Calcio

Il Gioco dei Gironi 2026 - Update 2.0

Di Ufficio Stampa

18/06/2026

NB: Se lo state guardando su RomagnaSport e non vedete le foto, cliccate direttamente qui al link di Emiliaromagnasport

Ecco l'Update 2.0 de "Il Gioco dei Gironi"


Un appuntamento che negli anni è diventato una tradizione per chi segue il calcio dilettantistico e che, come sempre, proverà ad anticipare scenari, composizioni dei campionati e possibili sviluppi della stagione 2026/2027.
Il cuore del progetto resta l'Emilia-Romagna. È qui che si concentrano la maggior parte delle analisi, delle simulazioni e degli approfondimenti. Dalla Serie D alla Terza Categoria, passando per Eccellenza, Promozione, Prima e Seconda Categoria, cercheremo di interpretare tutte le mosse che porteranno alla nascita dei nuovi campionati.
Ma il "Gioco dei Gironi" non si limita a mettere una squadra in un raggruppamento piuttosto che in un altro. È soprattutto un'occasione per spiegare le dinamiche che regolano il calcio italiano. Ripescaggi, riammissioni, fusioni, rinunce, cambi di denominazione, graduatorie, criteri geografici, organici incompleti, sovrannumeri e regolamenti federali: ogni estate propone situazioni diverse che meritano di essere approfondite e comprese.
Per questo motivo lo sguardo non si fermerà ai soli dilettanti regionali. Analizzeremo anche ciò che accade nei campionati professionistici, perché spesso le decisioni che maturano in Serie C, Serie D o nelle categorie superiori finiscono per produrre effetti a catena su tutto il movimento calcistico.
L'obiettivo non è prevedere il futuro con certezza assoluta, ma provare a leggerlo attraverso dati, regolamenti ed esperienza, coinvolgendo dirigenti, allenatori, tifosi e appassionati in un confronto continuo.

Prima di tutto, come sempre, vi ricordo che:

- E' innanzitutto un gioco. I gironi li ufficializzerà la FIGC CRER al momento opportuno. Per cui evitate messaggi o telefonate al sottoscritto, e, soprattutto, in Federazione, esclamando "PERCHE' MI AVETE MESSO IN UN GIRONE PIUTTOSTO CHE UN ALTRO?", perchè tanto quelli ufficiali, usciranno, con ogni probabilità, tra fine luglio ed i primi di agosto, e dovranno essere approvati dopo un Consiglio Regionale apposito.
- I gironi che seguono sono puramente indicativi e rappresentano una proiezione elaborata dall'autore sulla base della situazione attuale. Si tratta quindi di una bozza suscettibile di modifiche anche significative nelle prossime settimane, considerato che restano ancora aperte diverse variabili: possibili ripescaggi nelle categorie superiori, eventuali rinunce o autodeclassamenti da parte di alcune società e la possibile riammissione o ripartenza di club provenienti dal professionismo. Tutti elementi che potrebbero incidere in maniera sostanziale sulla composizione definitiva dei gironi.

Le carte sono sul tavolo. Adesso il gioco può ricominciare! Perchè siamo all'Update 2.0 e ci sono tante novità da raccontare!

Partiamo dalla Serie B

La Juve Stabia può finalmente guardare avanti con maggiore serenità. Il club campano ha infatti completato e depositato tutta la documentazione necessaria per l’iscrizione al prossimo campionato di Serie B, anticipando addirittura di un giorno la scadenza fissata dagli organi federali. Un risultato tutt’altro che scontato, considerando le difficoltà affrontate nelle ultime settimane. La svolta è arrivata con il passaggio di proprietà ad Alfredo Guerri, che ha preso ufficialmente le redini della società avviando immediatamente una complessa corsa contro il tempo per rispettare tutti gli adempimenti richiesti dalla Co.Vi.So.C.. Nelle ore decisive la nuova dirigenza ha lavorato senza sosta insieme agli amministratori giudiziari, ai dipendenti e ai collaboratori del club per predisporre l’intera documentazione necessaria, dalle fideiussioni ai bilanci fino alle liberatorie. Dopo l’invio telematico della pratica, la società ha anche provveduto alla consegna della documentazione cartacea presso gli uffici competenti, eliminando qualsiasi possibile inconveniente. L’iscrizione rappresenta un passaggio fondamentale per una società che soltanto pochi mesi fa viveva una situazione estremamente delicata sotto il profilo gestionale. Nonostante le difficoltà societarie, la squadra era comunque riuscita a disputare un campionato di alto livello, arrivando fino alla semifinale playoff per la promozione in Serie A. Contestualmente, la Juve Stabia ha indicato lo stadio Garilli di Piacenza come impianto alternativo per le gare interne, una soluzione precauzionale legata ai lavori di rifacimento del terreno di gioco dello stadio Romeo Menti. L'obiettivo resta comunque quello di completare gli interventi in tempo utile per l'inizio della stagione. La conclusione positiva dell'iter di iscrizione consente così alle Vespe di preparare con maggiore tranquillità il loro terzo campionato consecutivo in Serie B, lasciandosi alle spalle le incertezze delle ultime settimane e aprendo ufficialmente una nuova fase della propria storia societaria.


Il Cesena ha completato l'iter per l'iscrizione al prossimo campionato di Serie B, ma soltanto al termine di giorni particolarmente intensi e carichi di tensione. Nonostante l'arrivo delle risorse economiche dagli Stati Uniti avesse consentito di sbloccare la situazione, il club bianconero ha dovuto affrontare fino all'ultimo alcuni ostacoli burocratici che hanno tenuto in apprensione l'intero ambiente. Tra le difficoltà emerse anche una problematica tecnica legata alla fideiussione da 800mila euro richiesta dalla Lega Serie B, un imprevisto che ha rischiato di complicare ulteriormente una corsa contro il tempo già delicata. Alla fine, però, la società è riuscita a sistemare ogni aspetto e a trasmettere entro la scadenza tutta la documentazione necessaria per l'ammissione alla stagione 2026-27. Oltre alla fideiussione, il Cesena ha depositato le attestazioni relative al pagamento di stipendi e contributi di calciatori, staff tecnici e dipendenti, dopo aver provveduto a saldare le spettanze del mese di maggio. Adesso la documentazione sarà esaminata dagli organismi federali competenti, chiamati a verificare il rispetto dei requisiti economici, finanziari, infrastrutturali e organizzativi previsti dai regolamenti. Pur tra ansie, imprevisti e una situazione risolta soltanto a ridosso della scadenza, il Cesena ha quindi centrato l'obiettivo principale, assicurandosi la possibilità di prendere parte al prossimo campionato di Serie B.

Ci spostiamo in Serie C 

La Serie C 2026-27 entra nella fase decisiva dopo la scadenza, fissata alle 23.59 di martedì scorso, per la presentazione delle domande di iscrizione al prossimo campionato. Tutte le società aventi diritto hanno dovuto depositare presso la Lega Pro la documentazione richiesta dai regolamenti, comprensiva della quota di iscrizione da 60mila euro, della fideiussione bancaria da 350mila euro e delle certificazioni relative al pagamento di stipendi e contributi. Per le seconde squadre di Inter, Juventus e Atalanta il contributo previsto è invece pari a 720mila euro. 
Rispetto a molte delle ultime estati, il quadro generale appare decisamente meno allarmante. Negli ultimi dieci anni sono state numerose le società costrette ad alzare bandiera bianca per problemi economici e finanziari, mentre questa volta le criticità sembrano essere rimaste circoscritte a pochi casi. Il Crotone, nonostante la recente penalizzazione di sei punti inflitta dal Tribunale Federale Nazionale, avrebbe trovato le risorse necessarie per sistemare la propria posizione grazie anche al sostegno dell'imprenditoria locale. Segnali positivi arrivano anche da Grosseto, dove l'ingresso di un nuovo imprenditore dovrebbe consentire alla società di guardare al futuro con maggiore serenità. 
L'unica assenza certa riguarda invece la Ternana, che ha rinunciato a presentare la domanda di iscrizione dopo le vicende societarie culminate con la liquidazione giudiziale. La mancata partecipazione del club rossoverde apre così la strada alla riammissione del Foggia, favorito (il Bra ha rinunciato, soprattutto per la mancanza di un impianto a norma per la categoria, nda) per occupare il posto che si renderà vacante nell'organico della prossima Serie C. 
Oltre agli aspetti economici, le società hanno dovuto certificare anche la disponibilità degli impianti sportivi. Il Bari ha risolto la questione relativa all'utilizzo del "San Nicola", mentre il Cosenza, impossibilitato a utilizzare il "Marulla" a causa dei lavori di ristrutturazione, disputerà le proprie gare casalinghe allo "Scida" di Crotone. Le neopromosse: il Savoia giocherà a Giugliano, mentre il Desenzano ad Ospitaletto. Adesso la documentazione presentata dai club passerà al vaglio della Commissione per la verifica dell'equilibrio economico e finanziario, che il 30 giugno esprimerà i propri pareri da trasmettere alla Figc. Il giorno successivo, il 1° luglio, il Consiglio Federale provvederà a definire ufficialmente gli organici della stagione 2026-27. Solo allora arriverà il quadro definitivo, ma salvo sorprese dell'ultima ora il prossimo campionato di Serie C sembra destinato a partire con un numero di problemi decisamente inferiore rispetto a quelli che hanno caratterizzato molte delle recenti estati del calcio professionistico italiano. 

Passiamo alla Serie D

In ordine rigorosamente alfabetico, andiamo a raccontare le situazioni delle società che, al momento, rischiano, per un motivo o per l'altro, di non potersi iscrivere al prossimo campionato.

L'Enna vive giorni di forte incertezza sul piano societario. Dopo dieci anni alla guida del club, il presidente Luigi Stompo ha confermato la volontà di cedere la società e di passare la mano, un'intenzione già manifestata in passato ma che adesso sembra essere arrivata a un momento decisivo. Il numero uno gialloverde ha affidato a uno studio legale il compito di raccogliere eventuali manifestazioni d'interesse, precisando però che al momento non esistono trattative concrete né offerte ufficiali per l'acquisizione del club. Negli ultimi giorni sono circolate numerose indiscrezioni relative a possibili cifre e potenziali acquirenti, ma Stompo ha smentito categoricamente l'esistenza di negoziazioni avanzate. A preoccupare maggiormente è invece la mancanza di iniziative concrete provenienti dal territorio. Lo stesso presidente ha rivelato di aver ricevuto richieste di informazioni anche da soggetti interessati a trasferire il titolo sportivo in altre città, uno scenario che vorrebbe evitare ma che potrebbe diventare attuale qualora non emergessero soluzioni locali. Il messaggio lanciato alla città è chiaro: il futuro dell'Enna non può essere garantito soltanto dalle parole e dalle discussioni, ma necessita di imprenditori pronti a intervenire concretamente. Con le scadenze per l'iscrizione alla prossima Serie D ormai alle porte, le prossime settimane saranno decisive per capire se il club riuscirà a proseguire il proprio cammino a Enna oppure se si apriranno scenari differenti sul piano societario e sportivo.

La situazione societaria del Fasano si complica ulteriormente dopo la decisione di Ivan Ghilardi di dimettersi dalla carica di amministratore e di rinunciare definitivamente al progetto di acquisire il controllo del club. Attraverso una dura comunicazione indirizzata agli altri soci, l'imprenditore napoletano ha spiegato le ragioni della propria scelta, denunciando il mancato rispetto degli accordi sottoscritti al momento del suo ingresso nella società. Ghilardi, che oggi detiene il 20% delle quote, sostiene di aver sostenuto economicamente il Fasano fino al 28 febbraio 2026, facendosi carico non solo della gestione corrente ma anche di una consistente esposizione debitoria accumulata prima del suo arrivo, senza ricevere il supporto degli altri soci. Al centro della rottura c'è soprattutto la mancata cessione di quel pacchetto di quote che avrebbe dovuto consentirgli di salire ulteriormente nella compagine societaria e assumere un ruolo di controllo. Secondo quanto affermato dallo stesso Ghilardi, l'operazione sarebbe stata bloccata da una parte degli attuali soci, facendo venire meno il rapporto fiduciario necessario per proseguire il percorso intrapreso. Per questo motivo l'imprenditore ha annunciato di non essere più interessato ad acquistare ulteriori quote e si è detto addirittura disponibile a cedere il proprio 20% agli altri soci a un prezzo simbolico. Una presa di posizione che rappresenta un evidente passo indietro rispetto alle prospettive che sembravano delinearsi nei mesi scorsi. Nonostante la rottura, Ghilardi ha precisato che continuerà a onorare gli impegni economici legati alla quota attualmente posseduta, ma la scelta di lasciare anche il ruolo di amministratore certifica una frattura profonda all'interno della governance del club. Adesso il Fasano si trova davanti a un nuovo passaggio delicato, chiamato a individuare un sostituto in consiglio di amministrazione e soprattutto a chiarire quali saranno gli equilibri societari e finanziari in vista della prossima stagione.

Si complica ulteriormente il futuro del Gela. Quando il passaggio di proprietà sembrava ormai vicino e il piano di salvataggio appariva avviato verso la conclusione, tutto è improvvisamente saltato. A rivelarlo è stato Maurizio Melfa, imprenditore gelese che nelle ultime settimane stava lavorando a un progetto finalizzato a rilevare il club e garantirne l'iscrizione al prossimo campionato di Serie D. Secondo quanto spiegato dallo stesso Melfa, l'attuale proprietà avrebbe comunicato la decisione di non procedere più con la cessione della società dopo aver registrato l'interesse di altri potenziali acquirenti. Una scelta che ha portato il gruppo guidato dall'imprenditore a interrompere immediatamente il percorso avviato. La notizia assume particolare rilevanza perché il progetto sembrava già in una fase avanzata. In collaborazione con l'amministrazione comunale e con il sostegno di diversi imprenditori del territorio, erano infatti in corso verifiche sui conti societari, sulle liberatorie necessarie per l'iscrizione, sulle transazioni con i tesserati e sulla struttura organizzativa che avrebbe dovuto guidare il nuovo corso del club. Melfa ha spiegato di essere stato pronto a investire risorse economiche e personali pur di garantire un futuro alla principale realtà calcistica cittadina, ribadendo però di non voler alimentare polemiche dopo il dietrofront della proprietà. Il suo auspicio è che eventuali nuovi soggetti interessati possano comunque assicurare continuità al progetto sportivo e scongiurare il rischio di vedere scomparire il Gela dal panorama calcistico nazionale. Nel proprio intervento l'imprenditore ha inoltre ringraziato il sindaco Terenziano Di Stefano per il lavoro svolto nelle ultime settimane e tutti gli imprenditori che avevano manifestato la disponibilità a sostenere il piano di rilancio. Il cambio di scenario riapre adesso completamente la partita sul futuro della società biancazzurra. Con le scadenze federali sempre più vicine, resta da capire chi siano i nuovi soggetti interessati all'acquisizione del club e se saranno in grado di fornire le garanzie necessarie per permettere al Gela di iscriversi regolarmente al prossimo campionato di Serie D. Al momento, più che certezze, restano interrogativi e la sensazione che il destino del club sia ancora tutto da scrivere.

Il Melfi rischia di trasformare una delle estati più belle della propria storia recente in un periodo di grande apprensione. Dopo la promozione conquistata sul campo e il conseguente ritorno in Serie D, il club lucano si trova infatti alle prese con una problematica che nulla ha a che vedere con l'aspetto sportivo ma che potrebbe avere conseguenze pesantissime sul futuro immediato della società. Al centro della vicenda c'è la questione legata allo stadio cittadino, la cui situazione continua a non offrire le necessarie garanzie per affrontare il prossimo campionato. Da settimane la dirigenza attende risposte e certezze che, almeno per il momento, non sono ancora arrivate. Una situazione che sta inevitabilmente rallentando la programmazione della stagione 2026-27, rendendo complicata qualsiasi pianificazione tecnica ed economica. Già nelle scorse settimane il presidente aveva manifestato pubblicamente tutte le proprie preoccupazioni, evidenziando come l'assenza di una soluzione concreta rappresentasse un ostacolo difficilmente superabile. A distanza di circa un mese, però, il quadro non sembra essere cambiato e il tempo continua a scorrere verso le scadenze federali. In questo contesto iniziano a diffondersi indiscrezioni e timori su un possibile clamoroso passo indietro da parte della società. Al momento non esistono comunicazioni ufficiali che facciano pensare a una rinuncia all'iscrizione, ma il protrarsi dello stallo alimenta inevitabilmente dubbi e preoccupazioni nell'ambiente gialloverde. La sensazione è che il futuro del Melfi dipenda in larga parte dalla capacità di trovare rapidamente una soluzione al problema infrastrutturale. La tifoseria continua a sperare che prevalga il buon senso e che si riesca a garantire al club le condizioni necessarie per disputare regolarmente il campionato di Serie D conquistato sul campo, evitando che una vicenda burocratica e logistica finisca per mettere in discussione un traguardo sportivo ottenuto con sacrificio e merito.

Tra le società che hanno sciolto le ultime riserve in vista della stagione 2026-27 c'è anche il Milan Futuro. Nelle scorse settimane, infatti, non erano mancati i dubbi sulla prosecuzione del progetto legato alla seconda squadra rossonera, con diverse indiscrezioni che ipotizzavano una possibile chiusura dell'esperienza dopo le valutazioni effettuate dal club sui costi e sull'utilità del percorso intrapreso. Alla fine, però, il Milan ha deciso di proseguire sulla strada tracciata negli ultimi anni, confermando la propria presenza ai nastri di partenza del prossimo campionato di Serie D. Una scelta che rappresenta un segnale importante per tutto il movimento delle seconde squadre italiane e che testimonia la volontà della società rossonera di continuare a utilizzare il Milan Futuro come strumento di crescita e valorizzazione dei giovani del vivaio. Dopo settimane caratterizzate da interrogativi e riflessioni interne, è dunque arrivata la conferma che il progetto non verrà accantonato e che la formazione rossonera continuerà regolarmente la propria attività anche nella stagione 2026-27.

A quasi due mesi dalla conclusione della peggior stagione della sua storia recente, il Pontedera continua a vivere una fase di profonda incertezza. La retrocessione in Serie D, maturata dopo un campionato disastroso chiuso all'ultimo posto con appena 20 punti, avrebbe dovuto rappresentare il punto di partenza per una rapida ricostruzione. Invece, almeno per il momento, le risposte arrivate dalla nuova proprietà brasiliana sono state soltanto parziali. Sul fronte economico sono arrivati segnali incoraggianti. Sportheca, fondo che dallo scorso febbraio controlla il 95% delle quote societarie, ha provveduto al pagamento delle mensilità arretrate di aprile e maggio nei confronti dei tesserati, per un esborso complessivo di circa 420mila euro. Un passaggio fondamentale per dimostrare la solidità finanziaria del progetto e avvicinarsi all'obiettivo dell'iscrizione al prossimo campionato di Serie D, anche se restano ancora da saldare ulteriori importi necessari per completare l'iter federale. Se l'aspetto economico sembra quindi aver registrato alcuni passi avanti, ben diverso è il discorso relativo all'area sportiva. A oggi la programmazione della prossima stagione appare ancora in forte ritardo. L'unica comunicazione ufficiale risale ai primi giorni di giugno, quando il club ha annunciato che la gestione tecnica e sportiva sarebbe stata affidata a Roberto Beto Rappa Santos, figura di riferimento della struttura creata dal fondo brasiliano per seguire l'investimento in Italia. Da allora, però, non sono arrivati annunci su allenatore, direttore sportivo, organico o programmi tecnici. Le indiscrezioni parlano della volontà di costruire una squadra molto giovane, composta in larga parte da elementi provenienti dal vivaio e da alcuni calciatori sudamericani individuati dalla proprietà. Un progetto che potrebbe rappresentare una scommessa interessante sotto il profilo della valorizzazione dei talenti, ma che al tempo stesso nasconde evidenti rischi in una categoria difficile e competitiva come la Serie D. Proprio il recente passato suggerisce prudenza. Nella stagione appena conclusa una serie di scelte discutibili sul mercato, soprattutto nella finestra invernale, ha contribuito in maniera significativa al crollo sportivo della squadra, culminato con una retrocessione arrivata con largo anticipo rispetto alla fine del campionato. Per questo motivo una parte dell'ambiente granata guarda con preoccupazione all'ipotesi di affrontare la nuova categoria puntando quasi esclusivamente su giovani e scommesse provenienti dall'estero. La sensazione è che il Pontedera si trovi oggi davanti a un bivio. Da una parte ci sono le rassicurazioni economiche fornite dalla proprietà, dall'altra la necessità di costruire rapidamente una struttura tecnica credibile e una squadra in grado di affrontare una Serie D che spesso si rivela molto più insidiosa di quanto possa apparire. Con il ritiro precampionato ormai alle porte, le prossime settimane saranno decisive per capire quali siano le reali ambizioni del nuovo corso brasiliano e se il club riuscirà a restituire entusiasmo a una piazza ancora profondamente segnata dalla retrocessione.

La Pro Patria continua a muoversi tra segnali incoraggianti e interrogativi ancora irrisolti. Dopo la retrocessione in Serie D, il club bustocco ha rispettato una delle scadenze più importanti di questa fase, provvedendo al pagamento degli stipendi ancora dovuti relativi alla stagione appena conclusa. Un passaggio fondamentale che conferma la volontà della società di mantenere gli impegni assunti e rappresenta il secondo atto concreto del nuovo corso dopo la nomina del direttore sportivo Giovanni Giovanditti. Se sul piano gestionale qualcosa si sta muovendo, restano però aperte le questioni più rilevanti legate agli assetti societari. Il passaggio delle quote, che avrebbe dovuto rappresentare il punto di partenza della nuova fase, non è infatti ancora stato completato e continua ad alimentare dubbi e incertezze. In questo contesto non è passata inosservata la dichiarazione dello stesso Giovanditti, che ha spiegato di essere stato contattato dalla componente di minoranza della società. Un particolare che evidenzia come la situazione proprietaria non sia ancora stata definitivamente chiarita e che rende più complessa ogni scelta strategica per il futuro. La questione riguarda inevitabilmente anche le prossime decisioni sportive. Dalla scelta dell'allenatore all'eventuale richiesta di ripescaggio, ogni passaggio sembra infatti dipendere da una governance che non appare ancora pienamente definita. Sullo sfondo resta la figura di Patrizia Testa, presidente dimissionaria ma ancora formalmente al centro delle dinamiche societarie in attesa che il trasferimento delle quote venga completato. Per questo motivo, nonostante i segnali positivi arrivati nelle ultime settimane, la sensazione è che la Pro Patria si trovi ancora in una fase di transizione. La costruzione della squadra per la prossima Serie D è iniziata, ma per programmare una stagione con ambizioni importanti servirà prima fare chiarezza sulla struttura proprietaria e sui reali equilibri interni del club. Solo allora il progetto tecnico potrà svilupparsi con basi realmente solide.

Il Sangiuliano City guarda con sempre maggiore interesse a Lodi e alla "Dossenina". Quella che inizialmente sembrava soltanto un'ipotesi sta assumendo contorni sempre più concreti, tanto che nelle ultime settimane sarebbero proseguiti i contatti tra il club guidato da Andrea Luce e le istituzioni locali per valutare la possibilità di insediare parte delle proprie attività nel capoluogo lodigiano. Il progetto non riguarderebbe esclusivamente l'utilizzo della "Dossenina" per le gare della prima squadra, ma potrebbe estendersi anche all'organizzazione del settore giovanile e allo sviluppo di una presenza stabile sul territorio. Al momento non esistono accordi ufficiali, ma il dialogo tra le parti sarebbe aperto e destinato a proseguire nelle prossime settimane. In questo senso il 30 giugno potrebbe rappresentare una data importante, poiché entro quella scadenza potrebbero emergere novità legate alla disponibilità dell'impianto e agli eventuali accordi necessari per concretizzare l'operazione. Per il Sangiuliano City si tratterebbe di una scelta strategica, finalizzata a individuare una sede in grado di offrire strutture adeguate e una maggiore centralità nel panorama calcistico lombardo. Per Lodi, invece, l'arrivo del club gialloverde potrebbe rappresentare un'opportunità per rilanciare la "Dossenina", storico impianto cittadino che negli ultimi anni non è riuscito a ricoprire il ruolo centrale avuto in passato. La sensazione è che il cosiddetto "piano Lodi" sia oggi molto più di una semplice suggestione e che le prossime settimane possano chiarire se l'interesse manifestato dal Sangiuliano City si trasformerà in un progetto concreto destinato a incidere sul futuro del calcio lodigiano.

Dopo giorni caratterizzati da indiscrezioni e interrogativi sul futuro del club, il Siracusa ha deciso di intervenire ufficialmente per fare chiarezza sulla propria situazione. Attraverso una nota diffusa sui canali societari, il club aretuseo ha confermato di essere al lavoro per completare l'iscrizione al campionato di Serie D 2026-27, rassicurando così l'ambiente sulla volontà di proseguire regolarmente l'attività sportiva nella prossima stagione. Contestualmente, la società ha reso noto che sono in corso trattative e interlocuzioni finalizzate a una nuova composizione dell'assetto societario. Un passaggio che lascia intendere come siano in atto valutazioni e confronti con potenziali nuovi soggetti interessati a entrare nel club, con l'obiettivo dichiarato di rafforzarne la struttura organizzativa e finanziaria. Pur senza entrare nei dettagli delle trattative, il comunicato conferma quindi che il Siracusa sta lavorando su due fronti paralleli: da una parte il completamento degli adempimenti necessari per l'iscrizione al prossimo campionato, dall'altra la ricerca di una configurazione societaria in grado di garantire maggiore solidità e prospettive di crescita nel medio e lungo periodo. Nella stessa nota il club ha inoltre voluto richiamare l'attenzione sulla diffusione di notizie non ufficiali, precisando che qualsiasi informazione riguardante la società, la squadra o le attività future dovrà essere considerata attendibile esclusivamente se pubblicata attraverso i canali ufficiali del Siracusa. Un messaggio che conferma come attorno al club stiano circolando numerose voci e che, almeno per il momento, invita tifosi e addetti ai lavori ad attendere comunicazioni ufficiali prima di trarre conclusioni sul futuro della società azzurra.

La settimana appena iniziata potrebbe risultare decisiva per il futuro del calcio ternano. Dopo la mancata iscrizione della Ternana e la conseguente uscita dal panorama professionistico, si lavora infatti per dare vita a una nuova realtà sportiva che consenta alla città di ripartire dalla Serie D. Al centro del progetto c'è l'ipotesi di fusione tra l'Orvietana e la Tip Power Ternana Calcio a Cinque, operazione che dovrebbe costituire la base giuridica e sportiva della nuova società rossoverde. In queste ore il sindaco Stefano Bandecchi è impegnato in una serie di incontri e confronti finalizzati a definire gli ultimi dettagli dell'operazione. Tra i temi principali figura anche il possibile coinvolgimento di Franco Fedeli, indicato come uno dei candidati a ricoprire un ruolo di primo piano nella futura governance del club. L'obiettivo è predisporre rapidamente tutta la documentazione necessaria da trasmettere alla Figc, rispettando una tempistica particolarmente stretta che rende ogni giorno determinante. Parallelamente prosegue anche la partita legata al marchio storico della Ternana. Lo stesso Bandecchi sarebbe interessato a presentare un'offerta per acquisirlo, ma sullo sfondo resta anche l'iniziativa dell'associazione "Ternana Siamo Noi", che punta a riportare simbolo, storia e trofei sotto il controllo della città. L'intenzione dichiarata è quella di mettere il marchio a disposizione di una società che garantisca continuità sportiva, sostenibilità economica e rispetto dell'identità rossoverde. Sul fronte extrasportivo resta invece aperta la questione legata alla clinica e al progetto del nuovo stadio. La Regione ha richiesto ulteriori approfondimenti sulla posizione della società Stadium, incaricata della realizzazione dell'impianto, soprattutto alla luce delle vicende che hanno coinvolto la vecchia Ternana. Bandecchi continua però a sostenere che la concessione sia pienamente valida e che Stadium mantenga una propria autonomia rispetto alle società finite in difficoltà. In attesa delle risposte degli enti competenti, l'attenzione dell'ambiente resta concentrata soprattutto sulla nascita della nuova Ternana. Le prossime giornate saranno fondamentali per capire se il progetto riuscirà a rispettare le scadenze federali e a garantire alla città una ripartenza immediata dalla Serie D dopo il traumatico epilogo vissuto nelle ultime settimane.

Il Trapani si trova a dover affrontare una delle questioni più delicate dell'estate, quella legata alla sede delle proprie gare interne. Il contenzioso aperto con il Libero Consorzio Comunale sulla gestione dello stadio Provinciale continua infatti a impedire qualsiasi certezza sul futuro dell'impianto. Da una parte l'ente proprietario ritiene concluso il rapporto di concessione, dall'altra la società guidata da Valerio Antonini sostiene che gli accordi sottoscritti siano ancora validi. Una divergenza che, con il passare delle settimane, si è trasformata in una vera e propria disputa amministrativa e legale. In attesa che la vicenda trovi una soluzione definitiva, il club granata è costretto a guardarsi attorno per individuare uno stadio alternativo da indicare in vista dell'iscrizione al prossimo campionato di Serie D. Tra le opzioni attualmente sul tavolo, la più accreditata porta a Capaci, dove sarebbe allo studio una collaborazione con l'Athletic Palermo per l'utilizzo dell'impianto. Resta però aperta anche la possibilità di trasferirsi temporaneamente a Marsala, con il "Nino Lombardo Angotta" che rappresenterebbe una soluzione logisticamente percorribile ma non priva di difficoltà, considerando anche la contemporanea presenza della squadra cittadina impegnata nel campionato di Eccellenza. L'eventuale addio, seppur temporaneo, al Provinciale rappresenterebbe un cambiamento importante per il Trapani, che sarebbe costretto a disputare le gare casalinghe lontano dalla propria città e dal proprio pubblico. Una situazione che inevitabilmente potrebbe avere ripercussioni sia sotto l'aspetto organizzativo sia sul piano dell'affluenza e del coinvolgimento della tifoseria. I tempi, però, non consentono ulteriori rinvii. Con le scadenze federali ormai vicine, il club dovrà individuare rapidamente una soluzione e comunicare l'impianto destinato a ospitare le partite interne della stagione 2026-27, mentre sullo sfondo continua la battaglia con il Libero Consorzio per il futuro del Provinciale.

Dopo settimane caratterizzate da interrogativi e preoccupazioni, il futuro della Valenzana sembra finalmente orientato verso una direzione più rassicurante. La società piemontese, reduce dalla salvezza conquistata sul campo e dalle successive partenze del direttore generale Fabrizio Scalzi e del direttore sportivo Luca Sacco, entrambi trasferitisi al Casale, pare infatti intenzionata a proseguire regolarmente il proprio percorso in Serie D. Al momento mancano ancora comunicazioni ufficiali, ma le indicazioni che filtrano dall'ambiente granata lasciano pensare a una volontà concreta di completare l'iscrizione al campionato 2026-27, allontanando così le incertezze emerse nelle settimane successive alla fine della stagione. Restano comunque da sciogliere alcuni nodi importanti, soprattutto per quanto riguarda l'organizzazione societaria e la definizione delle figure che dovranno occuparsi della gestione tecnica e sportiva del club. Proprio sotto questo aspetto potrebbero arrivare sviluppi significativi nei prossimi giorni, con il weekend che si preannuncia potenzialmente decisivo per delineare il nuovo assetto della società. La sensazione, tuttavia, è che la fase più delicata sia stata superata e che la Valenzana sia ormai avviata verso la conferma della propria presenza ai nastri di partenza della prossima Serie D.

La Vibonese continua a vivere giorni decisivi per il proprio futuro, divisa tra la necessità di completare l'iscrizione al prossimo campionato di Serie D e quella di definire una volta per tutte il quadro societario. A poco più di un mese dalla scadenza federale, il principale nodo resta infatti quello legato alle quote del club, ancora nelle mani dell'attuale proprietario Ferdinando Cammarata. La trattativa con Pippo Caffo prosegue ma, almeno per il momento, non avrebbe prodotto sviluppi definitivi, con le parti che restano distanti sulle condizioni per il trasferimento della società. Nel frattempo si è inserita una nuova cordata che starebbe tentando di acquisire il controllo del club rossoblù. A guidarla sarebbe Cosimo Vullo, ex direttore tecnico della Sancataldese, che nelle ultime settimane avrebbe avviato contatti diretti con Cammarata per rilevare la quota di maggioranza. Secondo le indiscrezioni circolate negli ambienti vicini alla trattativa, Vullo sarebbe affiancato da alcuni intermediari italiani e argentini, tra i quali figurerebbe anche Leo Secondi, dirigente molto conosciuto nel calcio dilettantistico calabrese e recentemente approdato al Bocale come direttore sportivo. Al momento, sempre secondo quanto filtra, quella riconducibile a Vullo sarebbe l'unica proposta concreta arrivata sul tavolo di Cammarata, anche se non sarebbero ancora state assunte decisioni definitive. Sullo sfondo rimane inoltre la figura dell'imprenditore pontino Giuseppe Pistilli, che continua a monitorare la situazione ma con un ruolo più defilato rispetto alle scorse settimane. Le incertezze societarie si riflettono inevitabilmente anche sugli aspetti tecnici. Qualora dovesse concretizzarsi un nuovo assetto proprietario, tra i nomi destinati ad assumere un ruolo importante ci sarebbe quello di Fabrizio Maglia, ex direttore sportivo della Vigor Lamezia. Un eventuale arrivo del dirigente potrebbe poi influenzare anche la scelta dell'allenatore, con Benedetto Mangiapane che viene indicato come uno dei candidati più accreditati per la panchina grazie ai precedenti rapporti professionali con Maglia. Resta però sul tavolo anche la posizione di Danilo Fanello, protagonista della salvezza ottenuta nella stagione appena conclusa e sostenuto apertamente sia da Pippo Caffo sia dal commissario straordinario Rino Putrino. Se dovesse proseguire l'attuale gestione, la conferma del tecnico sembrerebbe infatti l'ipotesi più probabile. Prima di parlare di allenatori, direttori sportivi e mercato, però, la Vibonese deve risolvere la questione principale: capire chi guiderà realmente il club nei prossimi mesi. Solo una volta definita la proprietà sarà possibile costruire un progetto credibile e programmare il futuro con maggiore serenità. Nel frattempo continuano anche i contatti con alcuni imprenditori del territorio, chiamati a garantire quella solidità economica e quel radicamento locale che molti tifosi considerano indispensabili per il rilancio della società rossoblù.

Poi, oltre alla Ternana Men, di cui abbiamo parlato sopra, ci saranno altri cambi di denominazione: la Rovato Vertovese tornerà a chiamarsi solo Rovato, e poi ritornerà la Turris (che prima era Nola, che prima ancora era Puteolana, che prima ancora era Real Casalnuovo, che prima ancora era Afragolese, in cinque anni, cinque cambiamenti di denominazione e sede... vi sembra una cosa normale nda). Poi ci sono delle possibilità che il Sora diventi Nuovo Latina, che il Valmontone che possa cedere il titolo alla Viterbese. La Real Normanna invece non si sposterà a Portici e rimarrà ad Aversa, riprendendo la vecchia denominazione Real Aversa.

Ricordiamo come funzionano i ripescaggi in Serie D:
Le società aventi diritto, ovvero quelle che hanno conquistato sul campo il titolo sportivo necessario per partecipare alla categoria e che sono in possesso di tutti i requisiti previsti dalle norme federali, dovranno completare l’iscrizione esclusivamente in modalità telematica dal 3 luglio al 10 luglio 2026, con scadenza fissata alle ore 14.00. Si tratta di un termine perentorio: una volta superato, il sistema non consentirà più alcuna operazione relativa alla domanda di iscrizione.
Per completare la procedura sarà necessario versare la tassa associativa di 300 euro, il premio assicurativo relativo ai tesserati risultanti al 30 giugno 2026, i 16.000 euro di diritti d’iscrizione al campionato di Serie D, i 2.000 euro per il Campionato Nazionale Juniores Under 19 (escluse le società di Sicilia e Sardegna), oltre a un acconto spese di 3.200 euro a garanzia di eventuali passività sportive. A ciò si aggiunge la presentazione di una fideiussione bancaria a prima richiesta dell’importo di 31.000 euro, con scadenza fissata al 12 luglio 2027. Una volta chiusi i termini per l’iscrizione, la Co.Vi.So.D. procederà alla verifica della documentazione presentata dalle società. Entro il 17 luglio 2026 l’organismo di controllo comunicherà l’esito delle verifiche. In caso di documentazione completa e conforme, la domanda sarà considerata accolta. Le società che dovessero ricevere un esito negativo avranno la possibilità di presentare ricorso entro le ore 14.00 del 23 luglio 2026. La stessa Co.Vi.So.D. esprimerà poi il proprio parere sui ricorsi entro il 28 luglio.
Diversa la procedura prevista per le società non aventi diritto che intendano chiedere l’ammissione al campionato per completamento dell’organico. In questo caso la domanda dovrà essere presentata tra il 3 e l’8 luglio 2026, entro le ore 14.00, anche tramite PEC o deposito diretto presso la sede del Dipartimento Interregionale.
Oltre a tutti gli adempimenti economici richiesti alle società aventi diritto, le aspiranti all’ammissione dovranno versare un contributo straordinario di 50.000 euro. Complessivamente sarà inoltre necessario presentare la somma di 24.000 euro mediante assegno circolare non trasferibile o bonifico irrevocabile intestato alla FIGC-Lega Nazionale Dilettanti, oltre alla fideiussione bancaria da 31.000 euro. L’ultima parola spetterà comunque al Consiglio Direttivo della Lega Nazionale Dilettanti, che sarà chiamato a deliberare sia sull’ammissione delle società aventi diritto sia sull’eventuale inserimento delle società presenti nella graduatoria predisposta per il completamento dell’organico della Serie D 2026/2027.

Ecco la graduatoria provvisoria dei ripescaggi aggiornata ad oggi (si ringrazia Wallace di Calciodieccellenza per il prezioso lavoro di raccolta ed elaborazione dei dati). Preferisco non riportare i punteggi, perchè ufficiosi. Quella che segue è quindi una fotografia momentanea della graduatoria.
Ricordo inoltre che, per la stagione 2026/2027, il meccanismo di alternanza paritaria dei ripescaggi attribuisce la precedenza assoluta alle società aventi diritto provenienti dai Comitati Regionali rispetto alle squadre classificatesi al 15° e al 16° posto nei gironi di Serie D. Un elemento che potrebbe rivelarsi determinante nella definizione dell'organico dei campionati della prossima stagione:

 

 

 

 
Per chi vuole provare a calcolare i punteggi, cliccate QUI per le retrocesse dalla Serie D, e QUI per le società di Eccellenza.

Al momento l'organico prevede 160 società aventi diritto, rispetto alle 162 previste. Ci sono due posti vacanti lasciati dal Rimini, escluso nello scorso campionato di Serie C, e, come detto in precedenza, dalla Ternana.

Per quanto riguarda le società emiliano-romagnole, l'Imolese è attualmente seconda nella graduatoria generale e prima tra le squadre provenienti dalla Serie D, forte di un punteggio molto elevato che la colloca in una posizione di assoluto vantaggio in vista della composizione degli organici della prossima stagione. Se la domanda di ripescaggio dovesse essere accolta (e la società rossoblù ha già dichiarato che la farà), il club rossoblù avrebbe la certezza di presentarsi nuovamente ai nastri di partenza della Serie D 2026/27.
Come già detto nel primo episodio del Gioco dei Gironi 2026, anche Fiorenzuola, Tropical Coriano, San Marino (ma qui ci mettiamo un bel punto interrogativo) ed Ars et Labor, citate in ordine di graduatoria, faranno domanda di ripescaggio. L'unica, al momento, che ha concrete possibilità di essere ripescata è la formazione piacentina visto che Fossano, SoncineseLevico Terme ed Academy Calvairate non faranno domanda, in dubbio il Lascaris, "capolista" della graduatoria, a causa di una problematica legata allo stadio, ed il Grassina. mentre la faranno quasi sicuramente Fermana, Viareggio, PordenoneIlvamaddalena, Kamarat e Taranto. L'Ars et Labor sicuramente scalerà la classifica, ma ribadiamo che, al momento, è difficile capire quante ne salteranno in Serie D, c'è ancora tempo per risolvere delle situazioni difficile (critiche, come avete letto, ce ne sono pochine al momento).

Ci spostiamo nei campionati regionali. Partiamo dall'Eccellenza. Format confermato, due gironi da 18 squadre.

Come sapete già, al momento l'unica certezza riguarda il Castellarano. La formazione reggiana, vincitrice dei playoff regionali di Promozione, beneficerà infatti di uno degli slot già disponibili e prenderà parte al prossimo campionato di Eccellenza. In realtà i posti vacanti sarebbero due, ma uno è destinato a essere occupato dal nuovo Rimini. In questo caso si attende soltanto l'avvio dell'iter formale, con la pubblicazione del bando e la successiva assegnazione. Per tutte le altre società interessate bisognerà invece attendere eventuali ulteriori rinunce o sviluppi societari che possano modificare l'attuale quadro degli organici.

Nei giorni scorsi si sono registrati incontri e contatti per verificare la possibilità di dare continuità all'Agazzanese nel campionato di Eccellenza. Attorno al tavolo sarebbero gravitati il Piacenza, San Nicolò, Libertas, oltre ad un allenatore affiancato da un imprenditore interessato al progetto. L'obiettivo era capire se esistessero le condizioni per costruire una cordata in grado di rilevare la situazione e mantenere la categoria. Nelle ultime ore, però, il Piacenza avrebbe rallentato la propria posizione e, secondo quanto filtra, potrebbe anche decidere di non prendere parte all'operazione. Un passaggio che rischia di pesare in maniera significativa sugli sviluppi della vicenda, anche se al momento non si può ancora considerare definitivamente tramontata. La sensazione è che molto dipenderà dalle prossime ore e dall'eventuale disponibilità degli altri soggetti coinvolti a proseguire il percorso anche senza il contributo del club biancorosso.
Se la trattativa non dovesse andare in porto, l'Agazzanese lascerà il titolo nelle mani del Comitato Regionale, agevolando il ripescaggio della Vis Novafeltria.

Ecco la graduatoria di ripescaggio che riguarda il salto eventuale in Eccellenza:

 

 

 

In attesa di eventuali novità da Imolese e Fiorenzuola, che al momento rappresentano le due società emiliano-romagnole con le maggiori possibilità di ottenere il ripescaggio, le altre realtà direttamente interessate sono Futura Fornovo Medesano e Casumaro, le due squadre fermatesi nelle semifinali dei playoff regionali. Decisamente più ridotte, invece, le speranze di Cervia United e Centese, che occupano una posizione più arretrata ed avrebbero bisogno di una serie di incastri particolarmente favorevoli per poter alimentare concrete ambizioni di ripescaggio.
Hanno rinunciato a fare domanda Misano, Sanmichelese, Gotico Garibaldina, Msp Calcio e Valsetta Lagaro.

Spostiamoci ora alla Promozione

Confermiamo che Atletico Castenaso e Corticella non prenderanno parte ai rispettivi campionati nella stagione 2026/2027, visto che nei giorni scorsi giravano voci strane. Soprattutto giravano voci insistenti sulla prima, ma il patron Piero Lucca gestirà una nuova matricola in Terza Categoria, l'Atletico Budrio, che disputerà le sue partite a Prunaro. Siamo ancora in attesa di avere chiarimenti definitivi sullo spostamento del titolo del Rolo a Suzzara.

Andiamo a pubblicare ora la graduatoria ufficiale di ripescaggio dalla 1a Categoria alla Promozione:
 

 

 

 

 

 

Ufficialmente, al momento, non esistono posti vacanti. Qualche spazio, con ogni probabilità, si aprirà nelle prossime settimane e sarà sufficiente osservare la composizione dei gironi che ho ipotizzato per comprendere dove potrebbero verificarsi le principali criticità. In quest'ottica, le prime cinque società della graduatoria sono quelle che, seppur con percentuali via via decrescenti, possono ancora coltivare concrete speranze di ripescaggio. Oltre quella soglia, invece, le possibilità si riducono sensibilmente e sarebbero necessari numerosi incastri favorevoli per alimentare aspettative realistiche. Guastalla Saturno, Sporting Vado (anzi Sporting Pianorese, come spiegato sopra, nda) e Rubierese hanno notevoli possibilità di essere ripescate, un po' meno Reno Molinella e San Vittore. L'unica delle perdenti ad aver fatto domanda è il Torconca.

In 1a Categoria, quando ormai sembrava destinato a rinunciare all'attività, il Ravarino sarà regolarmente ai nastri di partenza del campionato 2026-27. Dopo settimane di incertezza e di indiscrezioni sul futuro della società, è stata presa la decisione di proseguire il percorso sportivo e di formalizzare l'iscrizione. Tutto questo grazie all'integrazione di tanti ragazzi del San Damaso U21 che, assieme a mister Razzoli, si sposteranno a giocare nella società della bassa modenese.

Andiamo a vedere la graduatoria di ripescaggio in 1a Categoria:

 

 

 

 
Ad oggi, ufficialmente, sono da sancire i ripescaggi di Atletic Progetto Montagna, Team Crociati Parma e Bobbio Perino. Quasi certi, ma bisognerà aspettare un po' di più. anche quelli di Dogatese, Capanni e Virtus Mandrio. Vista la moria di squadre in 1a Categoria, oltre ai possibili ripescaggi che coinvolgeranno le categorie superiori, rimarranno attenzionate Porto Fuori, Real Rimini, Riolese, Libertas Ghepard ed Athletic Club, che sono quelle che nutrono, a scalare, una percentuale di ripescaggio credibile. Le ultime tre, penalizzate anche dal piazzamento nella stagione regolare, difficilmente avranno chance di disputare un campionato di categoria superiore nella prossima stagione.


Per quanto riguarda Seconda e Terza Categoria, mi limiterò per il momento a riproporre la graduatoria ufficiale di ripescaggio. Solo una volta definito il quadro delle domande sarà infatti possibile avere un'idea più precisa sui gironi.

 

 

Come avrete notato, tra le società che hanno rinunciato al ripescaggio figura anche lo Sporting Lugo. Una decisione che, in realtà, non rappresenta una sorpresa, visto che da tempo era nota l'intenzione di dar vita a un nuovo progetto insieme al Lugo 1982. Le due società sono infatti destinate a unirsi nel percorso che porterà alla rinascita del Baracca Lugo, formazione che ripartirà dal campionato di 2a Categoria

E' il momento dei gironi, un pelo rivisitati visti gli ultimi aggiornamenti. Ricordo che sono soltanto ipotesi e non verità, e visto che l'estate sarà molto calda, preparatevi ancora a tanti cambiamenti. Ci siamo limitati ai campionati regionali, per Serie D e 2a Categoria è un po' prestino.
Sulla Serie D però un'indiscrezione ve la butto. Molto probabilmente il girone D sarà emiliano-lombardo, con la Pistoiese che potrebbe inserirsi come toscana.

Cliccando QUI potrete leggere i gironi ipotizzati dal sottoscritto.

Al prossimo update!

Mirco Mariotti