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Calcio

I nuovi regolamenti ai tempi del VAR: l'esempio di Juventus-Bologna

di Davide Maddaluno

14/11/2019


I nuovi regolamenti ai tempi del VAR: l'esempio di Juventus-Bologna

Graziano Cesari


Quanto accaduto negli istanti finali di Juventus-Bologna con le polemiche successive alla mancata concessione di un penalty ai rossoblu per un tocco di mano di De Ligt con conseguente risicato successo dei bianconeri sui felsinei del guerriero Sinisa, ha aperto un nuovo capitolo del rapporto tra VAR e nuovi regolamenti, nello specifico quello del fallo di mani. La giurisprudenza in generale, invece, muta inevitabilmente per stare al passo con i tempi e un esempio lampante è ricavabile dall'intervista rilasciata dall'ex arbitro ed ora noto opinionista tv Graziano Cesari al blog l'Insider.

Graziano Cesari - VAR 2.0 Inter-Juventus


Regolamento alla mano, si è spesso indotti in errori di valutazione oppure ad argomentare versioni discordanti stesso tra membri ed ex membri dell'Aia. A pagina 92 del testo vigente, al comma 1, si raccomanda che il direttore di gara deve valutare se il contatto, tra il pallone e la mano o il braccio, è voluto dal calciatore o se questi allarga, alza, muove o comunque tiene le mani o le braccia con l'intenzione di costituire maggiore ostacolo alla traiettoria del pallone.
Non deve essere però considerato intenzionale il gesto istintivo di ripararsi il viso o il basso ventre dal pallone. Come si evince non viene fatto alcun accenno alla massima punizione perchè il fallo di mano, al verificarsi delle predette condizioni, è sanzionabile in qualsiasi parte e momento del campo. Tornando alla gara di sabato, tra le fattispecie prese in considerazione da Irrati e dal VAR c'è quella della sfera che carambola sul difensore dopo che egli stesso ha giocato il pallone. Di conseguenza se la tira addosso, non ci sono gli estremi per la concessione del penalty. Se, invece, De Ligt avesse lisciato completamente la palla e questa fosse poi finita sul braccio dell'ex Ajax, il rigore sarebbe stato da fischiare. Discorso del VAR che si estende all'attacking phase possesion che impedisce alla stessa di fermare il gioco e prendere decisioni qualora la palla, dopo uno scontro di gioco, viene gestita dalla squadra avversaria con almeno due passaggi uscendo dall'area. Sono passati ormai anni dal caso di moviola che ha infiammato e continua ad infiammare a distanza di tempo l'Italia pallonara, il famoso duello Ronaldo-Iuliano in Juventus-Inter, e nonostante dopo le millenarie battaglie di Biscardi e company si è giunti non senza fatica all'approdo della moviola in campo per antonomasia, le polemiche si evolvono di pari passo ed una via d'uscita non sembra davvero esserci. Insomma, a fronte di tante richieste di semplificazione, altri ingorghi a cui il calcio moderno non può più sottrarsi.
Ma, the show must go on e questo il Bologna lo sa bene e lo ha dimostrato sul campo, alla fine unico e supremo giudice. La miglior risposta è arrivata sul rettangolo di gioco con un meritato successo ai danni della Sampdoria di Ranieri davanti ad una nutrita cornice di pubblico con l'evergreen Palacio ancora una volta ad ergersi ad assoluto protagonista, togliendo la scena anche al grande ex di turno Manolo Gabbiadini. Saputo lo sa, l'unico arbitro cui deve dar conto il Bologna è proprio il Bologna.

 

 



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