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Volley

Pallavolo San Giorgio, la regia di Beatrice Erba per puntare in alto

"Ripartiamo dall'intesa collettiva per migliorarci ancora"

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16/09/2023

Agli impegni in palestra, Beatrice abbina quelli del quotidiano: "Conciliare attività sportiva e studio è sempre stata per me una costante, perciò non ho mai riscontrato grandissimi problemi. Sia al liceo che all'Università ho fatto la Serie B e adesso sto scrivendo la tesi per la laurea triennale. Tutte le società in cui sono stata hanno sempre rispettato i miei impegni scolastici/universitari, ma io sono la prima ad evitare che essi ostacolino il mio percorso in palestra. Questo non significa però che trascuri lo studio, anzi, per me è sempre stato molto importante e ho sempre cercato di ottenere il massimo in ogni cosa che facevo e studiavo, a scuola così come all'Università. Dall'altra parte, anche alle superiori, mi ricordo, i professori si sono bene o male sempre resi disponibili nell'aiutarmi in caso avessi avuto problemi con la preparazione delle interrogazioni o delle verifiche, ma ho sempre fatto in modo che il mio trattamento non fosse in alcun modo diverso o privilegiato rispetto ai miei compagni".

Una passione nata proprio in ambito scolastico: "La mia passione per la Pallavolo nasce alla fine delle elementari, in quinta, quando un allenatore è nella mia scuola a fare, per chi voleva, qualche allenamento dopo le lezioni. Lì mi ha chiesto se volessi fare una prova nella squadra del paese di fianco al mio è così sono andata ad allenarmi con delle ragazze più grandi e mi è piaciuto (anche se già il primo allenamento ho sbattuto contro la panchina mentre la saltavo e mi sono fatta male alla mano). - sorride raccontando l'ex Busnago - Ho sempre avuto una passione per lo sport, prima facevo Ginnastica Artistica, infatti per un po' ho dovuto alternare gli allenamenti di Pallavolo con quelli di Ginnastica, finchè non ho capito che la Pallavolo era molto più nelle mie corde. Ora potrei dire che molto fa il fatto che sia uno sport di squadra, ma in quinta elementare non ero ancora in grado di capirlo... Quello che mi ha spinto a continuare, invece, quando ho acquistato una certa maturità sportiva (e non solo), è stato proprio il fatto di trovarsi a far parte di una squadra. Più che altro questo è stato ciò che non mi ha più fatta tornare indietro a uno sport individuale. Per quanto riguarda la Pallavolo in particolare (tra tutti gli sport di squadra), mi sono affezionata all'ambiente, sono stata fortunata perchè già dai primi anni ho incontrato compagne di squadra con cui mi sono trovata super bene, e la passione è aumentata ancora di più quando ho capito qual era il mio ruolo. Fino all'Under 14 ero banda, dall'Under 16 il mio allenatore mi alternava fino a farmi capire (l'ho capito da sola e per fortuna che l'ho capito!) che avrei fatto la palleggiatrice". 

Nonostante la giovanissima età tanti i momenti da cerchiare in rosso nell'album dei ricordi: "Ricordo sportivo al quale sono più legata forse è la parte delle finali regionali e nazionali il mio ultimo anno di Under 18. Probabilmente perchè era la mia ultima stagione nelle giovanili, perchè mi sono trovata molto bene con l'allenatore e con le compagne e perchè abbiamo ottenuto ottimi risultati. Ma in quanto a belle stagioni sicuramente non posso non citare la scorsa, la mia prima fuori casa, in cui ho ritrovato un ambiente di squadra e di familiarità che forse non percepivo da quando giocavo vicino a casa in Under 13/14. Chiaramente anche l'esperienza di vivere fuori casa è stata molto utile alla mia crescita personale. Non c'è qualcosa che non rifarei. Ma sicuramente negli anni ho imparato a capire come approcciarsi alle compagne in base alle loro caratteristiche e personalità, perchè questo è fondamentale perchè esse si sentano apprezzate e ti apprezzino di conseguenza, così da creare un clima piacevole e soprattutto di fiducia. È chiaro che ci sono compagne con cui mi sono trovata meglio e altre con cui mi sono trovata meno bene, ma ognuna mi ha lasciato qualcosa, un insegnamento o un ricordo. Ovviamente ho rapporti diversi al di fuori della palestra, perchè con alcune mi vedo e mi sento più spesso e con altre meno, ma dentro siamo tutte un gruppo solo ed è questo ciò che conta. Gli allenatori poi sono stati fondamentali: ognuno di loro aveva il proprio approccio ma da ognuno ho portato a casa dei grandi insegnamenti, da ogni punto di vista. C'era chi era più severo, chi più orientato sulla tecnica, chi sul fare squadra, chi su entrambe le cose". 

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