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Calcio

Le prime parole di Alessandro Semeraro ​da allenatore della Folgore Rubiera

16/05/2018


Le prime parole di Alessandro Semeraro ​da allenatore della Folgore Rubiera

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La Folgore del dopo-Vacondio parte dunque da Alessandro Semeraro, che torna alla guida tecnica dei rubieresi dopo due anni. Negli anni scorsi, il 51enne trainer di origine veneziana ha diretto squadre dilettantistiche del calibro di Crevalcore, Dorando Pietri Carpi, Novese, Finale, San Felice e Dodici Morelli: poi il primo approdo a Rubiera, datato 2013.

Innanzitutto, Semeraro, bentornato a Rubiera: poi, come avrebbe detto Enzo Tortora, ”dove eravamo rimasti”?

”Cinque anni fa, la Folgore ha sancito la ripresa del mio percorso da allenatore. Io vivo a Cavezzo, nella Bassa modenese, e i problemi legati al terremoto della primavera 2012 mi avevano costretto a una stagione di stop. Durante il primo anno ho guidato la Juniores rubierese, cogliendo parecchie soddisfazioni in termini di gioco e risultati: nell’estate 2014 ho quindi assunto le redini del team di Eccellenza, vivendo un biennio denso di traguardi positivi. Prima abbiamo conquistato la salvezza, poi nel campionato successivo siamo riusciti a centrare un sorprendente 4° posto. Mi sarebbe piaciuto continuare il cammino con la Folgore: tuttavia nella primavera 2016 la società si è legittimamente orientata su altre scelte, e comunque Vacondio merita il plauso di tutta la Folgore per gli ottimi traguardi che ha raggiunto”.

 

 

Parlando del presente tu provieni da una retrocessione, quella maturata domenica scorsa con la Virtus Camposanto…

“Sono subentrato a metà annata, con il Camposanto penultimo in classifica. Sapevo benissimo che restare in Promozione sarebbe stata una vera impresa: tuttavia ho deciso di

 

 

provare lo stesso, anche perchè io non mi tiro mai indietro di fronte alle sfide difficili. La squadra si è resa protagonista di un cammino in crescendo, sfiorando l’impresa: purtroppo l’obiettivo è sfumato solo nello spareggio play out con il Maranello, ma resta ugualmente l’orgoglio di avere riaperto un campionato che sembrava ormai chiuso”.

Quali sono le motivazioni che hanno favorito il tuo ritorno a Rubiera?

“Qui si può fare calcio, nel vero senso del termine: c’è gente seria, contraddistinta da massima correttezza e grande dedizione verso lo sport. In più, il diesse Melli mi ha prospettato piani efficaci e convincenti per il futuro: sono stato ben impressionato anche dai suoi collaboratori, ossia Nicola Valentini e il team manager Alessandro Mattioli”.

Che tipo di Folgore vedremo nell’Eccellenza 2018/2019?

“La società lavora su un programma biennale. Quest’anno vedremo una squadra con una età media più bassa rispetto a quella della stagione appena conclusa. Nelle mie e nostre

 

 

intenzioni, sarà una Folgore frizzante, capace di divertire e di divertisi. Chi ipotizza che dentro di noi vi sia l’idea di un campionato di sofferenza si vede che non conosce la voglia di fare bene della Società. Di certo, adesso non posso affatto garantire che potremo puntare al 1° posto o agli spareggi nazionali, questo è chiaro: in ogni caso ci stiamo muovendo per costruire un gruppo solido e di ottimo valore sotto il profilo tecnico e non solo, capace di albergare stabilmente nella parte sinistra della classifica con faro puntato sul gruppo di chi lotterà per il primato”.

L’organico subirà rivoluzioni?

“No, non è nelle nostre intenzioni: puntiamo a piazzare un buon di riconferme: al tempo stesso, un altro obiettivo che ci poniamo è quello legato alla valorizzazione dei giovani. Peraltro abbiamo già tante nuove leve di valore: sia nell’attuale Prima squadra, sia qualche calciatore interessante nella Folgore Juniores da tenere d’occhio costantemente”.

 

 

 

Intanto, Sasà Greco è giunto ai saluti: l’esperto attaccante ha scritto un breve ma significativo messaggio di commiato sul proprio profilo Facebook. “Sono orgoglioso di aver indossato la fascia di capitano della Folgore per 4 anni, durante i quali ho avuto la fortuna di conoscere persone fantastiche. Grazie di tutto”.



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