Davide Bianco, il calcio nel DNA
12/06/2026
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Una passione sconfinata per il pallone. Forza, grinta e determinazione. Un punto di riferimento sempre pronto ad aiutare i propri compagni di squadra....Davide Bianco, ferrarese doc, classe 1998.
Il talentuoso calciatore si racconta.
"Inizio ad appassionarmi al calcio fin da che ne ho memoria, tra un pallone in giardino e partite viste con mio padre in televisione o in curva allo stadio Paolo Mazza di Ferrara, fno ad arrivare ad un volantino in bianco e nero, in cui la società Portamare Frutteti si faceva pubblicità. All'età di 6 anni mi avvicinai così alla mia prima scuola calcio. Più avanti, crescendo, mi spostai all'Acli San Luca ed infine all'ugo Costa, squadra che mi permise di fare il salto allievi-prima squadra all'età di 17 anni. Dopo un anno la squadra chiuse, proseguendo la sola attività giovanile,costringendomi al trasferimento a San Martino. Dopo un anno fui costretto a fermarmi per un grave infortunio, che mi costrinse a stare fermo due anni, prima di un'operazione chirurgica specialistica alla clinica Villalba di Bologna. Firmai a Voghiera dove finalmente iniziai ad avere buone risposte dal mio corpo, sfiorando la doppia cifra in termini di gol il primo anno, e segnandone sette il secondo giocando estremamente poco per scelte "tecniche". L'anno scorso ho deciso di accettare la proposta del Barco, un progetto nuovo, portato avanti da ragazzi giovani e ambiziosi, cosa in cui mi sono subito ritrovato. Nonostante il gruppo fosse prevalentemente composto da ragazzi che non si conoscevano in precedenza, il legame ha subito iniziato a consolidarsi, crescendo durante l'anno fino all'approdo in semifinale dove sfortunatamente ci siamo ritrovati sconfitti, contro una comunque ottima X Martiri U21, vincitrice poi dei playoff."
"Posso giocare come prima o seconda punta", prossgue Davide Bianco.
"Sono un giocatore di sacrificio, combatto fino al triplice fischio. Quest'anno ho avuto la fortuna di avere un compagno di reparto di grandissima qualità, Salvatore Leotta, autore di quasi 30 reti. Sono convinto che giocare con un giocatore di questo livello in un certo senso, faciliti il lavoro anche dei propri compagni di squadra. Anche se è all'intero gruppo squadra a cui va la lode ed alla ottima gestione di mister Cavallini. Sono convinto che la stagione in arrivo possa riservarci grosse soddisfazioni di squadra e personali."
Non solo calcio giocato.
"Di recente ho conseguito diplomi CONI da osservatore e match analyst, iniziando anche a praticare l'attività. Il prossimo obiettivo sarà conseguire il corso da allenatore, ambizione che mi accompagna da tempo. La continua ricerca di competizione è ciò che mi spinge a continuare a giocare a pallone. Mettersi alla prova e volersi migliorare è la benzina che mi fa scendere in campo dopo giornate piene di impegni e di lavoro, senza farmi sentire la fatica. Non so ancora per quanti anni andrò avanti, ma lo farò godendomi ogni singolo allenamento, ogni singola partita giocata o guardata dalla panchina o ogni singola corsa estiva sulle mura cittadine."
Enrico Ferranti