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Intervista a Stefano 'Bidi' Landuzzi (Fortitudo Bologna)

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14/01/2022

Intervista a Stefano 'Bidi' Landuzzi (Fortitudo Bologna)

 

Quinto appuntamento della rubrica riguardante gli atleti che hanno scritto la storia della Fortitudo baseball. Questa volta è il turno di Stefano Landuzzi.

Il nuovo ospite, il primo in questo 2022, della rubrica dedicata ai giocatori che hanno fatto la storia dell'UnipolSai Fortitudo baseball è l'ex capitano biancoblu Stefano ''Bidi'' Landuzzi. Nativo di Bologna iniziò a giocare all'età di 8 anni al ''Falchino'' il campo dei ragazzini adiacente al ''Gianni Falchi''. Da quel momento in poi la sua strada e quella della Fortitudo non si separarono più se non per una singola stagione, nel 1993, quando disputò il campionato con le Calze Verdi di Casalecchio. L'esordio in prima squadra avvenne nel 1991, a soli 18 anni, con un fuoricampo al suo primo turno di battuta con i grandi. Dal suo approdo in prima squadra, Bidi disputa oltre 700 partite tra campionati e coppe vincendo 3 scudetti, 5 Coppa Italia ed 1 Coppa Campioni. Il suo addio al baseball giocato è avvenuto dopo lo storico titolo europeo di Barcellona 2010 quando, da capitano, sollevò la coppa europea prima di appendere il guanto al chiodo. In carriera, inoltre, ha vestito la divisa della nazionale ai Mondiali del 1998, agli Europei del 1999 ed alle Olimpiadi di Sydney 2000. Terminata la carriera da giocatore ha iniziato quella da dirigente nelle Blue Girls prima di approdare, lo scorso anno, nell'UnipolSai Fortitudo baseball.

 

Del tuo esordio in prima squadra nel lontano 1991 cosa ti ricordi di quel giorno e come è stato realizzare un fuoricampo al primo turno di battuta tra i grandi?

Esordire in prima squadra per un ragazzo di 18 anni è una grandissima emozione e un sogno che si realizza. Nello specifico, in quel pomeriggio al Kennedy, ricordo quando in manager di allora, Toro Rinaldi, mi ha guardato e detto: ''vai a fare un turno", non volevo crederci. Con molta emozione e ingenuità sono entrato nel box per affrontare il grande Cherubini , lanciatore della Mediolanum. Non ricordo bene il conto, ma ricordo la battuta che volava verso l'esterno sinistro, fuori dal campo. Ero incredulo di quello che avevo fatto ma dentro di me avevo una gioia immensa. Potete immaginare le birre che ho dovuto portare.

 

In 18 anni con la maglia biancoblu quali sono i tuoi ricordi più belli e quali, invece, quelli più brutti?

In 18 anni di carriera di momenti belli ne ho vissuti tanti. Vincere il primo scudetto nel 2003 dopo un'astinenza di 19 anni e la coppa campioni da capitano sono 2 di questi. Il momento più brutto, per me e tutta la Fortitudo, è stata la scomparsa di Robert Fontana. Non lo dimenticherò mai.

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