Sasso Marconi 2
Mazzetti M /Mazia SM /De Pace SM/ Lahrib M
DERBY MOZZAFIATO a BUDRIO: GOL,RIBALTAMENTI ED EMOZIONI, L'URLO DI UNA VITTORIA IN TASCA SI STROZZA SUL TRIPLICE FISCHIO.....
SASSO, LA BEFFA È ALL'ULTIMO RESPIRO. A BUDRIO UN 2-2 DA BRIVIDI
Si inizia nel nome del grande Mister Eugenio Benuzzi, per due stagioni tecnico del Mezzolara che viene degnamente ricordato dal pubblico corso allo Zucchini assieme a tutti i protagonisti in campo. Bertone premia Oro che debutta ufficialmente in Serie D e gioca un primo tempo molto buono.
Il Mezzolara colpisce subito, il Sasso Marconi si perde per strada, poi risorge con i cambi di Bertone e ribalta tutto. Quando la vittoria sembra ormai in cassaforte, Lahrib al 95' firma l'incredibile pareggio. Una partita dai mille volti, quattro reti, emozioni e rimpianti. Alla fine il risultato è probabilmente quello più giusto.**
BUDRIO - Ci sono partite che sfuggono ad ogni logica, che cambiano volto e padrone nel giro di pochi minuti, che sembrano aver scritto il proprio destino e invece trovano ancora il modo di sorprendere. Mezzolara-Sasso Marconi è stata esattamente una di queste. Un derby vibrante, a tratti confuso, combattuto, ricco di errori e di emozioni, concluso con un 2-2 che lascia l'amaro in bocca ai gialloblù di Carlo Alberto Bertone, arrivati a un soffio da una vittoria costruita con carattere e intelligenza nella seconda parte della ripresa.
Eppure, ripensando ai novantacinque minuti dello stadio Pietro Zucchini, sarebbe difficile sostenere che il pareggio rappresenti un'ingiustizia. Perché il Mezzolara di Nicola Zecchi ha avuto il merito di interpretare meglio una lunga parte dell'incontro, mostrando quella concretezza e quella fame agonistica che al Sasso, almeno inizialmente, sono mancate.
IL SASSO VUOLE COMANDARE, MA FINISCE PER FARSI MALE DA SOLO
L'idea iniziale del Sasso Marconi è chiara: prendere il comando delle operazioni, gestire il pallone, imporre il proprio palleggio e costringere gli avversari a rincorrere.
Le intenzioni, però, non sempre coincidono con la realtà.
I gialloblù sembrano quasi compiacersi della propria manovra, ricercando soluzioni elaborate anche quando la situazione suggerirebbe maggiore semplicità. Un atteggiamento che diventa pericoloso quando il pallone viene gestito con leggerezza nelle zone nevralgiche del campo.
E infatti, al 10', arriva la frittata.
Un altro errore fatale sulla propria trequarti, un pallone perso dove non si dovrebbe mai perderlo, e il Mezzolara non si fa pregare. Mazzetti approfitta del regalo, si presenta nelle condizioni ideali per battere Celeste e porta avanti i padroni di casa.
È una rete che pesa, non soltanto sul risultato, ma soprattutto sul piano psicologico.
Il Sasso continua a cercare il proprio calcio, ma senza quella cattiveria necessaria per trasformare il possesso in autentica pericolosità. Il Mezzolara, invece, appare più pratico, più determinato, più affamato. Non ha bisogno di ricamare: sa quello che vuole e cerca di ottenerlo con i mezzi più diretti.
La fotografia del primo tempo arriva quando Suliani, protagonista di una discesa dirompente, si ritrova nella posizione ideale per ristabilire l'equilibrio. L'occasione è clamorosa, di quelle che sembrano chiedere soltanto di essere trasformate in gol. Ma la conclusione non trova il bersaglio.
Un errore pesantissimo, che sintetizza le difficoltà del Sasso: buone intenzioni, qualche accelerazione interessante, ma poca lucidità nel momento decisivo.
Così il primo tempo scivola via con il Mezzolara meritatamente avanti e con Bertone chiamato a trovare risposte.
LA RIPRESA NON CAMBIA SUBITO MUSICA. POI BERTONE TROVA LA CHIAVE
Al rientro dagli spogliatoi il copione sembra non voler cambiare.
Il Sasso prova a fare la partita, ma il Mezzolara continua a mostrare maggiore concretezza, difendendo il vantaggio con ordine e senza concedere agli ospiti la possibilità di prendere realmente il sopravvento.
È una fase nella quale i gialloblù sembrano avere bisogno di qualcosa di diverso. Non soltanto di uomini nuovi, ma di una diversa interpretazione della gara.
Intorno al quarto d'ora della ripresa il tecnico interviene, ridisegna la squadra, modifica gli equilibri e cerca nuove energie dalla panchina.
Perché questa volta i cambi non rappresentano semplicemente un ricambio di interpreti, ma diventano la vera chiave tattica ed emotiva dell'incontro.
Il Sasso cambia passo, guadagna metri, aumenta l'intensità delle proprie iniziative. Soprattutto, comincia finalmente a giocare con quella determinazione che fino a quel momento era mancata.
MAZIA ACCENDE LA RIMONTA, DE PACE COMPLETA IL SORPASSO
Al 31' della ripresa arriva il pareggio.
È Mazia a rimettere in equilibrio il confronto, premiando la ritrovata intraprendenza dei gialloblù. L'1-1 cambia completamente il clima della partita.
Il Mezzolara accusa il colpo.
La squadra di Zecchi, fino a quel momento concreta e battagliera, comincia a perdere intensità. Le distanze si allungano, la brillantezza diminuisce, la sicurezza costruita nel corso dell'incontro sembra improvvisamente sgretolarsi.
Il Sasso, al contrario, sente che la partita può essere ribaltata.
È come se avesse finalmente fiutato la preda.
I gialloblù aumentano la pressione, attaccano con maggiore convinzione e trovano nella freschezza dei nuovi entrati quella marcia in più che può decidere una sfida.
Al 38' della ripresa ecco il sorpasso.
A firmarlo è Piervincenzo De Pace, un altro uomo chiamato in causa da Bertone, un altro innesto capace di incidere concretamente sul destino dell'incontro.
Mezzolara 1, Sasso Marconi 2.
In sette minuti la partita è completamente capovolta.
Dalla prospettiva di una sconfitta, il Sasso si ritrova improvvisamente con tre punti tra le mani. Un ribaltone che premia il coraggio delle scelte del tecnico e la capacità della squadra di reagire a una situazione complicata.
A questo punto sembra davvero fatta.
IL MEZZOLARA NON MUORE MAI. LA BEFFA ARRIVA AL 95'
Ma il calcio, soprattutto quello della Serie D, ha una regola non scritta: nulla è conquistato fino all'ultimo fischio.
Il Mezzolara, ferito e apparentemente alle corde, trova le energie per un disperato assalto finale.
Il Sasso arretra, cerca di proteggere il vantaggio, resiste alla pressione dei padroni di casa. I minuti scorrono, la vittoria sembra ormai a portata di mano.
Anche la direzione arbitrale, nel complesso, lascia più di una perplessità. Una conduzione apparsa poco convincente, non sempre all'altezza dell'intensità e delle difficoltà di una gara di questa categoria, pur senza voler attribuire al direttore di gara responsabilità specifiche sull'esito finale.
Il triplice fischio sembra ormai imminente.
Ed è proprio in quell'ultimo, interminabile respiro che accade l'imprevedibile.
Un pallone che resta vivo nell'area gialloblù, un batti e ribatti, una situazione sporca nella quale nessuno riesce a trovare il modo di allontanare definitivamente il pericolo.
Lahrib trova il pertugio giusto e firma il 2-2.
Lo Zucchini esplode. Il Mezzolara festeggia un pareggio che pochi istanti prima sembrava ormai impossibile. Il Sasso resta incredulo, con la sensazione amarissima di aver visto svanire una vittoria già assaporata.
È la crudeltà del calcio, ma anche la sua straordinaria capacità di regalare emozioni fino all'ultimo secondo.
DUE SQUADRE, DUE RIMPIANTI. UN PAREGGIO CHE RACCONTA LA PARTITA
Alla fine, entrambe le formazioni hanno motivi per recriminare.
Il Mezzolara può rimpiangere di non aver capitalizzato una prima parte di gara interpretata meglio degli avversari, lasciando poi campo e iniziativa a un Sasso improvvisamente rinvigorito.
Il Sasso Marconi, dal canto suo, deve interrogarsi su due aspetti.
Il primo riguarda la gestione del pallone e gli errori individuali. Ancora una volta una disattenzione nella costruzione dal basso è costata carissima. Voler giocare bene è un principio apprezzabile, ma il bel gioco non può diventare un esercizio di compiacimento. Servono concretezza, attenzione e capacità di leggere i momenti della partita.
Il secondo riguarda la gestione del vantaggio.
Quando si ribalta una gara complicata a pochi minuti dal termine, occorre trovare quella lucidità necessaria per portarla fino in fondo. Non basta averla rimessa in piedi. Bisogna anche saperla chiudere.
Ci sono però segnali importanti che Bertone può portare a casa.
La squadra ha dimostrato di avere risorse, carattere e alternative capaci di cambiare il corso di un incontro. La panchina ha risposto presente, e questo rappresenta un patrimonio prezioso per il prosieguo della stagione.
Mazia e De Pace sono stati gli uomini della svolta, ma è soprattutto la capacità dell'allenatore di leggere le difficoltà e intervenire sugli equilibri della squadra a meritare attenzione.
Resta il rammarico, inevitabile, per due punti sfumati proprio quando sembravano conquistati.
Ma sarebbe altrettanto sbagliato dimenticare che, per lunghi tratti, il Sasso aveva fatto troppo poco per meritare l'intera posta.
Il 2-2, dunque, è probabilmente il risultato più fedele a quanto raccontato dal campo anche se per i colori gialloblu' e' un finale amarissimo, col dolce gia' in bocca.
Un pareggio che premia la caparbietà del Mezzolara e riconosce la reazione del Sasso, ma che lascia a entrambe le squadre la consapevolezza di aver avuto tra le mani qualcosa di più.
IL CALCIO NON PERDONA, MA INSEGNA
A Budrio il Sasso Marconi ha vissuto quasi tutte le emozioni che il calcio può contenere in novantacinque minuti: l'errore, la frustrazione, la reazione, l'entusiasmo del sorpasso e infine la delusione della beffa.
Una partita dai diversi volti, che dovrà servire da lezione.
Perché il talento e la qualità possono permettere di ribaltare una gara, ma sono l'attenzione, la fame, la concretezza e la maturità a consentire di vincerla.
E il Sasso, oggi, ha dimostrato di possedere le prime due qualità. Sulle altre dovrà ancora lavorare.
A Budrio finisce 2-2. Un punto per parte, quattro gol e una certezza: nel calcio, fino all'ultimo pallone, non è mai davvero finita.
E quando si stanno per prendere tre punti del genere che valevano sei , la palla va sempre in tribuna....
MEZZOLARA – SASSO MARCONI 2-2 (1-0)
Campionato Nazionale Serie D – Girone E – 7ª giornata di andata
MEZZOLARA: Cipriani, Fabbri, Di Lieto, Morisi, Bungaja, Chimangui, Rizzo, Fusari, Lahrib, Compagnone, Mazzetti.
A disposizione: Cacciamani, Ayari, Musiani, Morelli, Pietrobuoni, Capece, Martuzzi, Bettelli, Molara.
Allenatore: Nicola Zecchi.
SASSO MARCONI: Celeste (C), Dragona, Tarozzi (VC), Mattiolo, Marra, Merighi, Prasso, Suliani, Oro, De Nardi, Cudini.
A disposizione: Borri, Nunziati, Bonfiglioli, Gattor, Mazia, Farini, Pelliconi, De Pace, Gamberini.
Allenatore: Carlo Alberto Bertone.
RETI: 10' pt Mazzetti (M), 28' st Mazia (S), 37' st De Pace (S), 50' st Lahrib (M).
SOSTITUZIONI MEZZOLARA: 53' Ayari per Di Lieto; 60' Molara per Rizzo; 66' Pietrobuoni per Morelli*; 71' Martuzzi per Musiani*; 73' Musiani per Rizzo*.
SOSTITUZIONI SASSO MARCONI: 56' Bonfiglioli per Cudini; 56' Gattor per Dragona; 56' De Pace per De Nardi; 71' Mazia per Marra; 82' Gamberini per Prasso.
AMMONITI: Rizzo (M) all'8' pt, Di Lieto (M) al 53', Suliani (S) al 34' pt.
ARBITRO: Andrea Tagliaferri di Lovere.
ASSISTENTI: Marco Mauriello di Frattamaggiore e Massimiliano Napolitano di Caserta.
RECUPERO: 1' nel primo tempo; 5' nel secondo tempo.
STADIO: Pietro Zucchini di Budrio.
DATA: Domenica 11 ottobre 2026, ore 15.00.
Sasso Marconi Channel – 90' Gialloblù
SMC


/ gr
Nella foto GR le squadre assieme alla terna ricordano col minuto di silenzio il grande Mister Eugenio Benuzzi.
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