Il Gioco dei Gironi 2026 - Update 4.0
Di Ufficio Stampa
12/07/2026
NB: Se lo state guardando su RomagnaSport e non vedete le foto, cliccate direttamente qui al link di Emiliaromagnasport
Ecco l'Update 4.0 de "Il Gioco dei Gironi"
Un appuntamento che negli anni è diventato una tradizione per chi segue il calcio dilettantistico e che, come sempre, proverà ad anticipare scenari, composizioni dei campionati e possibili sviluppi della stagione 2026/2027.
Il cuore del progetto resta l'Emilia-Romagna. È qui che si concentrano la maggior parte delle analisi, delle simulazioni e degli approfondimenti. Dalla Serie D alla Terza Categoria, passando per Eccellenza, Promozione, Prima e Seconda Categoria, cercheremo di interpretare tutte le mosse che porteranno alla nascita dei nuovi campionati.
Ma il "Gioco dei Gironi" non si limita a mettere una squadra in un raggruppamento piuttosto che in un altro. È soprattutto un'occasione per spiegare le dinamiche che regolano il calcio italiano. Ripescaggi, riammissioni, fusioni, rinunce, cambi di denominazione, graduatorie, criteri geografici, organici incompleti, sovrannumeri e regolamenti federali: ogni estate propone situazioni diverse che meritano di essere approfondite e comprese.
Per questo motivo lo sguardo non si fermerà ai soli dilettanti regionali. Analizzeremo anche ciò che accade nei campionati professionistici, perché spesso le decisioni che maturano in Serie C, Serie D o nelle categorie superiori finiscono per produrre effetti a catena su tutto il movimento calcistico.
L'obiettivo non è prevedere il futuro con certezza assoluta, ma provare a leggerlo attraverso dati, regolamenti ed esperienza, coinvolgendo dirigenti, allenatori, tifosi e appassionati in un confronto continuo.
Prima di tutto, come sempre, vi ricordo che:
- E' innanzitutto un gioco. I gironi li ufficializzerà la FIGC CRER al momento opportuno. Per cui evitate messaggi o telefonate al sottoscritto, e, soprattutto, in Federazione, esclamando "PERCHE' MI AVETE MESSO IN UN GIRONE PIUTTOSTO CHE UN ALTRO?", perchè tanto quelli ufficiali, usciranno, con ogni probabilità, tra fine luglio ed i primi di agosto, e dovranno essere approvati dopo un Consiglio Regionale apposito.
- I gironi che seguono sono puramente indicativi e rappresentano una proiezione elaborata dall'autore sulla base della situazione attuale. Si tratta quindi di una bozza suscettibile di modifiche anche significative nelle prossime settimane, considerato che restano ancora aperte diverse variabili: possibili ripescaggi nelle categorie superiori, eventuali rinunce o autodeclassamenti da parte di alcune società e la possibile riammissione o ripartenza di club provenienti dal professionismo. Tutti elementi che potrebbero incidere in maniera sostanziale sulla composizione definitiva dei gironi.
Le carte sono sul tavolo. Adesso il gioco può ricominciare! Siamo all'Update 4.0 ed iniziano a sbloccarsi alcune situazioni
Per quanto riguarda i professionisti, in Serie C è stata confermata la sola rinuncia della Ternana. Tutte le altre società hanno invece ottenuto il via libera dalla Commissione Indipendente per la verifica dell'equilibrio economico e finanziario delle società sportive professionistiche. Si attende ora soltanto l'ufficialità della riammissione del Foggia, retrocesso al termine della stagione appena conclusa.
Passiamo alla Serie D
Si sono definite due importanti situazioni che consentono di delineare con maggiore chiarezza il quadro dei ripescaggi per la Serie D 2026/2027.
Da una parte si è concluso il termine per la presentazione delle domande di ammissione da parte delle società interessate al ripescaggio; dall'altra si è chiusa anche la finestra per le iscrizioni al campionato delle società aventi diritto. Due passaggi fondamentali che permettono già di ipotizzare quale potrà essere il nuovo organico della categoria.
Per quanto riguarda i ripescaggi, sono tredici le società che hanno presentato domanda. Otto arrivano dal secondo posto nei rispettivi campionati di Eccellenza: Ars et Labor Ferrara, Fiorenzuola, Grassina, Ilvamaddalena, Kamarat, Lascaris, Taranto e Viareggio. Le altre cinque sono retrocesse dalla Serie D: Castellanzese, Derthona, Imolese, Messina e Tropical Coriano.
Tutta la documentazione sarà ora esaminata dalla Co.Vi.So.D., che verificherà la regolarità delle domande presentate. Le società che riceveranno parere favorevole saranno inserite nella graduatoria definitiva dei ripescaggi, mentre quelle che dovessero ricevere un esito negativo potranno presentare ricorso nei termini previsti dai comunicati ufficiali.
Sulla base dei criteri federali, la graduatoria ipotetica (le graduatorie ufficiali per privacy non vengono più pubblicate, se non il punteggio singolo alla società coinvolta) è la seguente:
1) Lascaris
2) Derthona
3) Fiorenzuola
4) Castellanzese
5) Ilvamaddalena
6) Imolese
7) Grassina
8) Tropical Coriano
9) Viareggio
10) Messina
11) Ars et Labor Ferrara
12) Kamarat
13) Taranto
Per l'Imolese il punteggio ipotetico (e sottolineo ipotetico) è stato rivisto nei giorni scorsi (si ringrazia sempre Wallace di Calciodieccellenza) e sarà necessario attendere la conferma ufficiale per conoscere l'esatta collocazione in graduatoria. Lo stesso discorso riguarda ovviamente anche Derthona e Castellanzese, visto che le tre società sono divise ipoteticamente da due punti. Balla anche il piazzamento tra Ilvamaddalena e Grassina, separate ufficiosamente da un punto.
Definita anche la situazione relativa alle iscrizioni al prossimo campionato di Serie D. Dei 161 club aventi diritto, 159 hanno presentato regolarmente la domanda. A non perfezionare l'iscrizione sono stati solamente il Valmontone, che ha formalizzato la rinuncia al campionato, e il Sora, che non ha invece presentato la documentazione. A questi due posti destinati a liberarsi se ne aggiungeranno altri due: quello del Rimini, promosso in Serie C, e quello che si renderà disponibile con la riammissione del Foggia tra i professionisti dopo la rinuncia della Ternana. Alcune società, inoltre, avrebbero presentato documentazione incompleta e sarà proprio la commissione a valutarne la posizione. Salvo sorprese nelle verifiche della Co.Vi.So.D. e nell'eventuale fase dei ricorsi, gli spazi disponibili per i ripescaggi dovrebbero quindi essere quattro. In questo scenario il Fiorenzuola, terzo nella graduatoria provvisoria, vede ormai molto vicino il ritorno in Serie D.
E' però opportuno raccontare più approfonditamente alcune cose.
L'Imolese riparte con una nuova società, ma senza interrompere la propria storia sportiva. La FIGC ha infatti ufficializzato il passaggio dalla Imolese Calcio 1919 SSD ARL, coinvolta nella procedura di liquidazione giudiziale, alla nuova Imolese Football Club SSD ARL, sancendo un'operazione che permette al calcio imolese di proseguire il proprio percorso senza perdere il patrimonio sportivo costruito nel corso degli anni.
La vicenda nasce dalla liquidazione giudiziale della storica società rossoblù. Per garantire la continuità dell'attività calcistica è stata costituita la Imolese Football Club SSD ARL, che ha acquisito il complesso aziendale della precedente gestione, compreso l'intero parco tesserati. Successivamente la nuova società ha presentato domanda di affiliazione alla FIGC, chiedendo contestualmente il trasferimento del titolo sportivo e dei tesserati appartenenti alla vecchia Imolese. La Federazione ha accolto l'istanza facendo ricorso all'articolo 52, comma 3, delle Norme Organizzative Interne Federali, una disposizione che consente di salvaguardare il patrimonio calcistico di una città quando la società titolare del titolo sportivo è interessata da una procedura concorsuale. Nel caso specifico è stato inoltre riconosciuto il carattere eccezionale dell'operazione, previsto dall'articolo 110, comma 1, delle NOIF.
Il provvedimento federale produce tre effetti fondamentali:
1) La revoca dell'affiliazione della Imolese Calcio 1919 SSD ARL in liquidazione giudiziale
2) L'affiliazione della nuova Imolese Football Club SSD ARL
3) Il trasferimento alla nuova società del titolo sportivo e dell'intero parco tesserati della precedente gestione
L'aspetto più significativo riguarda però la continuità sportiva. La nuova Imolese Football Club SSD ARL, pur essendo un soggetto giuridico diverso dalla società precedente, eredita il titolo sportivo, i tesserati e anche l'anzianità di affiliazione maturata dalla Imolese Calcio 1919. In questo modo vengono preservati i diritti sportivi acquisiti nel corso degli anni e si evita una ripartenza dalle categorie inferiori. Dal punto di vista giuridico, dunque, la vecchia Imolese cessa di esistere come società affiliata alla FIGC. Dal punto di vista sportivo, invece, il percorso del club prosegue senza soluzione di continuità grazie al trasferimento del titolo e di tutti i diritti federali alla nuova società.
Per il calcio imolese si tratta di un passaggio fondamentale. L'operazione consente infatti di mettere al sicuro il futuro del club, garantendo la prosecuzione dell'attività sportiva e mantenendo viva una tradizione calcistica che rappresenta da oltre un secolo un punto di riferimento per la città.
La rinuncia del Valmontone rappresenta una delle vicende più particolari dell'estate calcistica. Più che per la mancata iscrizione in sé, la decisione sorprende perché arriva al termine di settimane in cui il futuro del club era finito al centro di numerose indiscrezioni legate al possibile trasferimento del titolo sportivo.
Già al termine della stagione, infatti, il nome del Valmontone aveva iniziato a circolare con insistenza negli ambienti del calcio laziale. Prima il Roma City, poi la Viterbese avevano manifestato interesse per un'operazione che avrebbe consentito di acquisire il titolo sportivo della società laziale e disputare così il campionato di Serie D. Il patron della Viterbese, Piero Camilli, aveva confermato pubblicamente di essere al lavoro su questa possibilità, pur sottolineando la presenza di diversi ostacoli regolamentari. Con il passare delle settimane, però, nessuna delle trattative è arrivata a conclusione. Alla scadenza dei termini fissati dalla Lega Nazionale Dilettanti, il Valmontone ha quindi depositato una formale rinuncia al campionato, scegliendo di non iscriversi.
La mancata iscrizione del Sora segna una delle pagine più amare della storia recente del club bianconero. Dopo settimane di trattative e tentativi per salvare la categoria, la società del presidente Angelo Tinto non ha presentato entro i termini previsti la documentazione necessaria per l'iscrizione, restando così fuori dall'organico della quarta serie nazionale. Negli ultimi giorni anche il sindaco Luca Di Stefano aveva cercato di scongiurare questo epilogo, promuovendo un confronto con la proprietà, confermando la disponibilità dello stadio Claudio Tomei e invitando il presidente Tinto a completare gli adempimenti richiesti dalla Lega Nazionale Dilettanti. Parallelamente si erano susseguite indiscrezioni su possibili cambi di proprietà e sull'ingresso di nuovi investitori, ma nessuna delle trattative è arrivata a buon fine. Con la scadenza dei termini è così arrivata l'esclusione dal prossimo campionato di Serie D. Per una società fondata nel 1907 si tratta di un duro colpo, che interrompe il percorso del club a livello nazionale e apre inevitabilmente interrogativi sul futuro del calcio sorano e sulle prospettive di ripartenza.
Tra le novità figurano anche cinque cambi di nome che, pur lasciando invariato il titolo sportivo, raccontano storie e progetti molto diversi tra loro.
Tre delle operazioni riguardano la Campania. L'Ischia torna a chiamarsi Ischia Isolaverde, recuperando una denominazione storica che ha accompagnato alcuni dei momenti più importanti del calcio isolano. Il Real Normanna, invece, riprende il nome Real Aversa, riportando in primo piano il marchio che ha identificato per anni il calcio cittadino. Più articolata la vicenda del Nola, che diventa Turris (quinto cambio di denominazione in cinque anni della stessa matricola, ci diamo un freno a queste robe? nda) dopo il trasferimento del progetto sportivo a Torre del Greco voluto dal presidente Giuseppe Langella, con l'obiettivo di ridare continuità al calcio corallino. Il caso più significativo è quello dell'Orvietana, che assumerà il nome Nuova Ternana 1925. L'operazione rientra nel progetto promosso dal sindaco di Terni, Stefano Bandecchi, per riportare il nome Ternana nel calcio a 11 dopo la scomparsa della precedente società, utilizzando il titolo sportivo dell'Orvietana come base della ripartenza. Completa il quadro il Rovato Vertovese, che assumerà il nome Rovato. La scelta segna il ritorno al marchio storico del club, con l'intento di coniugare l'identità territoriale con il percorso di crescita sportiva sviluppato negli ultimi anni.
Ricordiamo che entro il 17 luglio 2026 l'organismo di controllo comunicherà l'esito delle verifiche. In caso di documentazione completa e conforme, la domanda sarà considerata accolta. Le società che dovessero ricevere un esito negativo avranno la possibilità di presentare ricorso entro le ore 14.00 del 23 luglio 2026. La stessa Co.Vi.So.D. esprimerà poi il proprio parere sui ricorsi entro il 28 luglio.
Domani la LND potrebbe già pubblicare il nome delle prime tre ripescate. Praticamente certe Lascaris e Fiorenzuola, si attende di capire se sarà il Derthona la "capolista" della graduatoria delle retrocesse dalla Quarta Serie.
Per le nostre società emiliano-romagnole, detto del Fiorenzuola, ed augurandoci che l'Imolese possa disputare nuovamente la Serie D, molto difficile che vengano ripescate Tropical Coriano ed Ars et Labor. Il San Marino, come ampiamente previsto, non ha fatto domanda.
Passiamo ai nostri campionati regionali.
Partiamo dall'Eccellenza. E partiamo dal Rimini.
Dopo il via libera della FIGC alla procedura di ricostituzione della società calcistica cittadina, il Comune di Rimini ha avviato ufficialmente l'iter per individuare il soggetto che raccoglierà l'eredità del Rimini Calcio. L'amministrazione comunale ha infatti pubblicato l'avviso di manifestazione d'interesse rivolto a società e associazioni sportive intenzionate a rappresentare la città nel prossimo campionato di Eccellenza.
Alla procedura potranno partecipare sia società sportive dilettantistiche già costituite, sia gruppi di imprenditori o soggetti intenzionati a costituire una nuova società da affiliare alla FIGC. Chi presenterà la propria candidatura dovrà impegnarsi a versare, entro le ore 14 del 27 luglio, il contributo di 150 mila euro richiesto dalla Federazione per l'ammissione al campionato.
Non sarà però sufficiente garantire la copertura economica. Ogni candidato dovrà infatti presentare un progetto di sviluppo triennale corredato da un business plan, illustrando gli obiettivi sportivi della prima squadra, del settore giovanile e di quello femminile, oltre ai programmi di valorizzazione del marchio e del legame con il territorio. Tra i documenti richiesti figurano inoltre l'organigramma societario, le dichiarazioni relative ai requisiti dei soci e la documentazione attestante la disponibilità del contributo economico previsto dalla FIGC.
Le manifestazioni d'interesse dovranno essere presentate entro le ore 11 di sabato 18 luglio. Successivamente una commissione nominata dal Comune esaminerà le candidature e individuerà il progetto ritenuto più idoneo, che verrà trasmesso alla FIGC. Sarà poi la Federazione a esprimere il giudizio definitivo e ad autorizzare l'iscrizione della nuova società al campionato di Eccellenza. Si apre così una fase decisiva per il futuro del calcio riminese. Dopo la scomparsa del precedente club, l'obiettivo dell'amministrazione comunale è individuare una realtà solida, in grado di garantire continuità sportiva e progettuale, riportando il nome di Rimini sui campi di calcio con basi economiche e organizzative adeguate.
L'altra vacanza di organico è stata riempita ufficialmente venerdì, con l'ufficialità del ripescaggio del Castellarano. A ruota, nei prossimi giorni, sarà inserita in organico la Vis Novafeltria che subentrerà al posto del Fiorenzuola, oramai in D, manca solo l'ufficialità.
Parliamo, inevitabilmente, anche della Ars et Labor.
Il marchio storico della S.P.A.L. resta a Ferrara. Il Comune si è infatti aggiudicato all'asta giudiziaria il nome, lo stemma e tutti i principali segni distintivi del club biancazzurro, presentando un'offerta di 395 mila euro. Si conclude così un percorso avviato dall'Amministrazione comunale con l'obiettivo di preservare uno dei simboli più rappresentativi della città dopo la crisi che ha travolto la storica società.
L'asta si è svolta presso l'Istituto Vendite Giudiziarie nell'ambito della procedura di liquidazione giudiziale della S.P.A.L. Con l'aggiudicazione odierna, il Comune entra in possesso del marchio storico nelle sue diverse declinazioni, compreso il celebre "Ovetto", che si aggiunge ai beni già acquisiti nei mesi scorsi, tra cui i marchi "Stadio Paolo Mazza", "Accademia S.P.A.L." e "S.P.A.L. Foundation".
Il sindaco Alan Fabbri ha parlato di una giornata storica per Ferrara, sottolineando come fin dall'inizio della crisi societaria l'obiettivo dell'Amministrazione fosse quello di evitare che il nome e i simboli della S.P.A.L. potessero finire lontano dalla città. Un impegno nato anche dalle richieste della tifoseria, che aveva più volte sollecitato un intervento pubblico per salvaguardare un patrimonio sportivo e identitario considerato parte integrante della storia ferrarese.
La vicenda affonda le proprie radici nella mancata iscrizione della S.P.A.L. al campionato di Serie C sotto la gestione della proprietà guidata da Joe Tacopina. Il successivo fallimento, poi sfociato nella liquidazione giudiziale, ha portato alla nascita dell'Ars et Labor Ferrara, ripartita dal campionato di Eccellenza, mentre il marchio storico è rimasto tra i beni della procedura concorsuale. Con l'acquisizione da parte del Comune, il nome S.P.A.L. torna così nella disponibilità della città. Un passaggio ritenuto fondamentale per impedirne un utilizzo estraneo al territorio e per preservare un patrimonio sportivo che da oltre un secolo identifica Ferrara e i suoi tifosi.
Le novità per il calcio ferrarese non si fermano all'acquisizione del marchio storico da parte del Comune. Nelle stesse ore è arrivato anche il tanto atteso passaggio di proprietà dell'Ars et Labor, che apre ufficialmente una nuova fase nella storia del club.
La società ha infatti annunciato il trasferimento delle quote dagli imprenditori argentini Juan Martin Molinari e Andrés Adolfo Marengo all'imprenditore maltese Joseph Portelli, che attraverso JPFootball Holdings Ltd. assume il controllo del club con effetto immediato. Contestualmente è stata ufficializzata anche la nomina di Marcel Bonnici nel ruolo di amministratore delegato, mentre la nuova proprietà ha fatto sapere che ulteriori incarichi all'interno dell'organigramma saranno comunicati nei prossimi giorni (quasi certo il ritorno di Mirco Antenucci).
Nel primo messaggio rivolto alla tifoseria, la nuova dirigenza ha ribadito la volontà di riportare l'Ars et Labor Ferrara ai livelli che la sua storia merita, puntando su una gestione improntata a trasparenza, competenza, stabilità economica e crescita sostenibile. Tra gli obiettivi annunciati figura anche quello di incontrare a breve sia gli organi di informazione sia i tifosi, per illustrare il progetto sportivo e le linee guida che accompagneranno il nuovo corso della società.
L'ingresso della proprietà maltese rappresenta così un ulteriore tassello nel percorso di rilancio del calcio cittadino, iniziato con la nascita dell'Ars et Labor Ferrara e proseguito, nelle ultime ore, con il ritorno del marchio storico S.P.A.L. nella disponibilità del Comune.
Per quanto riguarda il ritorno alla storica denominazione, difficilmente l'operazione potrà essere completata già nel corso della stagione ormai alle porte, anche per ragioni legate a tempi tecnici. L'acquisizione del marchio rimane comunque un passaggio fondamentale per la società biancoazzurra.
Per quanto riguarda i ripescaggi dalla Promozione, restano ancora in bilico le posizioni di Futura Fornovo Medesano e Casumaro, entrambe in attesa degli sviluppi legati a Imolese e San Marino. Se per la società rossoblù le possibilità di un ritorno in Serie D appaiono concrete, ben diversa è la situazione del club del patron Montanari, sul quale continuano ad addensarsi pesanti incognite. Conoscendo però l'imprevedibilità che negli anni ha spesso caratterizzato il patron Montanari in altre società (Legnano e Siena, nda), non sarebbe sorprendente vedere il San Marino regolarmente iscritto al campionato alla scadenza del 20 luglio. Resta poi tutto da capire quale potrà essere il futuro della squadra, considerando le numerose vertenze ancora aperte e il concreto rischio di una pesante penalizzazione, che potrebbe superare i dieci punti.
Essendo in graduatoria ripescaggio, citiamo ovviamente Cervia United e Centese, ma dovrebbero succedere cose dell'altro mondo per essere ripescate al posto di Tropical Coriano ed Ars et Labor.
In attesa di ratifica il cambio di denominazione da Terre di Castelli a Vis Cittadella (che coinvolge anche la Modenese, che non iscriverà la prima squadra).
In Promozione ufficiale la rinuncia dell'Atletico Castenaso, che si aggiunge al Corticella, che non si iscriverà. Ufficiale il ripescaggio del Guastalla Saturno, si aspettano quelli di Rubierese e Real Sporting Pianorese (la denominazione che nasce dalla fusione tra Sporting Pianorese e Sporting Vado). Sperano ancora Reno Molinella e San Vittore, ma sono dipendenti sempre dalle situazioni di Imola e San Marino. In attesa di ratifica il passaggio del titolo del Rolo a Suzzara e l'ufficialità della fusione tra Sporting Airone e Petroniano Idea Calcio per comporre la nuova Airone Petroniano.
In 1a Categoria, ricordiamo che non saranno al via la Portuense Etrusca (ufficialmente, ripartirà della Terza con la denominazione Portomaggiore), La Dozza Casalecchio, Modenese e Sporting Airone (queste ultime due però continueranno a fare attività giovanile. Ufficiali i ripescaggi di Dogatese e Capanni, che si vanno ad aggiungere ad Atletic Progetto Montagna, Team Crociati Parma e Bobbio Perino. Dovrebbero salire anche Virtus Mandrio, Porto Fuori, Real Rimini, Riolese e Libertas Ghepard, mentre Athletic Club e Pavullo sperano, come già detto, nei posti vacanti che potrebbero liberare Imolese e San Marino per due motivi diversi.
Ricordiamo anche il nuovo Persiceto, che nasce dalla fusione tra Persiceto 85 e Persicetana ed il Real Moretti, nuova denominazione della Samurai.
Per quanto riguarda la Seconda Categoria, la notizia delle ultime ore è l'autodeclassamento del XII Morelli nel campionato di Terza. Ricordiamo che non ci saranno sicuramente la Persicetana, assorbita dal Persiceto, la rinascita del Baracca Lugo (cambio di denominazione del Lugo 1982, che assorbe anche lo Sporting Lugo, che non a caso non ha fatto domanda di ripescaggio). Ufficialmente ripescate Varanese, San Francesco Smile ed Alfio Pizzi, che si vanno ad aggiungere ad Arzenta, vincitrice della Coppa Regionale di Terza, Santantonio, Cortilese, Gropparello e Montefiorese. In attesa di ufficialità i ripescaggi di X Martiri U21, Marradese, Hic Sunt Leones, Gatta, Aurora, Savigno ed Atletico Marecchia. Le altre, soprattutto San Damaso U21 (che dovrebbe cambiare denominazione), Berra e Cà de Fabbri, rimangono in attesa di buone notizie. Segnaliamo anche la presenza in Seconda del Borghetto Santanna che ha acquisito il titolo della Carpine.
Riproponiamo la graduatoria della Terza Categoria, visto che possono ancora accadere tante cose:
Arriviamo ai gironi.
RICORDO CHE SONO GIRONI IPOTIZZATI DAL SOTTOSCRITTO, PER CUI EVITATE DI CHIAMARE IN FEDERAZIONE! SE VOLETE CHIARIMENTI CHIEDETE A ME! GRAZIE!
Ho fatto qualche modifica in Eccellenza, Promozione e 1a Categoria. Per ipotizzare la 2a Categoria aspettiamo ancora un po'.
Invece mi sono cimentato con la Serie D. Attualmente solo con un'eventuale girone unico che leggerete nel link sottostante. Segnalo che ci sono correnti di pensiero che vedono:
1) un inserimento forzato di una toscana blasonata
2) un Sasso Marconi infilato nel girone E con le toscane
3) Mezzolara (ed eventualmente Imolese) gettate nel girone F, che potrebbe essere diverso dal solito (umbre?)
Quello che ho fatto segue una logica territoriale.
Cliccando QUI potrete leggere i gironi ipotizzati dal sottoscritto.
Al prossimo update! Non credo passeranno tantissimi giorni...
Mirco Mariotti
