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Intervista al Nuovo Mister della Centese Nicola Galletti

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17/08/2026

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Mister, partiamo da te. Chi è oggi Nicola Galletti come allenatore e cosa ti hanno lasciato le esperienze delle ultime stagioni?

«Con il Bentivoglio, in sette anni – con due stagioni segnate dal Covid – siamo riusciti a partire dalla Prima Categoria e ad arrivare fino all'ottavo posto in Eccellenza.
A Mezzolara, invece, dopo aver terminato il campionato al primo posto a pari merito, abbiamo perso lo spareggio. Arrivare a un centimetro dalla Serie D e poi perderla è stata la più grande delusione sportiva della mia carriera. Tuttavia, è stata una stagione che mi ha insegnato tantissimo e mi ha migliorato sotto ogni punto di vista.
Nell'ultima stagione a Castenaso sono subentrato nelle ultime sette partite, prendendo una squadra in grande difficoltà. Insieme ai ragazzi abbiamo compiuto un vero miracolo, conquistando la salvezza ai playout.
Oggi Nicola Galletti è sempre un allenatore e un uomo che cerca, giorno dopo giorno, di essere la miglior versione di se stesso.»

Questa è la tua prima stagione a Cento. Che Centese hai trovato, e quanto contano per te strutture e investimenti nella crescita di un club?

«L'impatto con la Centese è stato forte e deciso. Sono rimasto profondamente colpito dalla mentalità e dalla serietà di questa società, che rappresenta con orgoglio una piazza fantastica.
Girando un po' per Cento ti rendi subito conto di cosa rappresenti la Centese per la città: si avverte un'energia davvero contagiosa.
Per quanto riguarda la squadra, in queste prime due settimane ho potuto conoscere meglio i ragazzi, che si stanno allenando con grandissimo impegno e dedizione.
So che la società è sempre molto attenta allo sviluppo in termini di strutture, attrezzature e tecnologie che possano permettere la crescita del club. È una visione che non può che trovarmi d'accordo.»

Con il DS Pier Giorgio Alberti avete costruito la squadra mantenendo uno zoccolo duro e inserendo giocatori con caratteristiche ben precise. Ed è arrivato con te anche uno staff con il quale lavori da tempo: quanto contano queste due componenti?

«Con il direttore Alberti c'è grande unità d'intenti e condivisione, ma la fiducia che la società ha riposto in noi e nelle nostre scelte è veramente rara da trovare.
Insieme abbiamo cercato di confermare lo zoccolo duro della squadra, inserendo giocatori dalle caratteristiche precise: qualità umane in primis, forza fisica e qualità tecniche.
Nessun allenatore migliora da solo e avere qui il mio staff è fondamentale, perché condividiamo la stessa fame di crescita. Ognuno di loro porta un valore unico, che serve alla squadra.»

Parliamo dei giovani. Che impressione ti hanno fatto quelli che hai trovato e quelli che hai voluto a Cento? E quanto credi nel percorso dal settore giovanile alla Prima Squadra?

«I giovani che ho trovato e voluto a Cento hanno grandissime potenzialità.
Mi aspettavo una partenza importante in queste prime due settimane e così è stato.
Anche i ragazzi aggregati dalla Juniores ci hanno lasciato ottime sensazioni e saranno sicuramente una risorsa preziosa durante questa stagione.
Per quanto riguarda il percorso che deve portare un ragazzo dal settore giovanile alla Prima Squadra, penso sia fondamentale mettere al centro il merito. I nostri ragazzi devono sognare la maglia della Prima Squadra, desiderarla e provare a conquistarla anno dopo anno, all'interno di un ambiente ideale, nel quale non mancano strutture e allenatori preparati.»

Che Centese vuole vedere Nicola Galletti?

«Vogliamo una squadra che, quando fa una cosa, la faccia insieme. Nel bene e nel male.
Una squadra nella quale l'errore di uno sia l'errore di tutti e nella quale si pensi immediatamente alla "prossima palla", perché è sempre quella la più importante.
Per il resto preferiamo far parlare il campo.»

Che campionato ti aspetti e quali saranno, secondo te, le squadre maggiormente attrezzate?

«Il girone C quest'anno è uno dei più difficili, ma allo stesso tempo uno dei più affascinanti degli ultimi anni. Non ci saranno partite semplici per nessuno.
Sicuramente Copparese, in primis, e Faenza sono state costruite per vincere. Ma non dimentichiamo il Casumaro, che ha vinto gli ultimi playoff del girone, così come Mesola, Bentivoglio e MSP.
Per quanto ci riguarda, noi vogliamo fare parte di questo gruppetto. E ci proveremo con tutte le nostre forze.»

Quanto aspettate il momento di entrare al G&G Stadium per una partita ufficiale davanti al pubblico biancazzurro? E chiudiamo parlando direttamente ai tifosi: perché esserci, perché abbonarsi e vivere questa stagione insieme?

«Siamo tutti ansiosi di giocare nel nostro stadio nelle gare ufficiali. Il pubblico sarà il nostro dodicesimo uomo in campo e sono certo che Cento sarà orgogliosa di questi ragazzi.
Ai tifosi chiedo di esserci e di sostenerci con tutta la loro fede e la loro passione.
Siamo una squadra giovane, ma con tanta fame e tanta voglia di prendere un sogno e farlo diventare un obiettivo… Proviamoci insieme!»

 

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