto di gioco va appreso con la “finta” che è un fondamentale come gli altri perché bisogna essere pronti a fare quello che si finta. Il metodo globale, rispetto a quello analitico, ha questo grande vantaggio, ovvero la possibilità di conoscenza precoce della finta. Stiamo allenando gli Under.13

Il movimento senza palla continua fino alla sua ricezione, che deve essere in movimento, se si prendono dei vantaggi di spazio-tempo. Col possesso, si apre un capitolo nuovo dentro il gioco, da sviluppare leggendo la difesa.

La gestione della palla fa comprendere l’interesse per i fondamentali individuali la cui amministrazione va fatta, pian piano, autonomamente, interiorizzata come una disciplina. Lo stimolo viene proprio dall’importanza che gli stessi ragazzi attribuiscono al fatto di gestire il gioco 5c5, come playmaker.

 

Ettore Zuccheri

 

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