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Calcio

Il Bo.Ca abbandona e lascia un grande vuoto nel calcio bolognese

09/07/2020


Il Bo.Ca abbandona e lascia un grande vuoto nel calcio bolognese

 

 

Forse in pochi se ne sono accorti, ma un pezzo di storia di calcio bolognese si è spento in questi giorni. Il magico BoCa del presidente Curia, che lo ha guidato negli ultimi 10 anni, ha chiuso i battenti. Come detto se ne va un pezzo di storia e ciò è già molto grave, ma ancora più grave è che potrebbe essere soltanto l’inizio.

 In un momento già difficilissimo, l’emergenza COVID ha contribuito a creare ulteriori difficoltà e il BoCa non ce l’ha fatta. Una società che, negli ultimi anni, si era dedicata al solo settore giovanile concedendo a tutti i bambini del quartiere la possibilità di praticare attività sportiva. Una società che ha fatto del divertimento dei più piccoli una filosofia di vita. Una società che faceva tutto quello che poteva e anche di più. Da oggi alla Bolognina mancherà qualcosa di importante: la squadra di calcio che del quartiere portava il nome (Bolognina – Casaralta) proiettandolo fino al calcio professionistico ai tempi in cui il patron era il mitico Ezio Magri, coadiuvato da Govoni, Mazza e altri appassionati fondatori del club giallo-rosso. Allora c’era anche una prima squadra che, a partire dal 1966, anno della fondazione, iniziò una scalata che la portò ben 3 volte in serie D. 

Sempre alla ricerca di un impianto all’altezza della categoria, il BoCa dovette organizzarsi con numerose fusioni (Sparta, Budrio, Granarolo, Basca-Gallliera) che lo portarono a vagare sul territorio fino ad accasarsi poi in quel di San Lazzaro con la promozione in C2. Negli anni successivi, Magri abbandonò e successero cose che portarono il BoCa al ritiro dal campionato, ma la vecchia matricola dei giallorossi rimase in mani sicure, in quelle di Giorgio Cantelli e Giovanni Sgobba che portarono avanti per anni il settore giovanile fino all’arrivo di Robert Curia.

Perché scrivere questa storia? Per far capire a chi non conosceva questa realtà, che cosa stiamo perdendo grazie a crisi economiche, emergenza COVID e all’incertezza sul regolare svolgimento dell’attività della prossima stagione. Ci auguriamo che almeno l’addio del BoCa possa far riflettere tutti quelli che amano il calcio sul fatto che qualcosa non ha funzionato a dovere se una società, che negli anni ha fatto anche molto lavoro nell’ambito sociale, è costretta all’improvviso a gettare la spugna.

 

Walter Marzocchi



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