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Calcio | Giovanili

Vito D’Errico (Vianese): Mi sono sentito rapito dal progetto di Grassi

04/08/2021


Vito D’Errico (Vianese): Mi sono sentito rapito dal progetto di Grassi

Vito d'Errico, nuovo responsabile del vivaio della Vianese


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“Il patron Grassi ha deciso di investire pesantemente nel settore giovanile e questo mi ha fatto capire che dovevo esserci anch’io in questa grande avventura”. Sono le parole di Vito D’Errico, il nuovo responsabile del settore giovanile, che ha sostituito Etienne Digout, approdato al Sassuolo. D’Errico è stato segnalato alla Vianese da Gianluca Borelli, allenatore dei 2005, nonché figura di riferimento nella società del presidente Eusebio Borghi.

Vito, qual è stato il tuo percorso sportivo che ti ha portato fino alla Vianese?

“E’ iniziato molto presto: fin da bambino organizzavo partite nel mio quartiere reclutando ragazzi per giocare. In seguito ho professionalizzato la mia passione con il conseguimento, a 22 anni, della laurea in Scienze motorie, con la specialistica in sport di squadra, all’ateneo di Napoli. Inizialmente ho lavorato per 3 anni come preparatore atletico nella scuola militare "Nunziatella" della mia città, poi all'età di 25 ho iniziato il mio percorso come allenatore di una squadra campana di Under 18, per poi proseguire dal 2009 la mia attività a Reggio Emilia, essendo stato trasferito, come insegnante, alla scuola di Castelnovo Monti dove, al pomeriggio, ho lavorato come preparatore al Progetto Montagna, oltre ad aver collaborato con l’Atletica Castelnovo Monti. Successivamente sono stato trasferito a Scandiano, nel 2016, dove ho allenato i piccoli amici dell’Arcetana, per poi passare al Fiorano dal 2019 al 2021, dove ho ricoperto il ruolo di responsabile della Scuola calcio”.

Come mai hai lasciato il Fiorano?

“Nel marzo di quest’anno sono stato contattato dalla Vianese che stava cercando una persona in grado di ricoprire il ruolo di responsabile del Settore giovanile. Ci siamo incontrati e mi sono sentito letteralmente rapito dal progetto, tant’è che è bastata una settimana di riflessione per accettare la loro proposta e ad oggi non vedo l'ora di iniziare questa nuova avventura”.

Come valuti il settore giovanile che hai ereditato da Etienne Digout e come intendi potenziarlo?

“Ho trovato un Settore giovanile che vanta circa 140 ragazzi e d'accordo con la dirigenza, ci siamo subito prefissati l'obiettivo di portare altri giovani atleti migliorando le strutture sportive a disposizione delle giovanili con l’acquisto dei pulmini che potessero permettere ai ragazzi di raggiungere facilmente Viano anche dai paesi limitrofi. Tutto questo è stato possibile grazie alle risorse messe a disposizione dal main sponsor Enrico Grassi, che ha deciso di investire pesantemente nel nostro vivaio in modo da renderlo un serbatoio proficuo per la prima squadra e un punto di riferimento per tutta l’area pedemontana”. 

Qual è l'obiettivo di crescita al quale aspira la Vianese?

“Continuare a consolidarci come una realtà importante e di riferimento per tutto il comprensorio, oggi abbiamo otto squadre di giovani e questo ci inorgoglisce. Tra l’altro, proprio poche settimane fa, la Reggiana calcio ci ha chiesto l’affiliazione, cosa che per noi rappresenta un ulteriore motivo di orgoglio e un riconoscimento al lavoro svolto negli anni scorsi da dirigenti come Alberto Montecchi, Eusebio Borghi ed Ermes Caroli, figure centrali e insostituibili nel progetto Vianese”.

Come hai organizzato gli staff tecnici delle singole squadre? Devi ancora completare i quadri o hai già tutti i tasselli al loro posto?

“A fine giugno fortunatamente tutti i tasselli erano già a posto: ogni annata, ad oggi, ha il suo allenatore e il suo vice. Abbiamo ingaggiato anche un allenatore dei portieri che andrà a coadiuvare i tecnici nelle sedute di allenamento. Insomma, ora dobbiamo solo partire”.