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08/07/2026
Anna Pennini, una forza della natura.
Un esempio di passione, determinazione, eleganza.. Un punto di riferimento sicuro, un amore innato - il suo - per i pattini.
"Mi chiamo Anna Pennini, ho 35 anni, sono nata a Ferrara", le sue parole."
"Ho iniziato a pattinare molto piccola, presso la società Pattinatori Estensi di Ferrara. Ho scelto di pattinare solo per stare con la mia amichetta, Caterina. Lei pattinava già da un po', era bravissima, per me, e io volevo solo stare con lei....ma, una volta messi i pattini, la mia passione è diventata quella, Caterina, dopo poco, aveva smesso ma io non riuscivo più a stare senza le mie 8 ruote. Non vedevo l'ora di andare ad allenarmi. Il pattinaggio artistico è uno sport che richiede tanta tanta pazienza. Quando inizi a praticare questo sport è già tanto riuscire a stare in piedi e non cadere ogni passo, poi pian piano vengono insegnati i primi salti, le prime trottole, i passi tecnici. Si cade e si ricade finché ecco quel giorno che il duro lavoro ti fa stare in piedi, e quindi inizi a perfezionare tutto e intanto arrivano altri salti altre trottole, altri passi, poi il saper stare a tempo di musica, l'interpretazione del balletto che la tua allenatrice ti assegna e poi le prime gare, insomma tantissime cose difficilissime da imparare per una bambina piccola ma la cosa bella è che non si smette mai di imparare cose nuove. È sempre in continua evoluzione.
Le prime gare arrivavo sempre dietro alle ragazze che pattinavano da più anni di me, e questo era motivo per impegnarmi di più. nei primi anni il mio desiderio non era solo arrivare a podio ma era riuscire a battere certe bambine. Perché le guardavo con ammirazione e dicevo prima o poi riuscirò ad arrivare lì anche io.
E dopo tante sconfitte sono arrivate anche le vittorie. E da piccolina scrivevo sotto alla coppa chi ero riuscita a battere.
Dopo qualche anno ho cambiato allenatrice. È arrivata Cinzia Roana a insegnare nella mia società, lei ha iniziato molto giovane, ma con un bagaglio veramente molto ricco e senza di lei non serei mai diventata quella che sono ora, non parlo solo come atleta ma anche personalmente.
Ho vissuto un'infanzia non tanto facile e caratterialmente non ero certo facile, ma lei insieme alla mia società mi hanno tenuta stretta facendomi rigare dritto e dandomi lezioni non solo di pattinaggio. Crescendo, sono stata inserita al gruppo delle "più grandi" dove ho trovato delle amiche e delle sorelle, oltre che delle compagne di squadra con cui ho iniziato a praticare altre specialità come gruppi spettacolo e quartetto.
Insieme abbiamo fatto la scalata dalle ultime posizioni in classifica a livello nazionale a vincere gare e a farci un nome. Non eravamo le atlete migliori tecnicamente, ma Cinzia, con le sue coreografie e la sua costanza negli allenamenti, ci ha portate tutte a farci un nome.
Io guardavo Cinzia pattinare e dicevo voglio diventare così. Per me ancora oggi rimane una delle atlete più belle del pattinaggio artistico perché poche emozionano come emozionava lei, e poche riescono a interpretare così svariate coreografie come faceva Cinzia. Quindi alla domanda a chi mi sono ispirata nel pattinaggio, assolutamente a lei. Bellissima!
Nei periodi bui della mia vita se non avessi avuto i miei pattini non so come avrei fatto. Per me mettere i pattini e entrate in pista era come svuotarmi da tutti i problemi, pensieri, dolori. E portare il mio corpo allo sfinimento dalla fatica mi faceva stare finalmente bene. Era la mia medicina per tutto. E lo è tutt'ora che non lo pratico più a livello agonistico.
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