“Questo ciclo è appena cominciato”
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01/07/2026
Dopo una stagione culminata con la vittoria del campionato sammarinese e la finale di Coppa Titano, il Tre Fiori riparte dalla continuità. Il club ha infatti ufficializzato il rinnovo dell’allenatore Danilo Girolomoni, protagonista di un percorso iniziato due anni fa e culminato con il ritorno dei gialloblù a giocarsi le proprie carte nelle qualificazioni di Champions League. A pochi giorni dall’esordio europeo di martedì 7 luglio (ore 20.30) contro i nordirlandesi del Larne, il tecnico guarda soprattutto al futuro del progetto.
Mister Girolomoni, il rinnovo era nell’aria. Cosa rappresenta questa firma?
“È stata la conseguenza naturale del percorso fatto insieme. Stiamo costruendo un ciclo vincente e, forse, abbiamo anche bruciato qualche tappa rispetto alle tempistiche che ci eravamo prefissati quando siamo partiti. Siamo riusciti a creare una sinergia completa con la società, che si rispecchia nel gruppo e facilita il lavoro quotidiano. C’è tanta unità d’intenti e tutto questo ci ha permesso di costruire una base solida, continuando a centrare gli obiettivi. Da entrambe le parti c’era la voglia di proseguire insieme, perché riteniamo che questo ciclo sia appena cominciato”.
Quanto conta il fatto che il gruppo sia rimasto praticamente intatto?
“È un segnale molto importante. Che tutti i giocatori abbiano deciso di rimanere, nonostante le sirene del mercato e le richieste ricevute un po’ da tutti, me compreso, è un’ulteriore conferma che al Tre Fiori si sta davvero bene. Significa che tutti credono nel progetto e hanno voglia di continuare a crescere insieme”.
In questi due anni ha dato un’identità precisa alla squadra. È questo l’aspetto che la rende più orgoglioso?
“Sicuramente è un motivo di soddisfazione essere riuscito a esprimere il mio calcio dal punto di vista tecnico. Non invento niente, ma vedere che i giocatori assimilano i principi che ho in testa e riescono a portarli in campo è davvero gratificante. Ci ho messo del mio, certo, ma il merito è soprattutto della squadra, dello staff e della società che mi ha sempre sostenuto. Tutti abbiamo dato il massimo”.
Qual è il segreto di questo Tre Fiori?
“Il gruppo. Abbiamo ragazzi esperti che, pur avendo alle spalle carriere importanti, si sono messi completamente a disposizione della squadra, dimostrando di avere ancora tantissimo da dare, sia dal punto di vista fisico sia per voglia e determinazione. Insieme a loro sono cresciuti tanti giovani, molti dei quali sammarinesi che, come me, avevano bisogno di dimostrare il proprio valore sul campo. Al di là dei risultati, credo che la squadra abbia espresso anche un buon calcio”.
Che valore ha vincere a San Marino?
“Il campionato sammarinese è molto bello e competitivo. Ci sono tante squadre forti, allenatori preparati e quest’anno è stato anche molto equilibrato. La possibilità di disputare la Conference League la scorsa stagione e ora la Champions League è qualcosa di speciale, un’opportunità difficilmente raggiungibile sia da dilettante che, in certi casi, anche da professionista. Ci sono tanti allenatori importanti che non hanno mai avuto questa occasione”.
E cosa significa rappresentare San Marino in Champions League?
“È il sogno di ogni bambino che ama il calcio. E poi arrivare in Champions significa aver vinto il campionato, quindi ha un valore ancora più grande. Portare in Europa la bandiera di una nazione e rappresentare San Marino è un onore, ma anche un onere, perché gli avversari sono professionisti mentre noi no. Le differenze, soprattutto nella preparazione fisica e atletica, esistono e vanno affrontate con grande umiltà”.
Tra i tanti momenti vissuti finora, quale porta maggiormente nel cuore?
“Ogni volta che ho festeggiato insieme alla squadra, anche dopo una singola partita, anche la più semplice. Vedere i ragazzi affaticati ma soddisfatti è sempre stata la gioia più grande”.
E se potesse cambiare qualcosa di questi due anni?
“Le finali che ho perso - sorride -. Scherzi a parte, ho davvero poco da recriminare. Forse la finale di Coppa Titano contro La Fiorita, dove potevamo fare meglio, anche se ci siamo arrivati un po’ stanchi e con il mercato già aperto, che inevitabilmente aveva portato qualche sirena di troppo nelle orecchie”.
Martedì ci sarà il debutto in Champions League contro il Larne. Come vi avvicinate a questo appuntamento?
“Sappiamo che sarà una sfida molto difficile contro una squadra professionistica. Noi dovremo mettere in campo entusiasmo, organizzazione e lo spirito che ci ha accompagnato in questi due anni. Giocheremo con grande rispetto per l’avversario, ma anche con l’orgoglio di esserci guadagnati questa opportunità sul campo”.
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