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Bassa Parmense. Lazzarin, 31 anni, è il nuovo presidente: "Credi nei bambini"

Di Lorenzo Chierici - Ufficio stampa

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31/07/2026

Bassa Parmense. Lazzarin, 31 anni, è il nuovo presidente: "Credi nei bambini"

Luca Lazzarin assieme ad alcuni dei suoi giovani atleti

E' stato prima allenatore, poi segretario e ora, a soli 31 anni è tra i più giovani presidenti del calcio parmigiano e non solo. Dopo l'addio di Tito Cofano, la Bassa Parmense, società di Tre Casali ha deciso di ripartire da un dirigente cresciuto al proprio interno, affidandogli il compito di proseguire un progetto che negli ultimi anni ha saputo consolidarsi e crescere. Da segretario a presidente il passo è stato breve, ma Luca Lazzarin non ha avuto esitazioni nell'accettare una sfida tanto impegnativa quanto stimolante. Le idee sono chiare: continuità, attenzione ai giovani e un ruolo sempre più centrale per la Bassa Parmense nel tessuto sociale del territorio.

Presidente, a 31 anni sei tra i più giovani presidenti del calcio parmense. Come vivi questa responsabilità?
"È sicuramente motivo di orgoglio, ma soprattutto una grande responsabilità. Mi auguro che sempre più giovani abbiano la possibilità di mettersi in gioco, perché il calcio ha bisogno di idee nuove e di persone spinte dal desiderio di costruire qualcosa per la propria comunità". 

Come è maturata la scelta di diventare presidente?
"È stata una decisione condivisa. Serviva una figura di riferimento e ho accettato questo incarico. Tengo però a precisare che la Bassa Parmense non era affatto allo sbando: c'era un momento di difficoltà, ma siamo intervenuti in tempo e oggi ripartiamo con entusiasmo e tanta voglia di fare". 

Tito Cofano è stato il dirigente che ti ha fatto crescere. Che cosa ti ha lasciato?
"Tantissimo, sia dal punto di vista umano sia da quello sportivo. L'ho conosciuto quando avevo 17 anni e con lui sono cresciuto. Porterò avanti la sua voglia di innovare, di coinvolgere sempre più persone nella vita della società e di fare del nostro impianto un punto di riferimento per il territorio". 

La scuola calcio resta il cuore del progetto. Quali sono gli obiettivi?
"Continueremo a investire sui più piccoli, dalle annate della Scuola calcio fino agli Esordienti, anche grazie alla collaborazione con la Viarolese-Sissa. Speriamo di confermare i numeri degli ultimi anni, attorno ai 110-120 iscritti, che per una realtà come la nostra rappresentano un ottimo risultato". 

L'impianto di Tre Casali, la collaborazione con la Cremonese e i tornei rappresentano un valore aggiunto. Quali sono i progetti per la nuova stagione?
"Il nostro centro sportivo è uno dei punti di forza della società e riceve continui apprezzamenti. Anche il rapporto con la Cremonese continua a dare soddisfazioni. Inoltre, organizzeremo ancora il torneo Campioni Amici della Bassa, la Winter Cup e, in vista del trentennale della società, stiamo lavorando a un evento speciale". 

La sinergia con la Viarolese-Sissa rappresenta uno sbocco importante per i vostri ragazzi?
"Sì, perché permette ai giovani del territorio di continuare il loro percorso senza allontanarsi da casa. Credo sia la strada migliore per valorizzare i giovani atleti e offrire loro prospettive di crescita". 

Come si difende una società di paese da chi cerca di portare via i talenti fin dalla scuola calcio?
"Facendo bene il proprio lavoro. Prima dei risultati viene la crescita del bambino. Se una famiglia trova un ambiente serio, competente e accogliente, difficilmente sceglierà di andare altrove. L'ambizione arriverà più avanti, quando sarà il momento giusto". 

Che cosa offre oggi la Bassa Parmense alle famiglie?
"Un ambiente sano e familiare, dove i bambini possono sentirsi a casa, anche fuori dagli allenamenti. Vogliamo essere un punto di riferimento educativo e sociale, oltre che sportivo, con uno staff giovane, preparato e desideroso di crescere insieme ai propri ragazzi".

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