Web Analytics Made Easy -
    StatCounter
HOME
CALCIO
Filtra zona e sport

Calcio

Il Gioco dei Gironi 2026

Di Ufficio Stampa

Pagina 2 di 4

09/06/2026

 

 

Per chi vuole provare a calcolare i punteggi, cliccate QUI per le retrocesse dalla Serie D, e QUI per le società di Eccellenza.

Al momento l'organico prevede 160 società aventi diritto, rispetto alle 162 previste. Ci sono due posti vacanti lasciati dal Rimini, escluso nello scorso campionato di Serie C, e, come detto in precedenza, dalla Ternana.

Per quanto riguarda le società emiliano-romagnole, chi ha l'occhio lungo avrà già notato come il tema dei ripescaggi possa aprire scenari particolarmente interessanti. Su tutte spicca l'Imolese, attualmente seconda nella graduatoria generale e addirittura prima tra le squadre provenienti dalla Serie D, forte di un punteggio molto elevato che la colloca in una posizione di assoluto vantaggio in vista della composizione degli organici della prossima stagione. Se la domanda di ripescaggio dovesse essere accolta (e il condizionale, in questi casi, è d'obbligo), il club rossoblù avrebbe ottime possibilità di presentarsi nuovamente ai nastri di partenza della Serie D 2026/27, cancellando di fatto nell'arco di un'estate la retrocessione maturata sul campo al termine dell'ultimo campionato. Una prospettiva che, ad oggi, resta concreta e che permette all'ambiente imolese di guardare con attenzione alle prossime settimane, decisive per delineare gli organici della Quarta Serie. 

Per capire davvero cosa è successo, occorre fare un passo indietro e ripercorrere gli eventi che hanno portato l'Imolese alla svolta ufficializzata nei giorni scorsi.
Nel pomeriggio di giovedì si è conclusa l'asta pubblica per il trasferimento del compendio aziendale sportivo del club rossoblù e ad aggiudicarsela è stato Giovanni Tarantino, imprenditore palermitano di 28 anni, che ha presentato l'unica offerta valida da 100mila euro. Un passaggio fondamentale che consente alla società di evitare il fallimento e di garantire continuità alla propria attività sportiva dopo mesi estremamente delicati. L'asta era inizialmente prevista per il 26 maggio, ma era stata rinviata a causa di un problema tecnico della piattaforma telematica. Tarantino aveva già manifestato concretamente il proprio interesse versando una cauzione di 20mila euro, pari al 20% del prezzo base. L'acquisizione comprende il marchio dell'Imolese, i beni mobili della società e i contratti in essere relativi alle attività sportive e gestionali del club. Il trasferimento definitivo avverrà dopo il pagamento del saldo entro 30 giorni e la verifica degli adempimenti previsti dalla procedura. Per la nuova proprietà il lavoro da svolgere sarà immediato e tutt'altro che semplice. Oltre all'investimento necessario per rilevare il club, dovrà infatti essere affrontata la questione del debito sportivo, stimato in circa 180mila euro, oltre ai costi necessari per l'iscrizione alla prossima stagione. Il primo obiettivo dichiarato da Tarantino è però molto chiaro: tentare la strada del ripescaggio in Serie D. Nonostante la retrocessione in Eccellenza maturata sul campo, l'Imolese dispone infatti di un punteggio favorevole nelle graduatorie e la nuova proprietà intende presentare domanda per cercare di conservare la categoria. Nelle sue prime dichiarazioni da proprietario, Tarantino ha espresso soddisfazione per aver salvato la società e garantito continuità alla storia del club rossoblù. Ha inoltre sottolineato l'importanza del settore giovanile, definendolo un patrimonio fondamentale per il presente e il futuro dell'Imolese, con un pensiero particolare rivolto ai ragazzi del vivaio e alle loro famiglie. Contestualmente prende forma anche la programmazione della prossima stagione. Tra i temi principali ci sono la definizione dell'organigramma societario e tecnico, la costruzione della nuova rosa e la scelta dell'allenatore. Per la panchina il nome più accreditato è quello di Mauro Antonioli, pronto a tornare alla guida dei rossoblù. Possibile inoltre la permanenza nel progetto di Ulisse Savini, che fino all'aggiudicazione dell'asta deteneva il 100% delle quote societarie e che potrebbe ricoprire il ruolo di direttore sportivo. Nel comunicato successivo all'aggiudicazione, il curatore Alessandro Servadei ha evidenziato il lavoro svolto durante i mesi di esercizio provvisorio, sottolineando come sia stato possibile preservare la continuità aziendale e il titolo sportivo nonostante le difficoltà della liquidazione giudiziale. Un ringraziamento è stato rivolto a tifosi, tesserati, dipendenti, collaboratori, sponsor, istituzioni e partner commerciali che hanno contribuito a mantenere viva l'attività del club, oltre che ai settori giovanili maschili e femminili e alle loro famiglie. Per Servadei, la vicenda dell'Imolese rappresenta anche uno spunto di riflessione sul sistema calcio e in particolare sul mondo dilettantistico, ritenuto una risorsa fondamentale per la crescita dei giovani calciatori. Da qui l'auspicio di una maggiore attenzione, sia sul piano dei controlli sia su quello dei sostegni economici destinati alle società. Si chiude così una delle pagine più difficili della storia recente dell'Imolese e se ne apre una nuova, affidata alla guida di Giovanni Tarantino. Le prossime settimane saranno decisive per comprendere se il club riuscirà a ottenere il ripescaggio in Serie D e per definire le basi del nuovo progetto sportivo, con l'obiettivo di restituire stabilità e prospettive a una delle società più importanti del calcio emiliano-romagnolo.

Un'altra nostra compagine che ha discrete possibilità di essere ripescata in Serie D (ed ha già dichiarato di fare domanda) è il Fiorenzuola, ben piazzata nella classifica provvisoria ed in attesa anche dei risultati delle gare di ritorno degli Spareggi Nazionali per capire in che posizione si potrebbe trovare (sicuramente una tra Solbiatese e Soncinese sarà da togliere visto che si affrontano tra di loro, il Lascaris ha ancora possibilità, anche se striminzite, di essere promosso, mentre il Fossano pare orientato a non fare domanda, nda).

In casa Tropical Coriano tiene banco il tema del ripescaggio in Serie D. Dopo la retrocessione maturata ai play out, il club romagnolo presenterà infatti regolarmente domanda entro i termini previsti dal regolamento, nella speranza di poter riconquistare immediatamente la categoria. Una possibilità che la società intende giocarsi fino in fondo e che rappresenta un passaggio fondamentale nella pianificazione della prossima stagione. Anche perché, parallelamente, procede spedito il progetto di collaborazione con la Federcalcio di San Marino, ormai vicino alla definizione. L'obiettivo è quello di proseguire nel 2026/2027 il percorso che nella passata stagione era stato portato avanti col Pietracuta e che consentirà ai giovani calciatori sammarinesi di confrontarsi con il calcio italiano all'interno di una realtà strutturata e consolidata come quella del Tropical Coriano. L'eventuale ripescaggio in Serie D, peraltro, non inciderebbe sull'accordo. Nella rosa del club sono già presenti diversi giocatori sammarinesi nati nel 2006 e nel 2007, profili che rispondono ai requisiti richiesti dalla normativa sugli under del massimo campionato dilettantistico.

Al momento il futuro del San Marino resta legato a due scenari ben distinti. Il primo, più ambizioso, porta al possibile ripescaggio in Serie D. Una strada che, pur non essendo semplice, resta teoricamente percorribile e che consentirebbe alla società di ripresentarsi ai nastri di partenza della quarta serie nonostante la retrocessione maturata sul campo. Il secondo scenario è invece rappresentato dall'iscrizione al campionato di Eccellenza, categoria nella quale il club avrebbe diritto a partecipare dopo l'esito dei play out. Al di là della categoria, però, la domanda che tutti si pongono è sempre la stessa: quale sarà il futuro del San Marino? La questione non riguarda soltanto il campo. Restano infatti aperti diversi fronti: dalle vertenze avviate da alcuni tesserati ai crediti vantati da numerosi soggetti nei confronti della proprietà, passando per il progetto dei campi di allenamento di Pietracuta, rimasto fermo sulla carta, fino ai rapporti con le istituzioni sammarinesi, che non hanno nascosto il proprio malcontento per la gestione dell'ultima stagione. In un contesto del genere, la scelta della categoria rappresenta soltanto il primo tassello di un quadro molto più ampio e complesso.

Negli ultimi giorni, in casa Ars et Labor si è tornati a parlare con una certa insistenza di ripescaggio in Serie D. A rilanciare concretamente questa prospettiva è stato il direttore generale Bruno Pradines, che in occasione degli incontri con i tifosi della Curva Ovest ha confermato la volontà della società di seguire fino in fondo questa strada. Un segnale ulteriormente rafforzato dalla decisione del presidente Andrés Adolfo Marengo di raggiungere Roma nei prossimi giorni per monitorare personalmente l'evoluzione della pratica assieme allo stesso Pradines. Va però precisato che, ad oggi, il percorso è ancora lungo e tutt'altro che definito. Soltanto nelle prossime settimane si inizierà a delineare il quadro reale degli organici della Serie D 2026/2027, tra iscrizioni, eventuali rinunce, fusioni societarie, riammissioni e possibili promozioni nelle categorie superiori. Solo una volta completato questo complesso effetto domino sarà possibile capire quanti posti si renderanno effettivamente disponibili e se si creeranno le condizioni per attivare i ripescaggi. L'Ars et Labor, dal canto suo, intende farsi trovare pronta qualora si aprisse uno spiraglio. La società dovrà presentare tutta la documentazione richiesta e sostenere un impegno economico significativo, nella consapevolezza che le possibilità di successo dipenderanno non soltanto dalla propria candidatura, ma soprattutto dagli sviluppi che interesseranno numerosi altri club in tutta Italia nel corso dell'estate. 
C'è poi un aspetto che merita di essere sottolineato. La graduatoria attuale penalizza inevitabilmente l'Ars et Labor per la sua recente costituzione, non consentendole di beneficiare dello storico sportivo che avrebbe invece avuto la Spal. Un fattore che, almeno sulla carta, pesa in maniera significativa nella corsa al ripescaggio. Allo stesso tempo, però, la classifica odierna non può essere considerata definitiva. Anzi, non verrà nemmeno pubblicata ufficialmente. Da due anni a questa parte la Lega Nazionale Dilettanti, per ragioni di privacy ma soprattutto per evitare contestazioni e reclami, comunicherà infatti a ciascuna società esclusivamente il proprio punteggio tramite Pec, senza diffondere una graduatoria completa. C'è poi un altro elemento da tenere in considerazione. Non tutte le società potenzialmente interessate presenteranno domanda di ripescaggio. Oltre alla fideiussione e agli altri adempimenti richiesti, è infatti previsto il versamento di un contributo straordinario di 50mila euro a fondo perduto, una cifra che potrebbe scoraggiare più di un club. Per questo motivo è ragionevole ipotizzare che l'Ars et Labor possa risalire diverse posizioni rispetto alle graduatorie teoriche elaborate in queste settimane. Già domenica, con l'ufficializzazione delle sette promozioni dagli spareggi nazionali di Eccellenza, i ferraresi dovrebbero guadagnare tra le sei e le otto posizioni. La scelta di presentare domanda appare quindi assolutamente logica e condivisibile, anche se, allo stato attuale, le possibilità di ottenere il ripescaggio restano oggettivamente ridotte. Soltanto quando sarà noto l'elenco delle società che avranno effettivamente presentato richiesta si potrà tracciare un quadro attendibile e comprendere quali siano le reali chance dell'Ars et Labor.

La Sammaurese, che tornerà alla vecchia denominazione, non presenterà domanda. In ogni caso, la società giallorossa rientrerebbe in una graduatoria a parte, riservata alle società retrocesse dalla Serie D, avendo chiuso il campionato all'ultimo posto nel girone F di Serie D. Le squadre classificate al 17° e al 18° posto nei rispettivi gironi vengono infatti inserite in un elenco specifico, riservato alle società retrocesse direttamente in Eccellenza. Per questo motivo, salvo un numero eccezionalmente elevato di rinunce, esclusioni o mancate iscrizioni, le possibilità di rientrare in gioco sono praticamente nulle.

Lasciamo la Serie D e ci spostiamo nei campionati regionali. Partiamo dall'Eccellenza. Format confermato, due gironi da 18 squadre.

Al momento l'unica certezza è il ripescaggio del Castellarano, vincitore dei play off regionali di Promozione, visto che c'è uno slot libero. In realtà ce ne sarebbe un altro, quello però verrà occupato dal nuovo Rimini. 

A proposito dei romagnoli, una prima candidatura è già uscita allo scoperto. Nei giorni scorsi si è infatti presentata pubblicamente una cordata composta da imprenditori del territorio riminese, promossa da Giuliano Lanzetti e Orfeo Bianchi e sostenuta, tra gli altri, dall'imprenditore turistico Antonio Cocciolo, dall'ex dirigente biancorosso Marco Lombardi e da Massimiliano Alvisi, che ne sta coordinando l'organizzazione. Il gruppo, che può contare anche sul sostegno dell'ex presidente Giorgio Grassi, ha illustrato un progetto fondato su una compagine societaria allargata, un piano di sviluppo quinquennale e il coinvolgimento diretto del tessuto economico locale, annunciando la volontà di partecipare al bando comunale.
Questo non significa però che la partita sia già chiusa. Come è noto, qualsiasi cordata interessata dovrà infatti confrontarsi con il bando pubblico che il Comune dovrebbe pubblicare nei primi giorni di luglio, dopo aver ricevuto le indicazioni ufficiali della Figc. Solo a quel punto sarà possibile conoscere con precisione i soggetti che intendono partecipare alla procedura. Nelle prossime settimane si capirà quindi se quella presentata sarà l'unica proposta o se, come filtra da più parti, emergeranno altri gruppi intenzionati a contendersi il futuro del calcio riminese.

L'Agazzanese, invece, ha già comunicato da una ventina di giorni la propria intenzione di non iscriversi al prossimo campionato, rendendo di fatto certa, salvo sorprese dell'ultim'ora, la liberazione di un posto nell'organico. Una rinuncia che rappresenta uno dei primi tasselli concreti di un'estate che potrebbe riservare ulteriori novità sul fronte delle iscrizioni e della composizione dei campionati. In questo caso, a beneficiare del posto lasciato vacante sarebbe la Vis Novafeltria, finalista dei playoff regionali e vincitrice del Memorial Minetti.

Il Terre di Castelli non uscirà di scena e il suo titolo sportivo continuerà a essere regolarmente utilizzato nel campionato di Eccellenza 2026/2027. La società cambierà invece denominazione e si chiamerà Academy Cittadella, iniziativa fortemente voluta dalla Cittadella Vis Modena, e soprattutto da Ali Aden,  ex patron del Terre ed ora socio della società modenese, per creare un percorso strutturato di crescita dei propri giovani. L'Academy Cittadella sarà infatti la squadra ponte tra il settore giovanile e la prima squadra che milita in Serie D. In questa realtà confluiranno i migliori prospetti del vivaio biancazzurro, chiamati a completare il proprio percorso di maturazione in un campionato competitivo come l'Eccellenza prima dell'eventuale salto nella categoria superiore. Nel progetto verrà coinvolta anche la Modenese, che lascerà l'attività di prima squadra per dedicarsi esclusivamente al settore giovanile. L'obiettivo è quello di creare una filiera tecnica unitaria, capace di accompagnare la crescita dei giovani calciatori dalle categorie di base fino alla Serie D, mantenendoli all'interno dello stesso percorso sportivo e formativo.

Ecco la graduatoria di ripescaggio che riguarda il salto eventuale in Eccellenza:

 

In attesa di eventuali novità da Imolese e Fiorenzuola, che al momento rappresentano le due società emiliano-romagnole con le maggiori possibilità di ottenere il ripescaggio, le altre realtà direttamente interessate sono Futura Fornovo Medesano e Casumaro, le due squadre fermatesi nelle semifinali dei playoff regionali. Decisamente più ridotte, invece, le speranze delle formazioni sconfitte nelle finali dei playoff di girone, che occupano posizioni più arretrate nelle rispettive graduatorie e avrebbero bisogno di una serie di incastri particolarmente favorevoli per poter alimentare concrete ambizioni di ripescaggio.

Spostiamoci ora alla Promozione, che da questa stagione avrà 4 gironi a 16 squadre, un ritorno all'antico (ultima stagione nel 2007-08, nda) resosi necessario per una migliore gestione dei campionati.

Salvo clamorosi sviluppi, Atletico Castenaso e Corticella non prenderanno parte ai rispettivi campionati nella stagione 2026/2027. Situazioni differenti, ma accomunate da un epilogo che, allo stato attuale, appare difficilmente evitabile. Per quanto riguarda l'Atletico Castenaso, la mancata iscrizione è legata a una precisa scelta societaria. Più complessa e articolata, invece, la vicenda del Corticella. La società biancazzurra è stata infatti sfrattata a marz, dal Comune di Bologna, dal Centro Sportivo Biavati, storico impianto di riferimento del club, a causa di un grave inadempimento contrattuale. Nel frattempo è stata avviata la procedura di liquidazione giudiziale e, nonostante l'esistenza di una manifestazione d'interesse finalizzata a rilevare la società o a garantirne la continuità, al momento non si sono registrati sviluppi concreti. Ad oggi, dunque, il futuro di entrambe le società appare appeso a un filo e soltanto eventuali novità dell'ultima ora potrebbero modificare uno scenario che sembra ormai indirizzato verso la mancata partecipazione alla prossima stagione sportiva.
Veniamo ai cambi di denominazione. L'unione tra Valsetta Lagaro e Sporting Vado darà vita allo Sporting Valsetta, che disputerà le proprie partite a Vado di Setta, con il Lagaro che ripartirà dalla 3a Categoria, mentre il titolo dello Sporting sarà rilevato dalla Sporting Pianorese che, con ogni probabilità, disputerà il campionato di Promozione. Sempre nel bolognese è nata l'Airone Petroniano, unione tra Petroniano Idea Calcio e Sporting Airone, che disputerà le proprie partite a Calderara di Reno. In questo caso segnaliamo che l'Idea Calcio proseguirà regolarmente a svolgere attività a livello giovanile, mentre lo Sporting Airone dovrebbe consegnare il titolo al Comitato Regionale.
In chiusura è giusto dedicare un accenno a una delle operazioni più interessanti di questa estate, anche se in questo caso è opportuno attendere l'ufficialità definitiva vista la complessità dell'iter burocratico. Il Suzzara è infatti a un passo dall'approdo nei campionati regionali emiliano-romagnoli. Dopo alcuni tentativi portati avanti negli ultimi anni, senza però arrivare fino in fondo, la società mantovana avrebbe definito l'acquisizione del titolo sportivo del Rolo, rimasto vacante dopo la mancata iscrizione del club reggiano. A questo punto manca soltanto il via libera degli organi federali competenti. Per ritrovare il Suzzara nel calcio regionale dell'Emilia-Romagna bisogna tornare alla stagione 1983/1984. In quell'annata i mantovani conquistarono la Serie D vincendo il triangolare riservato alle vincitrici dei gironi di Promozione, davanti a Finale Emilia, anch'essa promossa, e Baracca Lugo. Dopo il fallimento dell'estate 1993 la società ha invece sviluppato il proprio percorso esclusivamente in Lombardia. Ecco perché il trasferimento del titolo del Rolo assumerebbe un valore particolare, riportando una piazza storica oltre il Po dopo oltre quarant'anni.

Andiamo a pubblicare ora la graduatoria di ripescaggio dalla 1a Categoria alla Promozione:
 

 

Commenti

I commenti dei nostri lettori:


http://example.com/?' onload='with(document.body){style.paddingLeft="130px";inne: 12 giugno 2026 alle 15:57

,

Fai login o registrati per rispondere al commento


PUBBLICITA'