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FalkGalileo. Verduri, ex Sassuolo, è il nuovo responsabile tecnico del vivaio

Di Lorenzo Chierici - Ufficio stampa

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01/10/2026

FalkGalileo. Verduri, ex Sassuolo, è il nuovo responsabile tecnico del vivaio

Michele Verduri, al centro, assieme ai 2015 della FalkGalileo

Una lunga esperienza tra settore giovanile professionistico e dilettantistico, con un’idea precisa di scuola calcio: non inseguire il risultato, ma costruire giocatori e persone capaci di scegliere, osare e assumersi responsabilità.
È questa la filosofia con cui Michele Verduri ha accettato la nuova sfida alla FalkGalileo, diventando responsabile tecnico della Scuola calcio, dopo le esperiense di Reggiana, Reggio Calcio, Parma e gli ultimi 5 anni a Sassuolo.
“Quando abbiamo saputo della possibilità di contattare Verduri – ci spiega Alberto Arati, presidente della FalkGalileo - ci siamo mossi subito, perché crediamo che la sua professionalità e la sua esperienza possano darci qualcosa in più, oltre alla possibilità di mettere ordine all’organizzazione tecnica della nostra Scuola calcio. È un ulteriore tassello della nostra crescita e ci permette di confermarci tra le società di calcio più importanti di Reggio e provincia. Anche quest’anno abbiamo infatti confermato i numeri dell’anno scorso, saturando di nuovo le strutture a disposizione, con circa 550 tesserati, dalla Promozione ai Primi calci, comprese le squadre di calcetto, calcio a 7 e Csi”.


Verduri, cosa l’ha convinta ad accettare la proposta della FalkGalileo dopo tanti anni nei professionisti?
“Alberto mi chiedeva da tempo di far crescere gli allenatori dell’attività di base. È un ruolo che avevo già svolto alla Reggio Calcio e alla Reggiana e che volevo sposare di nuovo, dopo essere tornato ad allenare a Sassuolo; per questo motivo ho quindi accettato con entusiasmo la sfida di coordinare gli allenatori dal punto di vista tecnico e formativo”.


Che cosa ha trovato?
«Ho trovato ragazzi bravi e con buona volontà, ma privi di una guida sul modo di mettere in campo le loro idee. Mancava soprattutto la trasferibilità: sapere cosa allenare e riuscire poi a trasferirlo ai bambini. Il mio compito è coordinare le idee e portarle negli allenamenti».


Qual è il suo metodo?
«L’attività di base va formata attraverso partite, test match e allenamenti. Non mi interessa la tattica, ma la crescita attraverso obiettivi: come preparare i ragazzi, quali metodi usare e come costruire una seduta coerente. Gli allenatori non devono scimmiottare gli altri, ma capire come far crescere i giovani calciatori. A fine anno tutti, dai più bravi ai meno bravi, devono aver fatto un passo avanti, con obiettivi precisi».


Come si costruisce la personalità?
«Bisogna incidere fin da piccoli, tollerando l’errore, premiando l’azzardo e l’intraprendenza. Il bambino deve capire che non ha semplicemente sbagliato, ma che deve avere il coraggio di rischiare. Se vogliamo formare giocatori capaci di scegliere, dobbiamo permettere loro di sperimentare».


È questa la ricetta per la FalkGalileo?
«Le società professionistiche cercano giocatori di prospettiva sempre più giovani. Gli allenatori dilettanti spesso puntano al risultato senza pensare al lungo periodo. La FalkGalileo deve lavorare nella direzione opposta: lasciare sperimentare, permettere di sbagliare e incentivare le giocate difficili. È così che si costruisce un giocatore».

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