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Marcello Cimino: 'Il pugilato è magia'

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02/11/2025

Marcello Cimino: 'Il pugilato è magia'

Foto realizzata da Emanuele Leonardi

"Mi chiamo Marcello Cimino, sono nato a Ferrara nel Giugno 1979. Il mio amore per il Pugilato è iniziato relativamente tardi, ovvero considerando gli standard del momento in cui io entrai in una palestra di pugilato....quella di Massimiliano “Momo” Duran....avevo 19 anni. Ricordo che andò mio padre prima di me in palestra chiedendogli informazioni: mio papà conosceva Carlos Duran. Prima di praticare pugilato ero caratterialmente molto diverso, a tratti un po’ problematico ma grazie alla Boxe la mia vita non solo è letteralmente cambiata ma anche migliorata. Il pugilato mi ha insegnato non solo che bisogna rispettare le regole ma anche che se sei veramente sicuro di te non hai l’esigenza di doverlo dimostrare al mondo con delle bravate.

La mia “carriera” pugilistica, in verità, è stata modesta: nessun titolo vinto ma ricorderò sempre quando il mio Maestro "Momo" mi disse che a volte per capire bene il pugilato non serve aver fatto centinaia d’incontri ma basta che tu negli incontri disputati sia riuscito a provare le giuste emozioni per poterlo comprendere.

Tecnicamente non sono mai stato un fenomeno, ma il cuore era indubbiamente la caratteristica che mi contraddistingueva maggiormente, oggi ripensando ai pochi match disputati ma spesso oggettivamente duri spesso e mi viene da sorridere quando c’è chi pensa io non avessi paura, ma come ceco d’insegnare agli allievi che seguo, tutti hanno paura ma il segreto è solo riuscire a cercare di controllarla, in un vecchio film di pugilato la paura viene descritta come un fuoco che, se lo controlli ti scalda ma, se non lo controlli ti brucia, ebbene penso nessun paragone sia più azzeccato di questo.

Insegno pugilato collaborando con il mio Maestro Massimiliano "Momo" Duran da 4 anni: rappresenta, indubbiamente, un'esperienza impegnativa ma posso garantire senza eguali dal punto di vista della soddisfazione, come dice sempre anche Massimiliano nelle palestre di pugilato si fa la vera integrazione, ossia, ragazze, ragazzi, uomini e donne di ogni età , etnia e religione vengono trattati veramente in egual maniera e creando dei legami fra loro veramente da famiglia.

Esorto tutti a provare il pugilato anche nella forma più “soft” ovvero quella amatoriale, il pugilato amatoriale ti da la possibilità di effettuare un allenamento molto simile a quello di un pugile che decide di fare un percorso diverso ossia quello del combattere, senza però farti male, ma al tempo stesso pratichi una delle discipline più complete a livello atletico e che a mio avviso è fra le migliori difese personali possibili soprattutto visto “il mondo in cui viviamo” credo fermamente che sapersi difendere sia molto importante, non me ne vogliano i praticanti di molte arti marziali ma a tal proposito penso che l’istintività dei gesti del pugilato lo renda molto più immediato da apprendere rispetto altre arti dove per poterle padroneggiare al meglio occorrono decenni di pratica e attenzione non sto dicendo che imparare il pugilato sia facile, anzi, però, come base per una buona difesa personale, lo reputo più immediato.

Voglio precisare però che poco fa ho scritto di difesa e non di offesa, infatti in palestra viene insegnato il rispetto, l’auto controllo e le regole e fra queste regole c’è quella che non bisogna fare “sciocchezze” fuori dalla palestra e che la pena sarebbe l’allontanamento dalla palestra stessa. 

Purtroppo ad oggi soffro molto per la condizione del pugilato in Italia, la cosa che mi fa soffrire maggiormente è che in altri stati, anche più vicini rispetto gli Stati Uniti, quali la Germania o l’Inghilterra un pugile può vivere di boxe, mentre in Italia no, per non parlare poi degli sponsor, disposti a spendere cifre folli per squadre amatoriali di calcio, ma per la Boxe si fatica a trovare disponibilità, logicamente e per fortuna non tutti gli sponsor ragionano cosi altrimenti il mio Maestro che è anche organizzatore a quest’ora avrebbe deciso di non organizzare più, la stessa cosa vale per le testate giornalistiche che danno pochi spazi parlando di boxe, ma per fortuna anche in questo caso vedi questo articolo ci sono persone che fanno la differenza e dimostrano interesse per questo sport magico.

Per il mio futuro da allenatore posso solo dire che spero di diventare bravo come "Momo"....ad oggi, guardandolo, realizzo quanto - in verità - io sia ancora lontano dall’essere alla sua altezza ma lo affianco con passione e cerco d’apprendere e fare tesoro di tutti i suoi insegnamenti.

Vi aspettiamo in palestra!"

Enrico Ferranti 

 

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