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03/06/2026
Alessandro Mastronicola è il nuovo mister dell’Fc Young Santarcangelo.
La società è lieta di comunicare l’inserimento di Mister Alessandro Mastronicola, come mister della prima squadra.
Ecco le sue prime parole davanti ai nostri microfoni:
“Mister Alessandro Mastronicola, benvenuto a Santarcangelo. Che emozioni sta provando nell’iniziare questa nuova avventura?”
«Innanzitutto grazie a voi. Le emozioni sono tante, belle, forti e vibranti. Questa opportunità è arrivata in modo inaspettato e mi ha piacevolmente sorpreso. Mi sono ritrovato immediatamente proiettato nel mondo Santarcangelo, una piazza importante e storica. Tutto questo mi trasmette entusiasmo, grandi motivazioni e la voglia di dare il massimo.»
“Come è nato il contatto con il Santarcangelo? Cosa l’ha convinta ad accettare questa proposta?”
«Credo che chi segue il calcio conosca bene la realtà del Santarcangelo. È una società storica e importante, che ha calcato palcoscenici professionistici e che negli ultimi anni è riuscita a risalire dopo un periodo difficile.
Il contatto è nato grazie al direttore sportivo Luca Scattolari, che mi ha chiamato per chiedere la mia disponibilità a un incontro. Sinceramente, appena è arrivata la telefonata ho provato una grande gioia. Dopo diversi incontri ho capito l’importanza del progetto, e ho sentito fortemente la volontà di farne parte.»
“Nel corso della sua carriera, ha vissuto esperienze importanti con Rimini, Savignanese e Sammaurese. Quali insegnamenti le hanno lasciato queste tappe?”
«Ogni piazza e ogni stagione ti lasciano qualcosa. Vivi quotidianamente sia i momenti positivi sia quelli più difficili, e questo ti permette di crescere e migliorarti continuamente. Ho sempre cercato di portare entusiasmo, voglia di lavorare sul campo e desiderio di crescita, sia personale sia per i ragazzi che alleno. Ho sempre cercato di costruire gruppi di lavoro accomunati da sogni e obiettivi da raggiungere. Quando tutti condividono la stessa visione, ci si diverte, si ottengono soddisfazioni e si cresce insieme.»
“Qual è stata la sua ultima esperienza prima di arrivare a Santarcangelo?”
«Negli ultimi tre anni ho lavorato nel settore giovanile della Dea, una realtà nata dalla collaborazione tra Accademia Rimini e Delfini Rimini. Negli ultimi due anni ho seguito in particolare l’Under 16. Sono stati ragazzi che mi hanno fatto crescere moltissimo. Credo di aver imparato più io da loro che loro da me. Mi hanno insegnato tanto sotto il profilo umano e mi hanno aperto un nuovo modo di vedere il rapporto tra allenatore e giocatore. Allo stesso modo, credo di aver lasciato qualcosa a loro, perché si è creato un legame di stima reciproca che va oltre il calcio.»
“Ha già avuto modo di conoscere la squadra e lo staff?”
«Non ancora. Al momento ho incontrato il direttore sportivo Scattolari e ho avuto modo di parlare con alcuni ragazzi confermati. Avevo voglia di presentarmi e iniziare a conoscere le persone con cui lavorerò. Ci sarà tempo per incontrare tutti e, soprattutto, per costruire rapporti umani solidi, che considero fondamentali per lavorare bene.»
“In vista dell’inizio della preparazione, su quali aspetti si concentrerà maggiormente?”
«La preparazione rappresenta l’inizio di una nuova stagione e naturalmente ci sarà da lavorare molto sul piano fisico. Parallelamente inizieremo a trasmettere i principi di gioco che desideriamo vedere in campo. Non ho una tabella rigida. Ho soprattutto una grande voglia di iniziare. Il campo è il luogo dove ci si diverte, dove si cresce e dove si trovano le risposte, sia dal punto di vista tecnico e fisico sia da quello emotivo, che considero fondamentale in questo sport.»
“Che identità e quali caratteristiche vorrebbe vedere nella sua squadra dalla preparazione a fine stagione?”
«Mi piacerebbe vedere una squadra che non si pone limiti, sia a livello collettivo sia individuale. Credo che ogni giocatore debba essere messo nelle condizioni di esprimere al massimo il proprio potenziale. I ragazzi devono sentirsi liberi di esprimere le proprie emozioni e il proprio bagaglio tecnico. Il nostro compito come allenatori non deve essere quello di porre freni, ma di favorire la crescita. Allo stesso tempo però, voglio vedere una crescita collettiva importante. Il calcio è uno sport di squadra e nei momenti difficili bisogna saper contare l’uno sull’altro. Se a fine stagione avremo costruito un gruppo unito, maturo e senza limiti mentali, avrò raggiunto uno degli obiettivi più importanti.»
“Santarcangelo è una società che punta molto sulla crescita dei giovani. Qual è il suo pensiero a riguardo?”
«Credo che tutti i ragazzi debbano avere la possibilità di sognare. Se un giovane ha le qualità per esordire in prima squadra, poco importa se ha 15, 16 o 17 anni. L’età non deve essere un limite. Allo stesso tempo, i ragazzi non devono scoraggiarsi alle prime difficoltà e sconfitte. Tutti possono raggiungere traguardi importanti, ma servono lavoro, sacrificio e la capacità di non farsi distrarre dagli ostacoli. A me piace lavorare con i giovani e accompagnarli nel loro percorso di crescita. Devono credere che gli obiettivi più ambiziosi siano raggiungibili.»
“Quali saranno gli obiettivi del Santarcangelo per questa stagione?”
«Personalmente non mi piace fissare obiettivi minimi. Mi piace guardare sempre al traguardo più alto possibile. Partecipare soltanto per partecipare non appartiene alla mia mentalità. Voglio che la squadra affronti ogni partita con l’ambizione di competere contro chiunque. Poi sarà il campo a stabilire dove potremo arrivare, ma dobbiamo avere il coraggio di pensare in grande. Credo molto nel lavoro quotidiano: la ripetizione, il sacrificio e la dedizione portano sempre benefici. Se riusciremo a mettere il calcio tra le priorità più importanti della nostra vita, saremo sulla strada giusta.»
“Santarcangelo è una piazza ambiziosa e molto legata alla propria squadra. Che rapporto vorrebbe instaurare con la città?”
«Mi piacerebbe vedere la città sempre più vicina alla squadra e allo stadio. Naturalmente siamo noi, con il nostro lavoro, l’entusiasmo e i risultati, a dover alimentare questo legame. La maglia che si indossa va rispettata sempre, perché rappresenta non solo giocatori e staff, ma tutte le persone che lavorano quotidianamente per questa società. Quando un giocatore o un allenatore rappresenta una società, lo fa dentro e fuori dal campo. Se riusciremo a trasmettere questo senso di appartenenza, potremo creare entusiasmo, passione e un forte legame con la città. Santarcangelo è una piazza esigente, ed è giusto che lo sia. Ha una storia importante e noi lavoreremo ogni giorno per cercare di regalargli grandi soddisfazioni.»
“Mister, a nome della società, buon lavoro e buona stagione.”
«Grazie. Non vedo l’ora di iniziare.»
FC Young Santarcangelo
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