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Calcio

#Tutti a casa: Intervista a Stefano Mancini (Villa Verucchio)

di Cristiano Dellapasqua

21/03/2020


#Tutti a casa: Intervista a Stefano Mancini (Villa Verucchio)

 

Buongiorno Presidente. Il calcio per l’emergenza Coronavirus si è fermato. Alla luce della decisione di sospendere tutta l’attività calcistica qual è il suo stato d’animo, della società e dei giocatori ?

Buongiorno a tutti. Beh innanzitutto quando siamo di fronte a situazioni di massima gravità per il mondo come lo siamo in questo periodo, il calcio e lo sport in generale passa ovviamente in secondo piano. Detto questo credo che sia opportuno riprendere l’attività quando non ci sarà rischio per i ragazzi e le loro famiglie. Cosa che al momento vedo molto distante. Inoltre non avendo la possibilità di avere un equipe medica che possa seguire da vicino i nostri ragazzi come invece succede tra i professionisti, il rischio è ancora più alto. Purtroppo al momento non vedo una via d’uscita in tempi brevi.

Personalmente mi manca tanto il poter stare a contatto con la squadra: le battute e le risate che si fanno nello spogliatoio prima di ogni allenamento e le mangiate organizzate insieme ai ragazzi; infine il clima e le emozioni che solo una partita ufficiale riesce a darti. Con i ragazzi e dirigenti ci sentiamo tutti i giorni e ovviamente anche loro non vedono l’ora di poter tornare al Ponte Stadium. Ma ripeto, per ora la priorità di tutti è quella di sconfiggere questo maledetto virus.

 

 

Come si stava comportando il Villa Verucchio in campionato prima della sospensione ?

La squadra, come spesso accaduto quest’anno, stava affrontando un momento di alternanza di risultati. Nelle ultime partite abbiamo dovuto fare i conti con infortuni e tante (troppe) squalifiche che inevitabilmente hanno portato a diversi cambi di modulo e formazione iniziale, cosa che non aiuta a giocare con tranquillità e sicurezza.

 

 

Se la situazione generale non dovesse migliorare e questa sospensione dovesse prolungarsi, cosa succederebbe ?

Sinceramente al momento non riesco a farmi un idea precisa ma, ripeto, non penso sia una cosa che possa risolversi in fretta. Mi piacerebbe sicuramente poter concludere la stagione ma sono anche consapevole che se entro fine aprile non siamo in campo ad allenarci, difficilmente si potrà tornare a disputare partite di campionato.

 

 

Tra gli scenari possibili ( a. : nessun verdetto, le prime classificate avranno priorità di ripescaggio. b. : prime classificate promosse nella categoria superiore, nessuna retrocessione. c. : promozioni e retrocessioni ufficializzate solo nel caso in cui il distacco sia netto. d. : verranno confermate promozioni e retrocessioni dirette, nessun play off e nessun play out ) cosa auspica che deciderà la Lega Nazionale Dilettanti ?

A mio parere, se la stagione verrà conclusa, sarebbero da eliminare playoff e playout. Nel nostro caso, in Seconda categoria, la prima classificata sarebbe ovviamente promossa e la seconda classificata salirebbe in caso di ripescaggio. Le ultime due direttamente retrocesse.

Invece nel caso che non si riuscisse a concludere la stagione, non vedo come si possa arrivare ad un verdetto che accontenti tutti. Per esempio, parlando sempre nel nostro caso e cioè il girone P di seconda categoria, ci sono 3 squadre in un solo punto che si contendono la vittoria finale. Come allo stesso modo non sarebbe giusto che una squadra che stava dominando il campionato debba vedersi annullato il verdetto del campo.

 

Come vivono i giocatori questa situazione di emergenza ? Gli allenamenti sono sospesi fino a nuove direttive. Come si risolve la situazione ? Non si rischia così di vanificare mesi di allenamento fisico e tattico e una volta risolta la situazione occorrerà ripartire pressochè da zero ?

Tra giocatori e addetti ai lavori in questo momento l’attenzione è solo ed esclusivamente alla propria salute come è giusto che sia. Purtroppo adesso il calcio non è priorità e deve fermarsi. Ovviamente il morale è sotto ai piedi.

Mister Capozzolo qualche giorno fa ha dato a tutti un programma di allenamenti da seguire ma le cose purtroppo si aggravano di giorno in giorno. Proprio per questo motivo, se non si ha la possibilità di allenarsi tra le propria mura di casa, dico di mettere da parte per un attimo la forma fisica e aspettare che questa situazione migliori. Per il bene di tutti.

 

 

Visto che in questo momento particolare i tifosi non possono andare al campo sportivo per sostenere la propria squadra, le persone a cui regalare il massimo sostegno sono i medici, gli infermieri, i ricercatori, le forze dell’ordine che stanno lottando contro il Coronavirus per giungere ad una rapida soluzione. Vorrei sentire il suo pensiero al riguardo.

In questi giorni ho avuto la sfortuna di mettere piede in ospedale per un piccolo infortunio occorso a mia madre. La situazione che ho visto con i miei occhi e le parole scambiate con qualche dottore e personale medico mi hanno lasciato senza fiato. Sembrava di stare nella scena di un film. Io penso che i veri eroi siano proprio loro, persone che fanno turni di lavoro infiniti e che per aiutare la vita degli altri mettono in pericolo la propria senza pensarci troppo. Non ci sono parole per ringraziare abbastanza per tutto quello che fanno per noi. Adesso il calcio non conta.

 

 

Sperando che questa situazione finisca prima possibile, auguro a tutti una buona salute e mi raccomando: state a casa! A presto

 

Cristiano DellaPasqua

 



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