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Motori

Formula 1, la guerra civile in casa Ferrari e le speranze future grazie ai nuovi regolamenti

20/11/2019


Formula 1, la guerra civile in casa Ferrari e le speranze future grazie ai nuovi regolamenti

Eddy Irvine


Il folle GP del Brasile avvia alla conclusione una stagione di Formula 1 contrassegnata dal predominio dei soliti noti con qualche sprazzo d'illusione targato Ferrari. Un campionato mai in discussione nonostante l'estate sia stata foriera di entusiasmo a tinte rosse. Peccato che sia durato poco e sfociato in un clima di tensione che non depone bene in prospettiva futura. A Maranello non è stato ancora digerito il misfatto che ha visto protagonisti Vettel e Leclerc ad Interlagos, entrambi costretti al ritiro dopo l'incredibile incidente tra i due. L'entourage del Cavallino sta studiando nel dettaglio una linea precisa per evitare altre situazioni imbarazzanti. Obiettivo principale salvaguardare l'interesse di squadra, ridurre l'aggressività e preservare un patrimonio tecnico in vista del prossimo campionato che, per forza di cose, dovrà essere quello della svolta per interrompere il duopolio Hamilton-Mercedes. Questione di regole, proprio quelle regole che nel corso degli anni hanno dato una connotazione sempre più diversa alla competizione principe delle categorie automobilistiche. Principi ed innovazioni meccaniche che s'intersecano con logiche di scuderie e regolamenti per vivacizzare (al momento senza grossi risultati) la competizione (vedi anche le interpretazioni di ripartenza post safety car con quella a rallentatore adottata da Verstappen in Brasile pronta ad essere adottata a tutti gli effetti) ma che non possono mai oscurare del tutto il talento naturale: ne è concorde Eddie Irvine, storico pilota della Jordan e vice-campione del mondo nel 1999 con la Ferrari, intervistato dal blog l'Insider.

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Talento come quello di Antonio Giovinazzi, quinto nel paese verdeoro alle spalle del redivivo Kimi Raikkonen, che la Scuderia modenese ha piazzato all'Alfa Romeo per monitorarne i progressi e l'adattabilità per competere nel tempo ai vertici. Chissà che il tabù, in attesa di Schumi Junior, non possa essere sfatato proprio grazie ad un italiano. Un prospetto giovane e determinato che può trarre beneficio dall'esperienza maturata quest'anno anche in vista delle novità che dal 2021 dovrebbero rivoluzionare il mondo delle corse, in particolare della Formula 1. In casa FIA si sta lavorando per desensibilizzare certe macchine con l'obiettivo di diminuire le differenze di velocità che hanno ridotto al minimo l'interesse e l'agonismo in diversi frangenti. Il fine essenziale sarà quello di permettere alle macchine che seguono di attaccare con più facilità quelle che le precedono, a tutto favore della spettacolarità e dunque del pubblico. Mentre le regole aerodinamiche saranno sottoposte a snellimento, le vetture saranno sottoposte ad un aumento di peso e conseguentemente aumento di peso di motore, gomme e carrozzeria. Il tutto senza trascurare il fondamentale aspetto della sicurezza e l'altrettanto importantissimo fattore ecologico. Il contenuto rinnovabile del carburante, infatti, arriverà al 20% ma si lavorerà per aumentare la percentuale e venire incontro sempre di più alle esigenze ambientali. Evoluzione è dunque la parola chiave, come ribadito da Eddie Irvine, anche in ottica economica. Sarà introdotto un tetto ai costi che porterà a ridurre il divario tra i team con pesanti sanzioni e penalizzazioni sportive per chi non rispetterà i parametri prefissati. Tra passato e futuro resta però il presente che assume le sembianze dell'ultima "battaglia" stagionale: il 1 Dicembre sul circuito di Yas Marina ad Abu Dhabi, sperando in un armistizio ferrarista e magari nel terzo posto nella classifica generale del Mondiale di Leclerc, distante 11 punti da Verstappen.



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